Visualizzazione post con etichetta solitudini. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta solitudini. Mostra tutti i post

domenica 24 novembre 2013

Dentro i miei vuoti: Nella tua assenza



Sogni in cui domavo le onde del desiderio ,
in attimi e sussurri intensi, segreti.

Di nuovo ti ho sognato,
Di nuovo ti ho potuto parlare.

Sai plasmare con arte l'attesa.
il tuo arrivo improvviso,
portato dai moti perenni delle mie oniriche maree
che lambiscono, strappano il sabbioso pavimento delle certezze
che mi teneva in piedi.

Come goccia tenace che inesorabile ha scavato anche la roccia imperturbabile.

Non c'è materia, non vi è parte che possa resistere.

Più ti nascondo dai miei pensieri, più salti fuori quando meno me l'aspetto,
più non i nostri occhi non si incontrano,
più ci incontriamo in quella terra-nuvola di nessuno e di tutti,
al di là e al di sopra  dell'orizzonte,
dove il respiro è talmente dolce e pulito da corrodere l'anima.

La tua presenza si muove imperturbabile tra le mancanze,
scivola sinuosa persino nelle tue assenze,
il mio desiderio cresce anche in questo Nulla,
senza luce, senza respiro, ma pieno di sospiri germoglia,
riecheggia rompendo il silenzio in me.
Il mio desiderio di incontrarti ancora, cresce.

Buio di una malinconica notte eterna.
Nella tua assenza ricamo stelle.







domenica 13 ottobre 2013

Dentro i miei vuoti: Maschere


Dentro i miei vuoti' è un racconto a puntate ispirato alla omonima canzone dei Subsonica. E' un'opera di fantasia. Riferimenti a fatti o persone sono puramente casuali

Il mio cuore scalcia.
Punta il tacco e perfora l'anima.

Non respiri, scavi dentro di me.
Ti ho di nuovo tra le mie braccia.

Di nuovo in me.

Vuoi sfondare tutte le mie porte e non lasciarmi nulla,
Penetrarmi l'anima lasciandomi il vuoto quando te ne andrai.

Provi a rivestirti di bugie e chiacchiere, la confusione ti nasconde da te stesso
E nella nebbia dei tuoi pensieri ti sei perso e non vuoi ritrovarti,
ma non mi hai lasciato nell'oblio, segui i miei passi, mi vieni incontro e mi rapisci alla logica spazio tempo stringendomi, afferrandomi in questa immensa nuvola che ci avvolge.
Abbracciami. Prendimi.
Ti vedo, sei qui.
Non darmi spiegazioni inutili che noi ben conosciamo.

Sono finiti i giochi ma continuiamo a nasconderci da noi stessi. Da noi.
Togliti la maschera, lo sai, ti vedo. So chi sei.
Io? Non riconosco la materia del mio viso, epidermide o cartapesta forse si sono fuse.

Mi disegni il volto di carezze e senti l'umidità delle mie emozioni
Gocciolano lente e silenziose, 
In punta di piedi sono sfuggite dai cancelli che hai distrutto.

"Ti ho fatto male?" chiedi.
Con un sorriso agrodolce "Sono altre le cose che fanno male...."

Poi, di nuovo sola. Incantata dai bagliori delle candele.
Fredda stanca notte, ma lo sguardo avvolge le fiamme.
Ipnotizzata le tocco e mi brucio le dita.

Un'oscurità segreta che incornicia i miei inconfessabili pensieri.
Bruciano, fanno male, ma non riesco a smettere di guardare e toccare. 
Non riesco a smettere di guardare la danza abbagliante guizzante che avvolgono il buio.
Voglio ancora sfiorare, voglio ancora toccare.
Forse non sento più dolore.

Subito quasi non sento nulla. 
La notte mi contorco, mi struscio al cuscino, al letto che sembra essere divorato, straziato dalla mia fame, dalla mia sete.
Mi sono bruciata. Dentro.
Ma sono ancora ipnotizzata dal fuoco.

E ora?
Mi hai dato in pasto al tempo. Mi hai dato in pasto ad altri desideri affamati.
In pasto a domande che sembrano senza risposta.
Vado avanti, anche se devo portarmi un cuore pesante  che non riesco ad estirpare.




sabato 20 luglio 2013

Dentro i miei vuoti: Dentro i miei vuoti




Dentro i miei vuoti' é un racconto a puntate ispirato alla omonima canzone dei Subsonica. É un'opera di fantasia. Riferimenti a fatti o persone sono puramente casuali

Che deliziosa fresca notte. 
Questo vento stuzzica proprio i sensi, sfiora appena appena la pelle donando un brivido profondo. 
Mani che accarezzano l'anima senza turbarla.
Ideale per lasciarsi andare e stringersi forte forte per scaldarsi, per amarsi un po', a luce soffusa delle candele.
Già, ora non é tempo di abbracci.
Ideale per stendersi, guardare il cielo, bere qualche sambuca di più e disegnare vortici  nell'aria col fumo dei miei sigari preferiti.
Dopo un picco di adrenalina, il mio corpo si intorpidisce, i sensi si annebbiano, chiudo gli occhi e...

Dove sono?!

Dentro i tuoi vuoti.

Stanze bianche. Abbaglianti di vuoto.
Stanze scure. Ombre in cui si nascondono i miei demoni.

C'é più freddo, qua. 
Molto, molto freddo.
Sogni?

Qualche volta.
Le mie notti sono allietate più da incubi.
Ciò che vedo non é quasi mai piacevole, ma ho imparato a mettere il guinzaglio ai quei demoni. A controllare i loro passi. A domarli. 
È peggio non sognare più. 
Apre deserti.
Ecco come anche gli incubi possono fare compagnia.
Sono vivi, muovono, smuovono dentro. 
Non sopporto il silenzio. 
Bianco. Abbagliante.
Di vuoto.

Quali sono le tue paure?

Non lo so. Si saranno nascoste dietro i vortici che hanno scavato i miei vuoti.
Dietro le arcate e le colonne delle mie convinzioni.
Non lo so più. Ovunque siano andate, mi mancano.

A volte sono presa da pensieri muti. Non parlano, sono solo li, a osservarmi, con quegli occhi impauriti.
No, non ho paura.
C'è solo questa pioggia notturna nella nebbia, accesa dai lampi.

Come gli incubi, quando non senti più nulla persino la paura ti fa sentire viva, sai?
Ti copre , ti protegge, ti mette in guardia.
Non sentivo più.

E ora...?

Viva, di nuovo, come non sono mai stata. Un fuoco che mi brucia dentro, ghiaccio che mi gela le vene, mentre scorre lava.
Impossibile vero? Paradossale, ma é così.
Quando ti cadono calcinacci e vetri sopra la testa e la terra non ti fa stare in piedi, quando una sirena ti sveglia per le allerte , quando da lontano intravedi una scura tromba d'aria che vuole toglierti quel poco che ti resta, e non scappi perché non hai ripari, non hai più paura.
Il cuore ti si congela. Smette di provare emozioni. Nessun pensiero, si agisce.
Le vene diventano cavi freddi che trasportano ragionamenti e calcoli.
Quando la Signora ti viene a trovare più volte in forme diverse, convivi con la sua presenza mortale.
Anche combattere contro gli imprevisti che ti vogliono portare via tutto lo é.
Il tempo ti forgia, ti tempra dalla vita.
Fuoco e ghiaccio. Neve calma e falò di intenzioni.

Sarà davvero tutto in equilibrio? Sono viva?

Il solo fatto che stai sognando significa che sei più che viva.


Sogno? Tu chi sei???

Sono la tua amata compagna di viaggio, del viaggio della vita, l'interlocutrice benevola che va dritto al punto e sa come zittirti, ti conosco bene, da sempre. 
Mi conosci bene, non hai mai avuto paura di me, mi cerchi spesso e ci sono, anche se non mi vedi.

Ti riconosco ora, cara mia Solitudine!

Vorrei rimanere, ma debbo andare, forse mi aspettano da qualche parte, in galassie lontane,
milioni di miglia lontano da qui.
Non vorrà fuggirmi, incroceremo le nostre scie, prima che svaniscano di nuovo.

Finiamo così, in volo, questa scia, com'é iniziata, con musica, sogni e fantasia.
L'inchiostro é finito, le parole pure, diamo voce alle note.
Con la voce danzerò su questa musica stellata, ti avvolgerò ancora.
Nei miei sogni ci incontreremo così come siamo, senza maschere e armature. Liberi.

We are stardust tonight, in the night sky
We are stardust tonight...



Dentro i miei vuoti: Dolori alcolici

Un ringraziamento particolare ad Alberto Grima che ha concesso di utilizzare le sue foto per questo post e l'episodio 'Intro'


Dentro i miei vuoti' é un racconto a puntate ispirato alla omonima canzone dei Subsonica. É un'opera di fantasia. Riferimenti a fatti o persone sono puramente casuali

Una serata che scorre così, leggera, deliziosa, frizzantina come questa birra.
Nessun retrogusto amaro. 
Almeno, non lo sento, le mie papille sono assuefatte al sapore del dolce nettare degli Dei, dorato, ramato o scuro, corposo o leggero, con la dolce schiuma cremosa che preserva il suo delizioso sapore.

Quella dolce schiuma cremosa che preserva il delizioso sapore. Il tuo delizioso sapore.


Miriadi di bollicine che salgono in una folle corsa verso il nulla sovrastante.
Corrono verso un cielo che vedranno attraverso gli occhi di chi le berrà.
Corriamo anche noi verso l'infinito ma la maggior parte è inghiottita dalla vita. 
La stessa che ha cambiato i nostri occhi sul mondo.

Il proprietario, che oramai mi conosce, mi decanta le proprietà del nuovo acquisto e del programma autunnale, dedicato alla musica e alla birra sopratutto.

Credo proprio ti piacerebbe farci un salto! Anche la birra è uno dei tanti interessi in comune.
Credo proprio ti piacerebbe farci un salto, con me magari. Bevo l'illusioni e giù un altro sorso.
Bevo il tuo pensiero e mi disseto un po'. Ti immagino affamato, di me.
Scivolano bicchieri, litri parole, bevute una dopo l'altra, tra una chiacchierata e l'altra con Andrea, il mio migliore amico. Oramai ci conosciamo da più di un decennio, dal liceo.
Tutto può accadere ma alla fine riusciamo sempre a ritrovarci davanti a una birra a parlare dei nostri più e meno.
Quando parla é un concentrato di parolacce, doppi sensi, battute varie ed eventuali. A volte sembra un po' pompato, in realtà é super alla mano e simpatico.
Quando vuole però torna a essere quel ragazzino dolce e sognatore che ho conosciuto e che c'é ancora, nascosto da strati e strati di riviste porno e muscoli.
Ogni tanto mi manda i suoi racconti per avere un parere. A volte non riesco subito  a leggerli e gli chiedo scusa, ma lui ha pazienza e attende il mio verdetto che non é mai stato negativo.
Lo sprono spesso a pubblicarli ma non se la sente, li considera poca cosa, più probabile che voglia nasconderli.

Penso che la vita ci ha cambiati entrambi; ragazzino impacciato, timido e sognatore, io piuttosto solare, mondana. La cosa bella é che nonostante le nuove corazze che indossiamo, quando ci vediamo, anche con gli altri amici, riusciamo ancora a divertirci con poco come dei bambini!

Vorrei spronarlo a pubblicare i suoi racconti, ma é un discorso da birra scura. 
Troppo corposa e amara per questa serata. Troppo seriosa.
Al massimo stiamo su una fucsia ai frutti di bosco, che è il mio aperitivo preferito - dato che odio lo spritz, il martini bianco,vini bianchi fermi e frizzanti, bitter e roba al pompelmo, diciamo il 98% degli aperitivi..

Sono strana, come questa fucsia. Più la guardo più mi convinco che vorrei essere come lei, incluse le fettine di lime e la menta con cui me l'hanno vestita! Inclusa anche la fragolina sul bordo e la ciliegia immersa dentro. Mi ci tufferei volentieri, nuotare tra le sue onde alcoliche diventandone parte.
Dolci, gustose, leggere, frizzantine, simpatiche e colorate.
Sarebbe tutto più facile. Un sapore semplice. Di eterna estate, che in realtà odio, preferisco l'autunno, anzi la primavera. Anzi l'inverno.

Le mie elucubrazioni volano e si perdono senza cercare più senso, si stanno sciogliendo  in cieli d'oro e rame.
Parlo e parlo, a ruota libera.
Le mie gambe come morbide molle senza gravità mi conducono verso la macchina.
La mia mente credo  regge l'alcool ma non regge più me e le mie elucubrazioni.


La luna fa capolino dalla mia finestra.

Sono a casa!? 
Non mi ricordo niente, mi avrà dato un passaggio Andrea, domani lo ringrazierò e gli chiederò se ho sparato troppe cazzate!

La luna fa capolino dalla mia finestra, portata da una fresca brezza che sfiora tutto il mio essere.
Il tocco nascosto della notte.

Senza badare che sono ancora vestita, con la borsa tra le mani e le scarpe, mi addormento di colpo.


Sono in un'ospedale

Che é successo??? 

Una bambina é stata morsa da un serpente e suo padre chiacchiera come se nulla fosse con l'infermiera dell'accettazione. Non c'è fretta, penserà. Mi riferiscono che é morta una giovane.
Rivedo una scena in cui giocava felice e danzava, con un abitino che sembra da principessa blu e bianco, con un motivo a fiori o farfalle.
Gira e volta, gira e volta, si siede su una sedia e muore. C'è un'altra che osserva. Guarda lei e guarda me. Siamo nel presente. Cerco di tenerle compagnia e farla ridere. Non ride.

Disperata, con un dolore lancinante che mi fa piangere disperata, vago per questo ospedale degli orrori.
Entro in una stanza bianca. Vuota.
Il buio sarebbe più rassicurante. Non mi possono sfuggire i contorni. Questo bianco abbaglia di inquietudine e ansia. Questo bianco mi sta divorando come questo silenzio assordante.



C'é una vasca al centro della sala.
Vasca bianca. Come le pareti. Come i soffitti. Come i miei occhi.

Mi avvicino a piccoli passi.

Affanno. Affanno. Il vuoto pesa tonnellate sul petto. Ma avanzo.

Un liquido trasparente, giallognolo. Formalina? Acido amniotico?
Capelli lunghi chiari che ondeggiano.  Pelle chiarissima, immersa in questo liquido.

Un corpo immerso.



In quella vasca che doveva avvolgere vita
si scioglie un corpo

Non è colpa mia
non l'ho ucciso io
Perchè continuate a perseguitarmi
non ho fatto niente

in questa fredda stanza
in una vasca di acido amniotico
si scioglie una vita

Ingenua ragazza
dagli occhi così chiari e limpidi di gioventù
Perchè stai affondando il dito sul fondo?

Perchè assaggi quella sostanza
che sembra dolce sapone
ma che è velenosa placenta?

Che sapore ha la morte?

Ora lo sai,
e i tuoi occhi diverranno la teca di vetro
dove ghiacceranno le tue emozioni
Il tuo sguardo non avrà espressione
chi ti vedrà poserà lo sguardo
su un volto cui è stata rubata la luce
su uno sguardo vuoto

i tuoi vigorosi e dorati capelli
diverranno stoppa
con la quale gli altri puliranno per terra
o asciugheranno le loro lacrime.
Tu non ne avrai mai, anche se volessi
la tua freddezza dentro
le farebbe gelare

Anche il serpente con cui giocavi
ti ha morso
Quanto veleno
Quanto schifo
hai ingurgitato

Vomita tutto il veleno
e forse vomitando anche il sangue
riscoprirai di averne uno
di avere del calore dentro
Qualcosa che nonostante tutto scorre
e di non essere grembo sterile della dannazione



Mi sveglio.

Ho il cuore in mano. Una fitta lancinante nel petto.
Sudore o lacrime rendono appiccicosi gli occhi.
Affanno.

Non piango, non riesco, da sveglia. Neanche le catastrofi mi hanno smosso.
Qualcosa però dentro di me sta urlando ancora.


Cosa devo volete da me????

Improvvisamente. Senza bussare, senza prepararmi.
I miei vuoti sono venuti a trovarmi.
I miei vuoti mi hanno scavato dentro. Hanno squarciato ferite che pensavo di non avere.
Di non avere piú.

I miei vuoti sono venuti a trovarmi, dentro.



Il vuoto mi guarda
Il vuoto mi chiama nei miei sogni
Mi chiama. Insiste.
Non riesco a resistere.
Ha assorbito l'arcobaleno
Anestetizzato da fiori e spine
Il mio strazio pulsante giace esanime
Forse urla. Forse non più.
Il vuoto mi abbraccia
Mi porta a sé
Sto annegando nel nulla
sgocciolando plasma incolore

giovedì 18 luglio 2013

Dentro i miei vuoti: 10 minuti.


'Dentro i miei vuoti' é un racconto a puntate ispirato alla omonima canzone dei Subsonica. É un'opera di fantasia. Riferimenti a fatti o persone sono puramente casuali


Lo ammetto. Mi sto portando dietro le mie incoerenze e le mezze veritá che racconto a mè stessa e agli altri. Che spalmo su di me per renderle convincenti, a mè sopratutto.
Uno scudo per difendersi dal dolore, ma anche dalla troppa felicitá. Quella troppa felicitá destinata a sfuggire.

Non mentirti. Non sono io che ti faccio rinnegare i tuoi principi. Non ti porto a essere diverso.
Con me, si con me, sei stato tè stesso davvero. Coi tuoi desideri, le tue fantasie, le tue parole, le tue paure...

Ho accolto tutto il tuo essere, ascoltandoti, facendoti entrare in me, profondamente...

Non mentirti, non sono un brivido che vola via. Mi sono infiltrata sotto la tua pelle, ti solletico, ti stuzzico, graffio, mordo e le piccole invisibili cicatrici sono solchi doloranti.
Sono più che viva nelle tue fantasie e nei tuoi dolori, non so come possa essere facile, ma sono scivolata tra questi ultimi. E sospiri...

Non vedendoti, non toccandoti, mi sono rimaste solo queste parole scritte per avere un minimo contatto con te.
Non la rabbia ma l'inquietudine ha calcato la mano. Una reazione, ho bisogno di una reazione..!!!

Sorpresa. Incazzatura. Calma e..un sorriso!
Un sorriso sintetico, un emoticons, ma sono giá piú serena.
Ti immagino sorridente, con quella tua faccia un po' da schiaffi e tenera da riempire di baci, con quei brillanti occhi nocciola da mordere, nocciola, come il tuo profumo, da mordere, come la tua pelle che mi sembra ancora di respirare.
Il mio cuore sorride un po'. Sto meglio.

Domani sarò in cittá, nel posto in cui sa. Lo scrissi, dalle 14 fino alle 15,15.
Vorrei ricordarglielo, dirgli che la sera verso le 23 finirò le prove dello spettacolo, sempre in città e che ho un mezzo impegno con dei miei amici in centro, non vincolante, e potrei, vorrei vederlo..anche solo dieci minuti.

Potrei scriverglielo senza volere risposta e conferme. Potrebbe capitare di vederlo in giro per i locali, anche se non mi avrá risposto, capirò, farò finta di non vederlo. Lui allo stesso modo anche se immagino squadrerá il profilo dei miei amici, sopratutto maschi.
Mi piace quando é geloso, anche quando lo é silenziosamente. Anche solo immaginarmi il suo sguardo di fuoco su di me.

O forse lo vedrò???

Sarebbe l'ennesima mia incoerenza scrivergli. Devo resistere.
Se vorrà concedermi quei 10 minuti, sa dove e come trovarmi.
Non ho piú bisogno di reazioni. Avrei bisogno di.. Quel profumo.

Quel profumo.
Quel viso da schiaffi da baciare.
Sorridente.
La mia mente ne traccia i contorni e i colori il cuore.

martedì 16 luglio 2013

Dentro i miei vuoti : Scelte

'Dentro i miei vuoti' é un racconto a puntate ispirato alla omonima canzone dei Subsonica. É un'opera di fantasia. Riferimenti a fatti o persone sono puramente casuali

”Voglio vederti anche solo 10 minuti per salutarti prima di partire.
Dimmi tu quando, mi libererò. Passo a te la penna, puoi scrivere il finale di questo, qualsiasi cosa sia.
Sono stata io ad allontanarti, ma sai perché e mi ringrazierai un giorno, forse.
Hai letto il mio ultimo libro, quello che ti ho mandato? Immagino di si.
Non c'é pagina che non abbia il tuo profumo.
Quel profumo di bosco, di nocciola con un equilibrato e perfetto retrogusto leggero e caldo di vaniglia. Quando lo sento immagino il tuo respiro umido su di me...
Dimmi tu quando puoi, se vuoi. Spero di rivederti.”

Abbandono il coltello delle verità con cui ho ferito, lascio il manico dalla sua parte se vuole negarsi.

La  risposta non tarda ad arrivare

”Non credo sia una buona idea, quei 10 minuti per me potrebbero avere un valore diverso dal tuo...
Potresti leggere nei miei occhi emozioni troppo grandi...
Ora capisco perché l'ultima pagina del libro l'hai stracciata e ne hai lasciata una bianca...
L'ho letto e non posso fare altro che sospirare..”

Ho pugnalato con un'arma terribile, la peggiore. La verità, nuda e cruda. Ho trafitto le scuse e i nascondigli sanguinando consapevolezze. Sai, anche io ci ho fatto i conti e per tanti aspetti della mia vita continuerò a farlo. E' sempre dura, che sia la mia voce o quella della coscienza a parlare.

Possiamo scegliere. Anche se difficile.

Anche rovinandoti da solo con le tue mani,
Grandi, sensuali mani. Costruendoti false gabbie dorate che ti opprimono.
Mani che potrebbero costruire la tua felicità, mattone dopo mattone, carezza dopo carezza, potrebbero afferrarla. Invece soffochi e non posso farci niente. Ognuno deve camminare nel proprio percorso e non ti credere, anche il mio é tortuoso. A fatica sto in piedi, non posso salvarti.
Dove nascondi il tuo mondo dentro?
Perché stai spegnendo lentamente quel un fuoco che ho visto in fondo ai tuoi occhi?
I buchi che stai tappando, potrebbero scoppiarti davanti, facendo cadere falsi castelli di carta e prigioni dorate e rendere inutili gli sforzi.

Voltandoti indietro, stanco e acciaccato sarò lontana, o forse più vicina di quel che pensi.
Un ricordo vivido dolce e amaro. Magari la mia scia ha lasciato qualche luccichio qua e la che inseguirai. Voglio pensare che un giorno prenderai le redini della tua vita. 
Te lo auguro perché lo so, non sembra, ma ti voglio bene.
Proprio per questo, meglio salutarsi, anche se continuo a pensarti.

In effetti é vero, rileggendomi, ero proprio una mocciosa sai|?!
Follia e imprevedibilità sono rimaste e mai andranno via. Ho capito che alcuni colori fanno proprio parte di me ma alcune sbavature sono volate col tempo. 

Ora abbraccio il silenzio. 
Guardo il cielo stellato e mi addormento cullata dal vento. Mi sei venuto a trovare in sogno, furbetto. Sorrido e chiudo gli occhi. Stanotte verrò a farti visita.



giovedì 11 luglio 2013

Dentro i miei vuoti: Non ti guardo. Ti vedo



Dentro i miei vuoti' é un racconto a puntate ispirato alla omonima canzone dei Subsonica. É un'opera di fantasia. Riferimenti a fatti o persone sono puramente casuali

Se c'è un motivo trovalo con me 
Senza ingranaggi senza chiedere perché. 
Dentro i miei vuoti puoi nasconderti.


Due solitudini si attraggono: tu chi sei? 

Ancora vuoi sapere chi sono? I dettagli inutili rovinano il fascino, non lo sai...?

Siamo due solitudini che si attraggono
Ecco chi siamo. Cosa siamo.

”Piuttosto sai cosa sono per te? Sicuro di sapere cosa stai cercando...?”
”Direi di si, un'amica con cui condividere dei bei momenti, che mi ascolti e che possa ascoltare a mia volta...In fondo non ho bisogno di altro...”
I suoi occhi si fanno grandi, teneri. Emana una grandissima dolcezza e comprendo che cerca in realtà qualcosa di più, che urla sensualmente il suo sguardo.
Gli sorrido vezzosamente ” Mmh , riesco a vederti e vedermici attraverso i tuoi occhi sai?
Sta attento, non affezionarti troppo a me..." e aggiungo tra me e me "Non innamorarti di me” ridendo per smorzare le mie parole un po' supponenti.
”Chiara sei proprio sicura di te monella, vero?!” Sorrise a sua volta facendo un'espressione che pareva dire "Poi vediamo furbetta!".
Rimasi sorpresa nel sentire da lui il mio vero nome, poggiato e plasmato dalle sue labbra e dalla sua voce esce in modo eccitante come non ho mai sentito prima.
”So il fatto mio. E tu oltre a voler sapere i miei, cosa sai di te?”
Non sapevo come rispondere. Avevo giocato tanto a intercettare sguardi e intenzioni, ma in fondo non mi conoscevo abbastanza io stessa.

Sarà il mio lavoro, lo scrivere , l'osservare, il sentirmi un po' strega e sensitiva, come molti amici dicono. Penso di parlare troppo quando dovrei centellinare le parole e viceversa quando dovrei esprimermi non lo faccio. Ma col tempo ho imparato a parlare poco, ma andare dritto al punto, tanto alle volte da diventare ariete da sfondamento e fare male.
Tengo tutto distante da me per non farmi male. Non te lo dirò perché in questo momento non ne sono consapevole, ma é per questo che potresti avvertirmi distante.

”Sembri disinteressata, fredda, distaccata ma mi ascolti attentamente. Capti anche i sospiri dell'anima. Ora mi guardi con quei tuoi grandi occhi, ma alle volte non mi guardi, come quando facciamo l'amore, eppure ti sento presente. Come fai? Come fai a capirmi??”
Giro lo sguardo, guardandolo pienamente negli occhi. ”Semplice. Non ti guardo. Ti vedo. I tuoi occhi dicono più delle tue parole e dei tuoi silenzi, sai?”
”Davvero?” E sorrise. ”Sei speciale!” Mi strinse.
"Ti vedo anche quando non sembra ti stia osservando. Lo faccio un po' di nascosto a volte.." 
In realtà son talmente timida che non ammetto la mia timidezza nel guardarlo.

Mi guardo nei suoi occhi e mi vedo, mi sento bellissima, donna, sinuosa, coccolata. Un'immagine che quasi fatico a credere sia mia. Una sensazione talmente bella che quasi ne ho paura.

Il suo modo di fare, in quello che dice, che fa, come mi tocca, come mi prende fisicamente e mentalmente, mi fa sentire desiderata, col corpo interamente vibrante di attesa e piacere.
Pienamente Donna. E' la prima volta che mi sento così.
Dice fare "l'amore" che sta cadendo sempre più in disuso. Eppure nessuno mai come questi termini possono definire al meglio la forza -"fare"- e la dolcezza, il romanticismo della parola "amore". Un equilibrio sublime.
Quel sublime romantico di accezione ottocentesca, di fronte alle tempeste e ai fenomeni naturali impetuosi che suscitano meraviglia e anche inquietudine.

Meraviglia e inquietudine.

Carpivo di nascosto, nascondendo la mia timidezza, quegli occhi grandi che spuntavano da un profilo completamente glabro, mi guardavano compiaciuto e domandavano diretti. Uno sguardo intelligente, malizioso e pungente che sapeva dove mirare

Meraviglia e inquietudine.

Scosse la testa come per chiedermi come mai lo fissassi in quella maniera.
Presi uno specchio che avevo sul comodino di fianco al letto e glielo porsi
”Sai, dovresti proprio parlarci coi tuoi occhi. Sanno tante cose, possono raccontarti più di ciò che sai, più di ciò che credi, che pensi di sapere. Parlaci, parla con te stesso”.
Afferrò quel vetro e si guardò.
”Non so come fai ma riesci a colmare i miei vuoti... Sono qui con te e mi stai dando tutto questo..." poi si voltò verso di me "Cosa ho fatto per meritarmelo...?”

Se c'è un motivo trovalo con me 

Senza ingranaggi senza chiedere perché. 
Dentro i miei vuoti puoi nasconderti.

”Sincerità. Questo voglio, questo cerco. Non voglio finti Dei della perfezione. Voglio persone vere, imperfette. imperfette di realtà, di vissuto, di dolore. Indossiamo già troppe maschere nelle abituali botteghe delle ipocrisie. Ti sei mostrato a me come sei. Grande e indifeso, toro ferito da corride e matador che in parte hai scelto anche tu. Forse per leggerezza, forse per immaturità e paura.”
Guardò in basso con un espressione che annuiva a ciò che dicevo.

Continuai ”Non conosco la tua storia e non voglio saperlo, viviamo il presente  questo importa, ma sono sicura che hai una gran forza da qualche parte, vedo quel fuoco nei tuoi occhi..quel fuoco ora sopito. Riaccendilo prima che sia tardi. Prima che il tempo e il rimorso lo divori completamente nell'abisso del nulla...”

Con un respiro cupo disse ” Lo sta già divorando...ma tu sei la mia cura, lenisci le mie ferite..”

Due solitudini si avvolgono 
Due corpi estranei s'intrecciano 
Duemila esitazioni sbocciano 


Stai con me!

Svanirò, forse già fra poche ore. La luce mi porterà via.
Non pensarci. Voglio godermi questi attimi con te perché so mi custodirai gelosamente dentro di te. Lo farò anch'io, anche quando crederai ti abbia dimenticato. Godiamoci, respiriamoci questa polvere di stelle.


Se c'è un motivo trovalo con me 

Senza ingranaggi senza chiedere perché. 
Dentro i miei vuoti puoi nasconderti.

Dentro i miei vuoti : Appuntamenti al buio...bendati


Dentro i miei vuoti' é un racconto a puntate ispirato alla omonima canzone dei Subsonica. É un'opera di fantasia. Riferimenti a fatti o persone sono puramente casuali


Questo appuntamento sarebbe stato al buio, ma ho deciso di dare un tocco in piú....
Sarà davvero al buio...bendato.....

”Sono arrivato al parco che mi hai descritto....dove sei?” Il suo sms, inizio sera di un normale giorno infrasettimanale.

”Cerca una panchina con una sciarpa lunga nera”

”Trovato...e ora?”

”Bendati..” Risposi io, risposta anomala di un normale giorno infrasettimanale.

Ero curiosa della sua risposta....potrebbe spaventarsi, potrebbe arrabbiarsi....o eccitarsi, reazione che auspicavo.

”Va bene..mi sto bendando...”

Aspettai qualche minuto e lo osservai nascosta mentre eseguiva i miei ordini. Uscii e mi avvicinai.

”Voglio farmi conoscere attraverso i tuoi sensi....e poi mi vedrai.
Niente baci...ma puoi usare le labbra per sentirmi....”

Uscí un sorriso dalla parte inferiore della benda e farfugliò sorridendo ”...che matta.....”

”Vero...” Sussurrai nel suo orecchio sinistro ”Ti piaccio per questo, no...?”
Sorridendo si morse le labbra e mi trattenni a fare lo stesso.
Mi esploró attentamente, mi feci esplorare.
Ogni tanto gli conducevo le mani, per toccarle e farmi toccare.
Lo stuzzicavo per farmi baciare e infrangere la prima regola, ma fu zelante nel rispettare le consegne.

La sera cominciava a tramutarsi in notte. Mi alzai e gli dissi ”Seguimi” e mi alzai.
"Aspettami..." E si alzò anche lui, senza togliersi la benda.
”Bravo...segui la mia voce e le mie mani...fatti condurre......” 
Sorrideva divertito e sempre più eccitato.  "Dove mi stai portando....?"

Un piccolo baracchino seminascosto di lamiera, dove i giardinieri tengono gli arnesi da lavoro, poco usato di giorno e mai di notte....tranne questa.

"Lo vedrai.....anzi...sentirai....ti farò perdere.....tutti i tuoi sensi..."
Incluso il buon senso, il senso del dovere. Ti prenderò tutto. Non ti rimarrà più nulla.
Devasterò il tuo piacere e conquisterò ben più del tuo fremente corpo. Tutto il tuo essere.
Le mie mani ti stanno guidando alla tua disfatta, alla mia conquista, alla mia, nostra vittoria.

Dove ti sto portando....?

A un sogno lucido, uno squarcio di paradiso.
Al sugoso nettare del piacere a cui ti lascio bere e soddisfarti.
Lo sai che prima o poi dovremo pagare, ma non ora...
A questo momento però non ci rinuncio. Avidamente lo mordo e afferro con le unghie.
Questo momento è solo nostro!
Una luce che brucia e disegna percorsi incollandosi alla pelle.

Chi é davvero bendato?
Entrambi. Tu che ti fai raccontare frottole dalla tua stessa ragione per poi seguirmi alla cieca facendoti profondamente avvolgere da me.
E anche io procedo bendata. Sto calcolando tutto, ma sembra che qualcosa voglia sfuggire.
Non so a cosa andrò incontro, so che la mia fredda benda si allenta...
Mi concedo di lasciarmi andare.

Sento il profumo della tua carne. Quel profumo selvaggio, di uomo, di animale.

Chiudo gli occhi della ragione e ti seguo. 

Dove mi stai portando.....?


Guidami...


Due solitudini si avvolgono
Due corpi estranei s'intrecciano
Duemila esitazioni sbocciano

Stai con me.

Se c'è un motivo trovalo con me
Senza ingranaggi senza chiedere perché
Dentro i miei vuoti puoi nasconderti,
Se c'è un motivo trovalo con me.
Senza ingranaggi senza chiedere perché

Dentro i miei vuoti puoi nasconderti.

Le tue paure addormentale con me..........
Le tue paure addormentale con me..........


Stanotte

Dentro i miei vuoti : Viaggi notturni


Dentro i miei vuoti' é un un'opera di fantasia. Riferimenti a fatti o persone sono puramente casuali

Soundtrack : Dream of Stone - Gazpacho

Certi viaggi cominciano così. Senza un perché. Senza un dove. 
Partono da una corsia di emergenza o da un divieto di sosta e si troveranno coinvolti nel buio, nella luce, nell'illusoria rotazione della luna e del sole.
Non ci gira tutto intorno, siamo noi in continuo movimento.
Uno spasmo per fuggire dal vuoto, dalla solitudine, gravitando intorno agli altri, intorno a una causa.
Ora siamo qui.
Forse una collisione di corpi vaganti, che potrebbero perdersi in imprevedibili destinazioni.
Ci siamo colpiti. C'è stato un impatto che ha risuonato tumultuosamente dalle nostre mani, sulla nostra pelle.


Impalcature spartitraffico, fari alonati blu monossido 
Due solitudini si attraggono
Tu chi sei? 

Un viaggio notturno in macchina.
Quando tutto tace, dorme o attende nuovi passaggi, nuove illuminazioni.
In attesa di qualcosa sconosciuto. 
Traffico, movimenti interiori.
Pensieri assordanti che sbattono nel silenzio.

Esitazioni

Sento i miei battiti che scandiscono il mio tempo, treni di ricordi e idee.

Il respiro si fa largo impertinente, vaga nello spazio finché accoglie un eco, senza sapere perché e dove risuona, se dentro le proprie stanze, nella testa o sull'asfalto bagnato dalla pioggia.
I passi diventano un sussurro, un sussulto, uno dopo l'altro, giochiamo a rincorrerci nelle emozioni e negli sguardi, nascosti, persi nel buio, che si intrecciano toccandosi in caldi bagliori soffusi.



Due solitudini si avvolgono 
Due corpi estranei s'intrecciano


Intenso sogno notturno, stringo nei miei occhi storie nascoste che combattono col desiderio incontenibile di urlare. Suoni intensi, senza parole, note di sensazioni primordiali.
La mia musica.




mercoledì 10 luglio 2013

Dentro i miei vuoti: Intro

Il vuoto mi guarda
Il vuoto mi chiama nei miei sogni
Mi chiama. Insiste.
Non riesco a resistere.
Ha assorbito l'arcobaleno
Anestetizzato da fiori e spine
Il mio strazio pulsante giace esanime
Forse urla. Forse non più.
Il vuoto mi abbraccia
Mi porta a sé 
Sto annegando nel nulla
sgocciolando plasma incolore




Un ringraziamento particolare ad Alberto Grima che  ha gentilmente concesso di utilizzare alcune sue foto
Dentro i miei vuoti' é un racconto a puntate ispirato alla omonima canzone dei Subsonica. É un'opera di fantasia. Riferimenti a fatti o persone sono puramente casuali


Suoni, visioni, musica, mix di vite alla deriva alla ricerca di equilibri instabili.
Un'altra volta a errare in strade sconosciute. Imprevedibili.
Imprevedibili riscontri interiori.
Tante situazioni, diverse angolazioni e tanti panni che ho vestito e rivestito.
Alla fine in tutto questo trambusto, tra il correre e lottare, forse non ho sentito niente.
Forse non ho capito niente.
E quel poco che ho afferrato è che non si può giudicare. 
Siamo tutti figli del caso, della fortuna, di ciò che possiamo. 
Una folle corsa in macchina che nessuno sa come e dove finirà. 
Se investiremo qualcuno trascinandolo con noi nel nostro male di vivere, se ci scontreremo di faccia contro un muro di difficoltà.
Si va avanti e si cresce sempre, con quel cd e quei pensieri piantati nella nostra testa che diventano colonne sonore indimenticabili.

Quando si è piccoli, tutto questo baccano è lontano.
Curiosità e immaginazione lavorano a pieno ritmo.
Mi rivedo sul balcone,  vedendo le luci in lontananza della vicina discoteca, sognavo, fantasticavo sul mondo degli adulti, quelle visioni avevano un sapore magico...
Aspettavo con ansia il giorno in cui ne avrei fatto parte anch'io. 
Quanta impazienza!
Come se qualcuno stesse attendendo proprio me.
Questo qualcuno, chissà dov'era, magari proprio li, all'orizzonte, immerso in quelle luci, in quel brulicare di fumo, luci e corpi in movimento...

Aspettami...Sto arrivando..





"Ah! Finalmente una canzone italiana che non parla delle solite stronzate, cazzo!"
"Mamma mia Kennie, qualche volta puoi anche far riposare le parolacce e i santi,  maschiaccia!!" Mi rispondeva ridendo mio fratello prendendomi in giro e facendomi innervosire come solo i fratelli maggiori sanno fare.
"Ha parlato l'angioletto....!" e gli facevo la linguaccia correndo per la casa per non essere presa.

Dentro i miei vuoti.

Mi sembra passata una vita da quando la ascoltai la prima volta.

Sembra ti osservi, aspetti, cresca mentre ti scava dentro, per poi esitare....
Parole e suoni  che avvolgono in una maniera formidabile.

Partire con diffidenza

Un suono vibrante di chitarra a basso volume, in punta di piedi, isolato, alla timida ricerca di un riverbero accogliente mentre un oscuro rintocco di piano sgocciola l'atmosfera.

Esitazioni

Solenne come un orologio. 
Una voce metallica racconta.

Sciolte le diffidenze....

Arriva un ritmo soffuso e accattivante, scandisce lo scivolare sinuoso di tessuti, di corpi.
La voce segue, sussurrando prima...poi via via sempre più forte e più umana.

Non ci conoscevamo ancora, ma già parlava di me.

Di quella protagonista di un racconto sbagliato che fa cose sbagliate. 
Anche se, alla fine, esiste davvero il confine tra 'giusto' o 'sbagliato'? E' davvero così chiaro?
Chi ha ragione? Tutti. Nessuno. Cambia davvero qualcosa?
Seguo gli impulsi.
Condurranno Dentro i miei Vuoti. 
Dentro i vortici che hanno scavato le mie paure.
Dietro le arcate e le colonne delle mie convinzioni.

Due solitudini si attraggono
Due solitudini si avvolgono

Stasera viaggeremo insieme.
Impalcature spartitraffico, fari alonati blu monossido 


Due solitudini si attraggono: tu chi sei? 


Come due intrusi che sorvolano le tangenziali dell'intimità 

Fiutando diffidenze e affinità.

Resta qui! 


Da quanto siamo qua non chiederlo, 
Dalle finestre luci scorrono, 


Lenzuola stropicciate.....che ora è?  
Stai con me! 


Se c'è un motivo trovalo con me Senza ingranaggi senza chiedere perché. Dentro i miei vuoti puoi nasconderti, 


Le tue paure addormentale con me 


Se c'è un motivo. 

Due solitudini si avvolgono 

Due corpi estranei s'intrecciano 

Duemila esitazioni sbocciano 


Stai con me. 


Se c'è un motivo trovalo con me 
Senza ingranaggi senza chiedere perché 
Dentro i miei vuoti puoi nasconderti, 
Se c'è un motivo trovalo con me. 
Senza ingranaggi senza chiedere perché 


Dentro i miei vuoti puoi nasconderti. 

Le tue paure addormentale con me..........
....................................................................Se c'è un motivo..............