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venerdì 29 aprile 2016

Dentro i miei vuoti: Insonnia



Solitudini che si incontrano,
si scontrano, cadendo, deragliando dai propri binari abitudinari.

Insonnie ad occhi aperti, visioni ad occhi chiusi.
Il sonno, quel fragile attimo che fugge impazzito anche dalle braccia di Morfeo e ti scaccia insolente.

Notte.
Torno a casa. Parcheggio, spengo la macchina.
Stanca ma pulsa ancora l'adrenalina della giornata. Non scendo. Respiro. Decomprimo i pensieri.
Ascolto i pensieri che nel silenzio emergono. Come luci che emergono dal buio, piccoli topi che trovano spazio per uscire e correre, scappare.
Piano piano si quietano, si rilassano e parlano.
Anche il silenzio diventa stranamente loquace.
Scarto le mie vecchie pagine e ripasso le nuove, a occhi chiusi.
Il motore non si spegne, scarica la batteria e non parte.
Una solitudine silenziosa assordante che mi aggredisce senza incontrare difese.
Un torpore formicolante lentamente vuole abbandonarmi alla presa dell'ineluttabile riposo, ma qualcosa dentro di me non demorde, vuole portarmi allo stremo, farmi affacciare ai miei abissi per poi tirarmi indietro per non farmi saltare, non lasciarmi andare.

Vado, ma torno presto. Appartengo a questo limbo.





martedì 26 aprile 2016

Stardust - Kirayel

Stardust - lyrics, music, vocals by Kirayel
Album - Diary of Spaces and Skies




STARDUST


We are stardust tonight  - Siamo polvere di Stelle stanotte

All the little big things that makes you glad - tutte le piccole grandi cose che ti rendono felice
All the little big things you said  - tutte le piccole grandi cose che hai detto

Are just trace  - sono solo tracce 
Of shining fleeting life  - di una scintillante, flebile vita,

if you lose somewhere - Se ti perderai da qualche parte
if you seek me everywhere -  se mi cercherai ovunque

One night we'll dream - un giorno sogneremo
a milion miles away  - milioni di miglia lontano

In the dark  - Nell'oscurità 
we'll cross our trails  -incroceremo le nostre scie
Before they fade  -  prima di dissolversi

We are stardust tonight  - Siamo polvere di Stelle stanotte,
We are stardust tonight
In the night Sky    - nel cielo notturno
We are stardust tonight







sabato 10 agosto 2013

Dentro i miei vuoti: La notte delle stelle infrante e dei sogni cadenti

Dentro i miei vuoti' é un racconto a puntate ispirato alla omonima canzone dei Subsonica. É un'opera di fantasia. Riferimenti a fatti o persone reali sono puramente casuali

Colonna sonora di questo capitolo:  Fill my soul

Notte di S. Lorenzo

Una pallida luce fa ancora capolino prima di congedarsi. 
Manca ancora qualche ora prima che si spenga e si apra il sipario su uno spettacolo grandioso. 
Piccoli guizzi che giocheranno col buio scivolando via in un baleno, terminando un percorso splendido e lucente.
Come i nostri sogni, belli, radiosi. Pronti a brillare più di altri. 
Pronti a darci le indicazioni dei nostri sentieri e guidarci verso mondi nuovi.
Molti, troppi però si infrangono, come gocce di pioggia. 
Cadono e svaniscono e ci lasciano il vuoto.
Altri invece si avvicinano nella trepida attesa di farsi afferrare.


domenica 4 agosto 2013

Last embrace - ultimo abbraccio




Non possiamo sapere quando sarà l'ultima volta che abbracceremo una persona amata. Nessuno lo sa.
Immagino però che in fondo le cose, sopratutto quelle belle, non finiscano, ma si evolvano.
Come se si riconciliassero col tempo, cambiando solo forma.
Sogno, speranza o illusione, piace pensarla così...

"This is not the end (non é la fine)
It's a new begin (é un nuovo inizio)"


Questa canzone é un invito a vedere i momenti più buii della propria vita come nuovi inizi.

 (Music: Kirayel- Federico Zagnoni 
Lyrics: Kirayel 
Video: Walter Salami Jr.)

L'ULTIMO ABBRACCIO

Sono seduta qui guardando un cielo grigio
L'acqua scorre  come i miei ricordi

In questo infinito laghetto tutto sembra essere tranquillo

Dove sei? Perso da qualche parte

In un posto sbagliato, lontano da me

Questo lago avvolge il cielo
Ma non può abbracciare  il mio cuore blu (triste)
Quando il giorno finirà, un altro verrá

E la notte arriverá
Anche se il dolore sta crescendo, le stelle non vogliono andarsene
E la notte finirá
Un nuovo giorno arriverá......

Questa non é la fine.....
È un nuovo inizio...
É difficile da credere...ma non é la fine...

LAST EMBRACE

I’m sittin’here, watching a grey sky,
Water flows like my remembers..
In this little endless lake seems everything’s going quietly

Where are you? …..Lost somewhere

In a wrong place, so far away from me

The lake embraces the sky
But it couldn’t huge my blue heart
When the day falls down, another one will come

And the night will come
Even if the sorrow is growing, stars won’t go away,

And the night falls down, a new day has begun…

This is not the end….

It’s a new beginning…

It’s so hard to believe, but this is not the end

sabato 13 luglio 2013

Dentro i miei vuoti: L'inquietudine prima e dopo la tempesta

Una notte così silenziosa non l'avevo mai sentita. Si sentono ancora di più i miei pensieri che si contorcono, stringono, affannano, graffiano cercando riparo. Forse avranno requie nel bagliore delicato dell'alba.
Mentre una leggera brezza sembrava cullarmi e tranquillizzarmi, improvvisamente tutto si stravolge.
E' arrivata una bufera di vento. Anche l'aria con me si stringe, urla, in vortici infiniti, strappa anche le morbide nuvole fluttuanti.

” Ho bisogno di TE”

Stavolta non sibilerei 'Davvero?' E neanche 'Già'. Ascolterei. Nient'altro.
Nascosta dal vento potrei....
Si, potrei dire a voce piena: ”Anch'io. Anch'io ho bisogno di te!'.
Ma non sarei coerente con ciò che debbo fare.
La razionalità è la mite governante tuttofare di una casa che viene sempre messa in disordine, nonostante i continui tentativi di tenerla in ordine, nonostante corra a prendere i cocci per rimetterli insieme e buttarli, nonostante compri anche nuovi mobili per riporre le cose, passa il tornado e butta all'aria tutto.
La padrona di casa sembrerebbe un misto tra ubriaca e drogata, ma di emozioni sempre nuove che le danno alla testa.
Pensa che il gioco vale la candela e le piace sentirne il calore, dentro, sentirsi fiamma, fino a rischiare di bruciarsi. Vuole sentire il limite e infrangerlo, lasciarsi bruciare, lasciarsi cadere.
Sentire che la paura diventi adrenalina, diventi fuoco nel profondo e ghiaccio come un fremito che pervade tutto il corpo insieme.

Sono passati i lampi, gli incendi.
E' passata la bufera, la grandine che imbianca leggermente le strade.
Ha smesso di piovere. Tutto si è placato.
Tutto si rilassa e il respiro pervade ogni anfratto dell'anima, scivolando lieve, senza pretese.
Trova un campo di battaglia dismesso che solca ancora la terra con la cenere e qualche fuoco ancora acceso, sotto la pelle.

”Tu, chi sei?”

Stai ancora un altro po' con me. Ispirami nuove parole, nuovi brividi, dai sostanza ai colori della mia tavolozza, sussurrami nuovi suoni. Stavolta rimarrò ad ascoltare, con le mie orecchie, con i miei grandi occhi e con le mie mani, senza dire nulla.
Bevo l'illusione di un incontro, come un caffè, per annaffiare almeno un po' l'arsura desertica che ho dentro.
Sorrido. Mi abbandono sul divano. Chiudo gli occhi.

Con le mie mani ridisegno i lineamenti del viso che pian piano si distendono.
Scendo sul collo e sulle mie forme che abbraccio.
I lividi, le imperfezioni, le cicatrici, i ricordi. Fa parte di me.
Continuo ad esplorare cadendo in una lenta e inesorabile discesa agli inferi nei più libidinosi nascosti piaceri.

Mani vogliose, baci assetati.

In questi attimi, sola col mio essere, respiro i miei pensieri.

Dentro i miei vuoti: Polvere di stelle


Dentro i miei vuoti é un racconto a capitoli ispirato all'omonima canzone dei Subsonica. Riferimenti a fatti e persone esistenti sono puramente casuali

Colonna sonora:  Stardust - Kirayel


Che strane queste pareti ferrose. Non avrei mai detto che da un angusto spazio grigio avrei potuto ricavarci un alcova romantica. In realtà non lo pensavo, ma lui la considerava tale e regalò uno sguardo diverso anche a me.
Era una piccola baracca che con del vento ballava cigolando. Un ripostiglio, niente di più.
Complice la notte, il buio che cela e intriga, qualche candela, per magia tutto si trasforma.

”Proprio bello qui, sai!” con gli occhi brillanti di un bambino e un filo di voce calda e sottile come fiammelle, quasi a non voler rompere l'incantesimo, non disturbando il vento impalpabile della notte.
Lo guardo per imprimermi la sua espressione sorpresa e divertita e la ricambio anche io, pensando come non venga notata la confusione del posto improvvisato. Annuisco e sussurro " Già."

Le sue mani scrivono su di me emozioni, suonano e plasmano il mio piacere con forza ardente, sinuosa eccitante curiosità e preziosa suadente dolcezza.
Le mie mani affamate e i miei baci assetati tracciano i suoi confini. I suoi desideri. I suoi vuoti.
Riempiendoli.
Riempiendomi.
Intimamente, profondamente..dentro ogni cellula, ovunque.

Il tempo ci fa ricordare che sono attimi, stralci di buio. Eppure così intensi che si mistificano celandosi con l'eternità.

Da quanto siamo qua non chiederlo, 
Dalle finestre luci scorrono, 
Lenzuola stropicciate, che ora è?  
Stai con me! 


Parla e lo ascolto con orecchie silenziose ma voraci.
Parla e ha quel suo modo , Lui non lo sa, non ci da peso, e mi attira moltissimo.
A volte, sopratutto quando é molto rilassato, prende fiato dopo poche parole e la sua voce assume una leggera cantilena che ricorda quella semplice e immediata dei bambini, ma forse é solo questo strano dialetto che non ho mai imparato. Sembra in contrasto con i discorsi pessimistici che fa, a me risulta chiaro il quadro di una persona col cuore grande ferita dalla vita, che da qualche parte vuole sognare ancora, vuole essere felice ancora.
E forse sottovoce, sussurrava che quella parte é con noi, ora ”Sto bene” E mi disegna di piccoli baci, rimarcando bene il viso, le sopracciglia, e io credo avrò assunto un sorriso da ebete dalla beatitudine in cui annegavo.

Tra me e me pensavo
”Vorrei che il mio uomo fosse così” non voglio pensare ”vorrei che...fosse il mio uomo” .
A differenza delle eroine romantiche dei film e dei libri, non vivo di illusioni e sono cosciente.
Sogno, ma mi sono vaccinata per anni di dolore e adesso non lo sento più.
Vivendo ogni attimo intensamente, non ponendosi il problema del 'domani'. Se ci si ostina a guardare troppo l'orizzonte, si inciampa. Bisogna vivere il presente, l'immediato.
Senza domande e senza parole.
Non ho pretese. Mi godo il momento.

”Lo sai che siamo polvere di stelle?”
Ascolto il suo pensiero. Dolce e amaro. Poetico e triste, come una canzone.
Una musica che mi risuona dentro.

Forse sarà l'ultima volta che ci vedremo. Che le nostre scie si incrociano.
Ma in questo cielo notturno, che si appresta a nasconderci e strapparci via, 
abbiamo brillato come non mai, come una luce che non vedremo mai più nei nostri screzi di cielo paralleli.

Portati un bel ricordo di me, nascondilo gelosamente in un cantuccio del cuore.
A presto o Addio, nessuno lo sa. 
So che ti penserò, perché da qualche parte, ci sarà sempre un pezzetto di te custodito gelosamente.

Addio, a presto polvere di stelle.


venerdì 12 luglio 2013

Dentro i miei vuoti: Respiro

Luci dell'alba. Il sole é ancora lontano ma i suoi echi si cominciano a riflettere.
È da tanto tempo che non guardo la notte negli occhi, così profondamente, eppure già mi sfugge.

Ascolto la natura che mi parla in molteplici modi affacciata alla finestra a Nord che da sul giardino e su un vigneto e oltre ad esso, il campo, vuoto e silenzioso.
Mi sembra strano pensare che tempo fa ero nel punto in cui guardo ora. Pare di guardarmi attraverso il tempo.
Attraverso questa rete dinnanzi al mio volto che pare filtrare le ombre e il passato.

Il cielo, incurante, è pieno di pace.
Accarezza con la sua fresca brezza gli animi tormentati e dona requie a quelli stanchi e dubbiosi.
Tutto sembra eternamente congedarsi dal tempo che lentamente lambisce di luce anche gli ultimi lembi scuri.
È tutto così dolce che anche la notte sorride socchiudendo gli occhi e si accascia su un celato giaciglio celeste.

È tempo di andare prima che si accechino le illusioni e i fragili sogni vengano turbati rivelandosi, dissolvendosi.

A me rimane il suo oscuro sguardo e il suo ventoso respiro che ancora non svela i luoghi che avvolgerà.



Dentro i miei vuoti' é un racconto a puntate ispirato alla omonima canzone dei Subsonica. É un'opera di fantasia. Riferimenti a fatti o persone sono puramente casuali

giovedì 11 luglio 2013

Dentro i miei vuoti : Appuntamenti al buio...bendati


Dentro i miei vuoti' é un racconto a puntate ispirato alla omonima canzone dei Subsonica. É un'opera di fantasia. Riferimenti a fatti o persone sono puramente casuali


Questo appuntamento sarebbe stato al buio, ma ho deciso di dare un tocco in piú....
Sarà davvero al buio...bendato.....

”Sono arrivato al parco che mi hai descritto....dove sei?” Il suo sms, inizio sera di un normale giorno infrasettimanale.

”Cerca una panchina con una sciarpa lunga nera”

”Trovato...e ora?”

”Bendati..” Risposi io, risposta anomala di un normale giorno infrasettimanale.

Ero curiosa della sua risposta....potrebbe spaventarsi, potrebbe arrabbiarsi....o eccitarsi, reazione che auspicavo.

”Va bene..mi sto bendando...”

Aspettai qualche minuto e lo osservai nascosta mentre eseguiva i miei ordini. Uscii e mi avvicinai.

”Voglio farmi conoscere attraverso i tuoi sensi....e poi mi vedrai.
Niente baci...ma puoi usare le labbra per sentirmi....”

Uscí un sorriso dalla parte inferiore della benda e farfugliò sorridendo ”...che matta.....”

”Vero...” Sussurrai nel suo orecchio sinistro ”Ti piaccio per questo, no...?”
Sorridendo si morse le labbra e mi trattenni a fare lo stesso.
Mi esploró attentamente, mi feci esplorare.
Ogni tanto gli conducevo le mani, per toccarle e farmi toccare.
Lo stuzzicavo per farmi baciare e infrangere la prima regola, ma fu zelante nel rispettare le consegne.

La sera cominciava a tramutarsi in notte. Mi alzai e gli dissi ”Seguimi” e mi alzai.
"Aspettami..." E si alzò anche lui, senza togliersi la benda.
”Bravo...segui la mia voce e le mie mani...fatti condurre......” 
Sorrideva divertito e sempre più eccitato.  "Dove mi stai portando....?"

Un piccolo baracchino seminascosto di lamiera, dove i giardinieri tengono gli arnesi da lavoro, poco usato di giorno e mai di notte....tranne questa.

"Lo vedrai.....anzi...sentirai....ti farò perdere.....tutti i tuoi sensi..."
Incluso il buon senso, il senso del dovere. Ti prenderò tutto. Non ti rimarrà più nulla.
Devasterò il tuo piacere e conquisterò ben più del tuo fremente corpo. Tutto il tuo essere.
Le mie mani ti stanno guidando alla tua disfatta, alla mia conquista, alla mia, nostra vittoria.

Dove ti sto portando....?

A un sogno lucido, uno squarcio di paradiso.
Al sugoso nettare del piacere a cui ti lascio bere e soddisfarti.
Lo sai che prima o poi dovremo pagare, ma non ora...
A questo momento però non ci rinuncio. Avidamente lo mordo e afferro con le unghie.
Questo momento è solo nostro!
Una luce che brucia e disegna percorsi incollandosi alla pelle.

Chi é davvero bendato?
Entrambi. Tu che ti fai raccontare frottole dalla tua stessa ragione per poi seguirmi alla cieca facendoti profondamente avvolgere da me.
E anche io procedo bendata. Sto calcolando tutto, ma sembra che qualcosa voglia sfuggire.
Non so a cosa andrò incontro, so che la mia fredda benda si allenta...
Mi concedo di lasciarmi andare.

Sento il profumo della tua carne. Quel profumo selvaggio, di uomo, di animale.

Chiudo gli occhi della ragione e ti seguo. 

Dove mi stai portando.....?


Guidami...


Due solitudini si avvolgono
Due corpi estranei s'intrecciano
Duemila esitazioni sbocciano

Stai con me.

Se c'è un motivo trovalo con me
Senza ingranaggi senza chiedere perché
Dentro i miei vuoti puoi nasconderti,
Se c'è un motivo trovalo con me.
Senza ingranaggi senza chiedere perché

Dentro i miei vuoti puoi nasconderti.

Le tue paure addormentale con me..........
Le tue paure addormentale con me..........


Stanotte

mercoledì 10 luglio 2013

Dentro i miei vuoti: Intro

Il vuoto mi guarda
Il vuoto mi chiama nei miei sogni
Mi chiama. Insiste.
Non riesco a resistere.
Ha assorbito l'arcobaleno
Anestetizzato da fiori e spine
Il mio strazio pulsante giace esanime
Forse urla. Forse non più.
Il vuoto mi abbraccia
Mi porta a sé 
Sto annegando nel nulla
sgocciolando plasma incolore




Un ringraziamento particolare ad Alberto Grima che  ha gentilmente concesso di utilizzare alcune sue foto
Dentro i miei vuoti' é un racconto a puntate ispirato alla omonima canzone dei Subsonica. É un'opera di fantasia. Riferimenti a fatti o persone sono puramente casuali


Suoni, visioni, musica, mix di vite alla deriva alla ricerca di equilibri instabili.
Un'altra volta a errare in strade sconosciute. Imprevedibili.
Imprevedibili riscontri interiori.
Tante situazioni, diverse angolazioni e tanti panni che ho vestito e rivestito.
Alla fine in tutto questo trambusto, tra il correre e lottare, forse non ho sentito niente.
Forse non ho capito niente.
E quel poco che ho afferrato è che non si può giudicare. 
Siamo tutti figli del caso, della fortuna, di ciò che possiamo. 
Una folle corsa in macchina che nessuno sa come e dove finirà. 
Se investiremo qualcuno trascinandolo con noi nel nostro male di vivere, se ci scontreremo di faccia contro un muro di difficoltà.
Si va avanti e si cresce sempre, con quel cd e quei pensieri piantati nella nostra testa che diventano colonne sonore indimenticabili.

Quando si è piccoli, tutto questo baccano è lontano.
Curiosità e immaginazione lavorano a pieno ritmo.
Mi rivedo sul balcone,  vedendo le luci in lontananza della vicina discoteca, sognavo, fantasticavo sul mondo degli adulti, quelle visioni avevano un sapore magico...
Aspettavo con ansia il giorno in cui ne avrei fatto parte anch'io. 
Quanta impazienza!
Come se qualcuno stesse attendendo proprio me.
Questo qualcuno, chissà dov'era, magari proprio li, all'orizzonte, immerso in quelle luci, in quel brulicare di fumo, luci e corpi in movimento...

Aspettami...Sto arrivando..





"Ah! Finalmente una canzone italiana che non parla delle solite stronzate, cazzo!"
"Mamma mia Kennie, qualche volta puoi anche far riposare le parolacce e i santi,  maschiaccia!!" Mi rispondeva ridendo mio fratello prendendomi in giro e facendomi innervosire come solo i fratelli maggiori sanno fare.
"Ha parlato l'angioletto....!" e gli facevo la linguaccia correndo per la casa per non essere presa.

Dentro i miei vuoti.

Mi sembra passata una vita da quando la ascoltai la prima volta.

Sembra ti osservi, aspetti, cresca mentre ti scava dentro, per poi esitare....
Parole e suoni  che avvolgono in una maniera formidabile.

Partire con diffidenza

Un suono vibrante di chitarra a basso volume, in punta di piedi, isolato, alla timida ricerca di un riverbero accogliente mentre un oscuro rintocco di piano sgocciola l'atmosfera.

Esitazioni

Solenne come un orologio. 
Una voce metallica racconta.

Sciolte le diffidenze....

Arriva un ritmo soffuso e accattivante, scandisce lo scivolare sinuoso di tessuti, di corpi.
La voce segue, sussurrando prima...poi via via sempre più forte e più umana.

Non ci conoscevamo ancora, ma già parlava di me.

Di quella protagonista di un racconto sbagliato che fa cose sbagliate. 
Anche se, alla fine, esiste davvero il confine tra 'giusto' o 'sbagliato'? E' davvero così chiaro?
Chi ha ragione? Tutti. Nessuno. Cambia davvero qualcosa?
Seguo gli impulsi.
Condurranno Dentro i miei Vuoti. 
Dentro i vortici che hanno scavato le mie paure.
Dietro le arcate e le colonne delle mie convinzioni.

Due solitudini si attraggono
Due solitudini si avvolgono

Stasera viaggeremo insieme.
Impalcature spartitraffico, fari alonati blu monossido 


Due solitudini si attraggono: tu chi sei? 


Come due intrusi che sorvolano le tangenziali dell'intimità 

Fiutando diffidenze e affinità.

Resta qui! 


Da quanto siamo qua non chiederlo, 
Dalle finestre luci scorrono, 


Lenzuola stropicciate.....che ora è?  
Stai con me! 


Se c'è un motivo trovalo con me Senza ingranaggi senza chiedere perché. Dentro i miei vuoti puoi nasconderti, 


Le tue paure addormentale con me 


Se c'è un motivo. 

Due solitudini si avvolgono 

Due corpi estranei s'intrecciano 

Duemila esitazioni sbocciano 


Stai con me. 


Se c'è un motivo trovalo con me 
Senza ingranaggi senza chiedere perché 
Dentro i miei vuoti puoi nasconderti, 
Se c'è un motivo trovalo con me. 
Senza ingranaggi senza chiedere perché 


Dentro i miei vuoti puoi nasconderti. 

Le tue paure addormentale con me..........
....................................................................Se c'è un motivo..............

giovedì 14 febbraio 2013

Pensieri (insoliti) della (buona?) notte

Ore 2.00, notte fonda.

Soffoco con la mia saliva affondando tra mari di carta e cieli neri d' inchiostro. Le nuvole il fumo che mi esce dalle orecchie.

Possibile che 4 moduli possano sintetizzare la mia vita?!

La lampada sul tavolo porta alla luce veritá accecanti.

La grafite appuntita che affonda nel foglio.  Le mani unite sul viso che stropicciano gli occhi.

Provo a mettere in fila i pensieri ma sono furbi, non si fanno prendere. Quando sembra di acchiapparne uno, scappano gli altri. Sono tanti, troppi. Spero basti chiudere la porta a chiave.

É tardi, ma spero non sia troppo tardi.

Spengo tutto, sopratutto la mia testa. Domani si vedrá.

Buonanotte!

lunedì 21 gennaio 2013

Vino, maschere, domande esistenziali ed elucubrazioni sull'arte delvivere




Per quanto ti possa truccare, non puoi sfuggire alla tua ombra, che persino di notte traccia il tuo profilo, seguendoti ovunque. Persino la luce a volte è ingannevole.
Stasera siamo dei colori sordi che camminano tra il buio e il silenzioso bagliore dei lampioni.

Questo pensavo tornando a casa, percorrendo il vialetto con una pioggerellina battente come questi pensieri, abbeverandomi, respirandoli.

Quindi, chi sono davvero?
Vado a dormire con la mia essenza sgusciata, smascherata,  nuda e pallida come verme o ogni mattina quando mi ridisegno torno a esistere? Maschere e scudi con spessori invisibili fuori e dentro la pelle.

Mentre penso a tutto ciò, questo movimento interiore che si spegne improvvisamente guardandosi attorno.

Era forse un sogno questa emozione che sento ancora?
Un mio sogno?

Gli altri, in espressioni standard, sembrano così tranquilli e sereni di vivere una vita regolare, senza sorprese, in cui il massimo dell'aspirazione è un mondo in cui tutto è imperturbabilmente equilibrato, statico (non esiste, troppa paura di accettare la naturalità del cambiamento).

Sarà colpa mia che non accetto queste regole. Anzi no, è colpa di quella sostanza inebriante, che da quella voglia di vivere, di cambiare, quel fuoco che brucia dentro che scalda e consuma, da estasi e dannazione insieme.

Sarà questo vino grezzo, denso e avvolgente in cui i miei pensieri annegano, si impregnano inebriandosi dolcemente, un nettare cui il primo sorso entra nel profondo, scorrendo direttamente nelle vene, eccitando il cuore, demolendo le razionali difese, lambendo l'anima.

Sarà questo che mi tiene ancora sveglia, queste onde che si scatenano in me.

É L'ARTE...
quest'incantesimo che mi coinvolgerà sempre, questa dolce-amara dipendenza, questo viaggio, questa ricerca perpetua...che suona come condanna ma è semplicemente vivere l'arte e l'arte del vivere.

Ecco, deve essere questo il sapore dell'esistenza.

Calda, corposa, intensa e sanguigna.

domenica 22 luglio 2012

Post it sparsi




Ombre nella notte.
Fantasmi del passato e presenze inquietanti nel presente.

E' notte.
Gocce, vetri che scrosciano rumorosamente rompendo la sacralità del silenzio,
vento che forse le stringe nel suo petto strappando ciò che é rimasto, o le lascia sfiorare la terra per asciugarla.

Rimango qualche minuto ferma in macchina.
Per qualche minuto il nulla è compagno dei miei non pensieri, in stand-by, in attesa, non si sa di cosa.


I campi di battaglia possono sorprendere per il loro aspetto tranquillo, amichevole.
Ancora a combattere. La battaglia è lunga, siamo solo all'inizio.

Questo vento avvolge a sé tanti ricordi che nel silenzio di questa notte e della mia mente ipnotizzata dal gioco di ombre, si proiettano velocemente.
Film? `Non ne capisco il senso, voglio andare via.

Forse c'è? Che dovrei fare?
Correndo in questo circolo vizioso, vedrò di nuovo me stessa.
Cosa ne pensi?
Le risposte appariranno? Ci saranno soluzioni?
E penso 'No'.

Ma giorno dopo giorno stava lentamente morendo,
Con una cosa dentro difficile da definire..
Doveva ritrovare sé stessa
Perché si è persa
Cadendo nel fango
Mentre il suo dolore bruciava
Persino nella disperazione
Ha avuto solo illusioni
Ma raggiunse quell'ultima, flebile fiamma
Di cui nessuno sapeva la provenienza
Ma io so che dalla parte più profonda dell'anima...

E' stata al di fuori..
Ora vede l'arcobaleno,
Dopo le tempeste, la pioggia,
E' stata al di fuori...
Ma ora è qui per te
Per dimostrarti che puoi vivere ancora
Dopo essere stata al di fuori, dopo essere morta dentro..."

She's been outside.

Mah, non so come una canzone che ho scritto anni fa, dedicata a una mia carissima amica possa descrivere in realtà il mio trascorso di questi anni...e quello che sto passando ora.
Persino 'Red sky' (cielo rosso) racconta di immagini apocalittiche...ma ne parlerò più avanti in un post dedicato, poiché è un quadro che ha bisogno del suo tempo e del suo spazio per essere dipinto a parole.

Il cerchio si chiude?
Forse mi sono già risposta da sola. Adesso non posso più sprecare tempo, né per timidezza, né per rancori.

Il rancore è per chi ha la vita eterna. Meglio impiegare tempo a fare progetti, ad andare avanti facendo tesoro di ciò che si è imparato senza fermarsi, camminando nel presente.
Bisogna vivere.

Comincia la svolta. Non si torna indietro ed è inutile guardarsi alle spalle...quello che di buono e di utile c'era è stato messo in valigia e con essa attraverso il presente verso un futuro che non vedo, ma continuo a camminare. Se mi perderò, continuerò ad andare avanti finché non troverò qualche indicazione.

Care ombre,fantasmi,pensieri sparsi della giornata come post-it confusi, vi saluto e vado a dormire. Si spera che domani sia davvero un altro, nuovo giorno.





martedì 17 luglio 2012

Electrical Storm - Tempesta elettrica







Soundtrack : Electrical Storm - U2

Fulmini, lampi abbaglianti che illuminano prepotentemente a giorno la notte.
Così brevi, così sfuggenti. Una psichedelica tempesta di emozioni.

Affascinante, ipnotica.

Ho già vissuto una tempesta elettrica anni fa. Ricordo la danza rabbiosa delle ombre in camera che si agitavano bombardate da scatti accecanti.
Quasi veniva il timore di sporgersi al di là della porta per osservare cosa accadeva oltre la finestra.
Quei lampi nascevano a pochi passi da me.
Ero letteralmente incantata..

Come le luci di un cinema all'aperto, in cui il film procede a un ritmo più denso, più veloce.
Da un totale buio e sfondi chiari.

Qualche giorno fa vedevo lampi sparsi illuminare le venature del cielo notturno.
Un'altra tempesta che ero pronta ad affrontare, solcando gli oceani di sfumature e di meraviglie sublimi, preziosi tesori per gli occhi.

Pronta per lo spettacolo da vedere, in campagna, schermo immenso di tutti gli spettacoli naturali più belli e selvaggi, stavo per svoltare inebriata e deliziata da ciò che il mio palato visivo stava pregustando.
Non posso seguirti questa volta, ma ci rivedremo presto.


Sono io stessa il luogo aperto e selvaggio in cui vedo apparire tutti gli abbaglianti sonori colori.


Dentro di me miriadi di sensazioni psichedeliche, rabbia, delusione, dolore, gioia, compassione, entusiasmo, che passano in rassegna in un lampo.

Ci rivedremo presto.
See you soon electrical storm.





giovedì 5 luglio 2012

La notte una lavagna per scrivere pensieri

La notte è una grande lavagna per scrivere i pensieri.
Le parole diventano piccoli punti luminosi
e anche quelle più tristi
sembrano essere così splendenti da diventare poesie..
Anche il dolore é nobile.
È il colore più puro 
in cui l'estro intinge le sue variegate setole.

mio quadro con maschere e luna

sabato 23 giugno 2012

Nuvola fluttuante


Soundtrack: Cloudy now - Blackfield

Il canto del vento infuria in una notte silente.

Sussurra piano poi più intensamente ricordi ora lontani,
ci accarezza, ci prende, 
ci porta con sé, 
pervade la nostra anima di viaggiatori sognanti,
fluttuanti tra malinconia e fantasia, in uno slancio ebbro d'amore.

Gitana tra le luci,
Polvere di Luna,  
La mia dimora una nuvola trainata da stelle danzanti.

Dio del vento portami via stanotte.