venerdì 29 aprile 2016

Dentro i miei vuoti: Insonnia



Solitudini che si incontrano,
si scontrano, cadendo, deragliando dai propri binari abitudinari.

Insonnie ad occhi aperti, visioni ad occhi chiusi.
Il sonno, quel fragile attimo che fugge impazzito anche dalle braccia di Morfeo e ti scaccia insolente.

Notte.
Torno a casa. Parcheggio, spengo la macchina.
Stanca ma pulsa ancora l'adrenalina della giornata. Non scendo. Respiro. Decomprimo i pensieri.
Ascolto i pensieri che nel silenzio emergono. Come luci che emergono dal buio, piccoli topi che trovano spazio per uscire e correre, scappare.
Piano piano si quietano, si rilassano e parlano.
Anche il silenzio diventa stranamente loquace.
Scarto le mie vecchie pagine e ripasso le nuove, a occhi chiusi.
Il motore non si spegne, scarica la batteria e non parte.
Una solitudine silenziosa assordante che mi aggredisce senza incontrare difese.
Un torpore formicolante lentamente vuole abbandonarmi alla presa dell'ineluttabile riposo, ma qualcosa dentro di me non demorde, vuole portarmi allo stremo, farmi affacciare ai miei abissi per poi tirarmi indietro per non farmi saltare, non lasciarmi andare.

Vado, ma torno presto. Appartengo a questo limbo.