Visualizzazione post con etichetta amore. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta amore. Mostra tutti i post

venerdì 12 agosto 2016

Un posto meraviglioso: l'Amore






Un viaggio in strade montuose, di notte. Con una macchina che ha i suoi anni, i suoi acciacchi, a metano quindi con ripresa lenta che fa fatica a salire, nonostante la buona volontà di premere l'acceleratore.
Nel mentre l'oscurità avvolge i percorsi sconosciuti incutendo un certo timore ancestrale, arriva la pioggia e la nebbia. Paradossale, ma insieme sembrano aver preso l'appuntamento proprio per me, per rendermi tutto ancora una volta difficile, con un retrogusto sadico nel metterti sempre i bastoni tra le ruote quando non lo fa la stanchezza della vita.
Eppure procedi, col batticuore che incede sui pensieri fino a dissolverli in un'adrenalina in cui paura e brama si fondono e non riesci a distinguerle, complice il buio e il navigatore razionale che ti fa prendere strade più impervie, perché pensa siano più brevi, ma più complicate.

Ci si sente piccoli e persi in questo nulla indefinito pieno di umidità e fumo.

Dove devo andare???
E' la strada giusta???

Me lo chiedo e non so bene come rispondermi. Nonostante tutto procedo, a piccoli passi, col cuore in mano.
Superando la mia naturale paura della vertigine, dell'infinito, della perdita dell'equilibrio.
Mi gira la testa e non ho riferimenti. Sono sola in questo nuovo scenario e, sebbene non so dove andare, procedo d'istinto.

Tante salite, curve strette e a gomito e penso che neanche le mie gomme sono nuove. Un catorcio rovinato dalle intemperie e dalla mia incuria, dalla mia decadente tendenza a sottovalutarmi.
Ma procedo.

Mi avvicino alla meta.

Esulto, ma ancora pochi passi, quelli più difficili mi separano dalla mia meta.
Una salita davvero ripida ma oltre c'é il mio obbiettivo.
La nebbia si dirada e ora lo vedo chiaramente. Lo fisso, lo punto, lo sento finalmente mio.
Con insolito slancio premo a tavoletta l'acceleratore e salgo in potenza. Cavalcando l'onda, mi si accende uno strano sorriso che sa di vittoria interiore. Qualcosa si é spezzato, qualcos'altro inonda il mio essere di una sensazione indescrivibile, che fluisce come le cascate di questi bellissimi posti.


Più salgo, più l'accelerazione rallenta, la ripresa pesante di un motore ferrugginoso e la naturale gravità che pare vincere.
Mi gira la testa, in un solo viaggio ho attraversato paure e ricordi nefasti sparsi qua e là. Ho puntato un luogo arroccato e nascosto per conquistarlo ma mi defilo in una viuzza che ho notato alla mia sinistra. Ho paura di non arrivarci in cima, faccio una sosta e trovo un altro rifugio che mi pare accogliente ma nasconde delle trappole. Ci entro comunque, con buone intenzioni, pensando che potrei anche sistemarmi in questo luogo, ma serpenti e altre bestie provano ad attaccarmi dopo qualche giorno. Avevo sentito dei rumori e degli indizi ma presa dall'entusiasmo non ho voluto vedere.

Esco malconcia ma piena di adrenalina per la corsa. Sento l'aria frizzantina e lo spettacolo delle luci a valle. La luce più forte risplende da una finestra sorridente più su, dove c'é Lui, il mio obbiettivo. Arriva il giorno, la luce morbida di una giornata lievemente uggiosa inonda delicatamente tutto il panorama e rivela una vista mozzafiato.
Che luoghi mi ha nascosto la notte, ma ha svelato i suoi bagliori nascosti.

Mi sono tarpata le ali da sola, ho avuto paura, mi sono ostinata a non voler vedere, a scappare, nascondermi, a fondermi nel buio, diventando l'abisso di me stessa.
Le nuvole sono ancora cariche, ma vogliono alleggerirsi. Non vogliono più nascondersi in fumose notti. Vogliono liberarsi, vogliono libertà. Vogliono volare, e io con esse.
Non ho più paura. L'istinto é la mia bussola, so dove devo andare e che non sarà facile, ma ora ho capito. Ora lo sento.
Qualche graffio e più matura riparto con una valigia di emozioni nuove e con un desiderio fortissimo di raggiungere la mia vetta.


Attendo di solcare le morbide onde argentee di questo posto meraviglioso, per ritrovarmi e perdermi nel suo marino e cristallino sguardo, nel suo sorridente abbraccio che mi avvolge l'anima... Sto arrivando, ti prenderò.

domenica 26 aprile 2015

All of me (Love yourself)






Per il mio percorso, questo è l'anno "All of me".
Perché sto dando tutta me stessa e perché sto imparando ad amare me stessa, ad abbassare le armi contro cose che in realtà attecchiscono ai miei conflitti interiori.
E' una canzone d'amore per il partner, ma provate a cantarla a voi stessi.

Amate tutto di voi?
Ogni vostra forma?  Ogni vostro limite?
Ogni perfetta imperfezione?


Date amore a voi stessi e al vostro corpo,

oltre tutte le etichette che vi appiccicano addosso, ricordandovi che prima di tutto questo a voi basta "Io SONO".

Parlare con sé stessi, aprirsi e ascoltarsi pare la cosa più banale ma é la più difficile perché significa capire, anche perdonare e perdonarsi perché il passato non si cambia, ma il presente é un grandissimo dono di consapevolezza che da gli strumenti per lavorarci.

E' doloroso e mai come in questo periodo lo sento, eppure non ne posso fare a meno, ho voglia di cambiare, di voltare alcune pagine. Il mettersi in discussione porta sempre un certo fastidio, un sentirsi in stabile, ma da frutti positivi. Chi rimane fermo, non solo non migliora ma resta indietro.
Io ci provo, col sorriso e la voglia di perdonarmi.

Buona vita a tutti.






giovedì 26 febbraio 2015

I ricordi non bussano


Alla fine della giornata di lavoro, vado a portare le chiavi della scuola al custode.
Rintoccano le ore in un campanile non troppo distante e una melodia dolce riempie di tepore un tramonto uggioso mentre busso discreta con la mano.
Improvvisamente quelle note col mio ritmo danzano coi miei ricordi infantili, e mi ritrovo bambina nella casa di mia nonna; nessun dettaglio, profumo, colore, suono mi sfugge. Davanti la porta busso con lo stesso rintocco simpatico a cui mi rispondeva completando la sequenza ritmica. 

Ora non ci sarà la risposta inconsciamente agognata.
Sono lontana chilometri e anni da quella sensazione che in un lampo mi ha avvolto.

Impertinenti, maleducati, sono entrati così, senza discrezione, senza avvisare facendomi tornare, per un secondo, in quella atmosfera perduta.

I ricordi non bussano.



mercoledì 7 maggio 2014

Non piangere



Mi ricordo quando ero triste da piccola e me la cantavi per farmi sorridere.
La musica di Puccini la amavi tanto, come amavi me e la mia voce.
Sono sicura che me la canteresti anche ora, vero? 
Ma mi é difficile sorridere ora, ma ci proverò. 
Solo per te mia bellissima piccola grande Nonna dagli occhi cielo.
Ti voglio bene

giovedì 8 agosto 2013

Dentro i miei vuoti: Pioggia

Dentro i miei vuoti' é un racconto a puntate ispirato alla omonima canzone dei Subsonica. É un'opera di fantasia. Riferimenti a fatti o persone reali sono puramente casuali
Soundtrack  Fragile - Sting
Soundtrack  Your Rain - Exilia


Pioggia, ti attendo.
Pioggia, amica, profumo leggero d'infanzia,
Nascondimi tra le tue pure gocce lucenti
Innaffia questa terra
Arsa d'estate
Arsa d'amore
Prendi con le tue fresche bagnate mani
Il calore dei miei ricordi
Anche i colori sembrano scivolare via tra i tuoi specchi d'acqua
Rimane la solitudine dei tratti disegnati sul vetro
Rimane la malinconia di scie che non dovrebbero più incontrarsi

Pioggia, amica,
Nascondi  questi segni gocciolanti tra le tue perle di rugiada

La terra si disseta profondamente del tuo dolce pianto,
ti ascolta solerte nel tuo gemere melodioso,
Che accoglie dentro di sé.


Pioggia, 
Permetti che, se dovrò andare via,
I miei passi si confondano leggeri col tuo scrosciante canto.
Non turbare il sonno, lascia andare i miei occhi e le mie mani via dal tuo ipnotico oscuro sguardo,
Libera il mio cuore dalle catene del tuo buio
Permettimi ancora di sognare.

Andrò via come sono arrivata, in silenzio.
Non sarò più speciale, non sarò più importante. Tornerò a essere nulla.

Avvolgimi ancora, 
bagnami di estasi e strazio, 
dissetami d'emozione, 
fammi bere affetto dal tuo volto ancora una volta,
prima di svanire con queste gocce.



domenica 4 agosto 2013

Last embrace - ultimo abbraccio




Non possiamo sapere quando sarà l'ultima volta che abbracceremo una persona amata. Nessuno lo sa.
Immagino però che in fondo le cose, sopratutto quelle belle, non finiscano, ma si evolvano.
Come se si riconciliassero col tempo, cambiando solo forma.
Sogno, speranza o illusione, piace pensarla così...

"This is not the end (non é la fine)
It's a new begin (é un nuovo inizio)"


Questa canzone é un invito a vedere i momenti più buii della propria vita come nuovi inizi.

 (Music: Kirayel- Federico Zagnoni 
Lyrics: Kirayel 
Video: Walter Salami Jr.)

L'ULTIMO ABBRACCIO

Sono seduta qui guardando un cielo grigio
L'acqua scorre  come i miei ricordi

In questo infinito laghetto tutto sembra essere tranquillo

Dove sei? Perso da qualche parte

In un posto sbagliato, lontano da me

Questo lago avvolge il cielo
Ma non può abbracciare  il mio cuore blu (triste)
Quando il giorno finirà, un altro verrá

E la notte arriverá
Anche se il dolore sta crescendo, le stelle non vogliono andarsene
E la notte finirá
Un nuovo giorno arriverá......

Questa non é la fine.....
È un nuovo inizio...
É difficile da credere...ma non é la fine...

LAST EMBRACE

I’m sittin’here, watching a grey sky,
Water flows like my remembers..
In this little endless lake seems everything’s going quietly

Where are you? …..Lost somewhere

In a wrong place, so far away from me

The lake embraces the sky
But it couldn’t huge my blue heart
When the day falls down, another one will come

And the night will come
Even if the sorrow is growing, stars won’t go away,

And the night falls down, a new day has begun…

This is not the end….

It’s a new beginning…

It’s so hard to believe, but this is not the end

venerdì 2 agosto 2013

Bloody Varnish Shoes: Sete






Ho sete.
Ho sete. Desiderio. Voglia.
Ho sete d'acqua.
Ho sete d'amore bagnato.
Ho sete d'amore fluido. Che scorre.
Ho sete di....

Mare di istinti  in tempesta che ci divide, unisce, 
che ci lecca profondamente nei nostri luoghi segreti.
Dammi emozione, 
Bramo desideri, voglie
Sono nettare che succhio avidamente.
Donati a me, ancora.
Voglio rubarti anche quelle più nascoste, 
che nascondi per te,
Te le porterò via, strappandole, prosciugandoti.
Arrenditi a me,
Ti berrò con le tue perversioni ; 
Un sapore segreto.
Ho sete. 
Sete di....


Cecile si sveglia.
Si é addormentata sul divano. Sente il corpo provato da non sa bene cosa. Si alza. Si toglie la scarpe di vernice rossa ancora ben salde ai piedi, il vestitino bordeaux e va verso il bagno, mentre cammina prova a ricordare la sera precedente e le vengono in mente sorrisi compiacenti, drink  da ogni dove e Hannah che suonava bella e compiaciuta al piano.
Si specchia. Si guarda. Vede trucco e tracce  di rossetto sbavate su un lato. Un livido sotto lo sterno.
“Devo bere meno...colpa di Hannah, mi istiga!”
In realtà Hannah a parte la misteriosa 'bevanda della verità' che per le fa bere per scommessa, non ha fatto nient'altro che portarla con sé al suo concerto.

Si sciacqua il viso. 
L'acqua sul volto sembra ricordarle alcune sensazioni legate in qualche modo a qualche ora prima. Mentre sognava.
Si lecca qualche goccia che scende fresca e veloce.
Non ricorda di preciso cosa ha sognato.

Va in cucina e beve un sorso generoso d'acqua.
Ha sete.



Grazie a Michele Filoscia per la gentile concessione

martedì 9 luglio 2013

Salicea e Nar



Perché questo pegno di sangue...?
Salicea continuava a ripeterselo disperandosi sempre di piú. La visione era chiara. Sapeva bene a cosa stava andando incontro Nar.
La disperazione si tramutò in determinazione. Si asciugó il viso e corse fuori, cercó un cavallo nel villaggio e  rubó il primo che vide.
'Moriró io al suo posto!'

Cercó una scorciatoia ad est, attraverso il bosco oscuro. Mentre luci del giorno si affievolivano sempre di più, le voci e i rumori inquietanti aumentavano, provenivano da ogni dove, ma non fermavano la sua corsa.

Sapeva qual era il punto prestabilito; uno specchio d'acqua sotto il grande albero maledetto.
In quel luogo si sarebbe svolto il sacrificio. Le anime nere reclamavano la loro ricompensa di sangue.


Arrivò sul posto. Era sera. La luna era particolarmente piena e luminosa e donava generosa i suoi argentei raggi.
Nar non era ancora arrivato. Ne  approfittó per avvicinarsi verso l'albero, ben nascosta dal cappuccio e dal mantello nero.

”Vieni....avvicinati...vieni a noi...” delle voci  ultraterrene richiamavano la nuova piccola presenza.

Salicea era tanto impaurita quanto consapevole che non c'erano alternative.
A piccoli passi si avvicinò. Stava cominciando a immergersi quando improvvisamente si sentì strattonare:
 ” Cosa fai in questo luogo maledetto???” - Le urlò Nar - ”Cosa vuoi fare??? Fermati. Devi andare via da qui subito! Via...VIA!!!”
”Non posso lasciarti andare...non posso... non puoi andare..Non puoi.....NON PUOI!!!"

L'uomo vide i suoi occhi, quei bellissimi occhi che aveva amato fin dal primo momento che i loro sguardi si erano incrociati. Quegli immensi, chiari lucidi occhi che ora lo fissavano atterriti.
Ma non guardavano lui, ma il futuro compiersi disastrosamente alle sue spalle, davanti ai suoi occhi.

"...Ti prego, ti prego....Non farlo...." stavolta con tono rassegnato mentre nell'attesa della risposta, le lacrime le rigavano il tenero volto squarciato dalla disperazione.
Senza dire una parola, con gli occhi lucidi e labbra strette la fissò per un attimo che sembrò eterno.
”Mi dispiace amore mio....mi dispiace...” Disse quasi sussurrando, accarezzandole il viso, poi la allontanó di forza spingendola via, facendola arretrare diversi passi, cadendo a terra.
Rimase per diversi minuti stordita, ma riuscì ad udire un rumore netto. Un tuffo.
Quando si riprese, sentì tutti i suoi arti indolenziti appesantiti dal dolore infinito.
Continuava a piangere lamentandosi. Con le ultime forze trascinandosi raggiunse la riva.
In modo straziante, la fanciulla piangeva, urlava il nome dell'amato, nessuno poteva piú risponderle.
Le lacrime continuavano a uscire copiose. Tese una mano verso l'acqua e la immerse come per strappare qualcosa da essa. 
Urlò l'anima, tanto da farsela uscire fuori. 
Si era davvero strappata l'anima e con essa il cuore, il sangue, la vita. 
Il suo corpo vuoto tra sangue, terra e acqua.  
Con i capelli e le braccia protese verso il laghetto, la mano immersa ora accarezzava l'acqua. Quell'acqua che avvolgeva il suo amato.

All'alba, i tenui bagliori pesca e azzurro abbracciarono una nuova scena.
Le lacrime purificarono le acque del lago che divennero limpide e calme. Il sangue purificò la terra e l'albero, il paesaggio divenne un tripudio di bellezza e amore.
La terra e l'albero mosse a nuova bontà e compassione, avvolsero il corpo della giovane donna; le braccia divennero rami, i lunghi capelli bagnati dalle lacrime divennero una chioma di foglie che amorevolmente ondeggiava sul lago accarezzandolo, ed esso rispondeva con mille increspature.

E fu così che nacque il salice piangente, l'albero che piange la sua triste storia e accarezza il suo amore avvolto dall'acqua e dalla terra. Si dice che quando il vento scuote le sue rigogliose fluenti chiome, si ode la musica melodiosa delle carezze degli amanti ritrovati.


domenica 23 giugno 2013

Luna rossa...Tu ca nun chiagne

Stasera ci sará un'incredibile spettacolo naturale che capita soltanto una volta l'anno.... la LUNA ROSSA!
Luna Rossa...fenomeno davvero affascinante...

Ogni qual volta lo vedo o ne sento parlare, irrimediabilmente nella mia testa parte una voce che canta ” A Luna rossa me parla e' te....” dall'omonima canzone napoletana che ho amato fin da bambina.
C'é un'altra bellissima e poetica canzone partenopea che cita la luna e che spesso mi viene in mente, ”Tu ca nun chiagne”. Ciò che hanno in comune, oltre alla lingua, é l'ambientazione notturna e l'invocazione alla Luna, che diventa senza volere ascoltatrice silenziosa e persino cruda interlocutrice di amori disperati e impossibili.

Chissà come mai...forse perché di notte si sogna, forse perché il bagliore della Luna è così dolce,non aggressivo che diventa accogliente, comprensivo e le anime tormentate ripongono pensieri e speranze in essa.

TU CA NUN CHIAGNE

La canzone fu scritta da Libero Bovio, poeta, scrittore e giornalista che donerá le parole ad altre famosissime canzoni, e musicata da Ernesto De Curtis nel 1915.
La canzone parla di un uomo che guarda il vesuvio (” a' muntagna”) di notte e mentre descrive dolcemente il paesaggio che gli si presenta dinnanzi (”sott' a' cuperta 'e chesta luna janca” = sotto la coperta di questa luna bianca)
piange per un amore non corrisposto, invocando l'amata disperatamente.


Comm'è bella 'a muntagna stanotte...

bella accussí, nun ll'aggio vista maje!
N'ánema pare, rassignata e stanca,
sott''a cuperta 'e chesta luna janca...
Tu ca nun chiagne e chiágnere mme faje,
tu, stanotte, addó staje?
Voglio a te!
Voglio a te!
Chist'uocchie te vonno,
n'ata vota, vedé!


Comm'è calma 'a muntagna stanotte...
cchiù calma 'e mo, nun ll'aggio vista maje!
E tutto dorme, tutto dorme o more,
e i' sulo veglio, pecché veglia Ammore...

Tu ca nun chiagne e chiágnere mme faje,
tu, stanotte, addó staje?
Voglio a te!
Voglio a te!
Chist'uocchie te vonno,
n'ata vota, vedé!...

INTERPRETAZIONI FAMOSE
Enrico Caruso,Giuni Russo,Mario Del Monaco,Giuseppe Di Stefano,Claudio Villa,Mina,Ferruccio Tagliavini,Mario Trevi,Massimo Ranieri,Luciano Pavarotti,José Carreras,Plácido Domingo,Mario Merola,Enzo Gragnaniello,Il Giardino dei Semplici,Roberto Murolo,Sal da Vinci, Andrea Bocelli,etc


Versione di Massimo Ranieri, 1974. Parte dal minuto 1’40”


A'LUNA ROSSA

Cambiamo periodo storico, siamo nel 1950. Paroliere Vincenzo De Crescenzo (nonno di Eduardo De Crescenzo) musicata da Antonio Vian. Fece successo in Italia e anche all'estero, anche Frank Sinatra omaggiò questa canzone con "Blushing Moon".Su Wikipedia é segnalata anche la cover di Ella Fitzgerald, ma non sono riuscita a trovarne traccia. Anche in questa abbiamo un uomo che di notte gira per le strade di Napoli sperando di incontrare la propria amata. Si rivolge persino alla Luna chiedendo se riuscirá a incontrarla, ma lei risponde 'Qua non ci sta nessuna' ('ca nun ce sta nessuna')

Vaco distrattamente abbandunato...
Ll'uocchie sott''o cappiello annascunnute,
mane 'int''a sacca e bávero aizato...
Vaco siscanno ê stelle ca só' asciute...
Fischio.........................

E 'a luna rossa mme parla 'e te,
Io lle domando si aspiette a me,
e mme risponne: "Si 'o vvuó' sapé,
ccá nun ce sta nisciuna..."
E i' chiammo 'o nomme pe' te vedé,
ma, tutt''a gente ca parla 'e te,
risponne: "E' tarde che vuó' sapé?!
Ccá nun ce sta nisciuna!..."

Luna rossa,
chi mme sarrá sincera?
Luna rossa,
se n'è ghiuta ll'ata sera
senza mme vedé...
E io dico ancora ch'aspetta a me,
for''o barcone stanott'ê ttre,
e prega 'e Sante pe' mme vedé...
Ma nun ce sta nisciuna...

Mille e cchiù appuntamente aggio tenuto...
Tante e cchiù sigarette aggio appicciato...
Tanta tazze 'e café mme só' bevuto...
Mille vucchelle amare aggio vasato....
Fischio.........................

E 'a luna rossa mme parla 'e te...

INTERPRETAZIONI FAMOSE
Frank Sinatra,George Dalaras,Claudio Villa,M'Barka Ben Taleb (versione in arabo),Mario Merola,Mario Trevi,Massimo Ranieri,Gabriella Ferri,Renato Carosone,Renzo Arbore e l'Orchestra Italiana,Mario Frangoulis,Carlo Buti,Eddy Napoli,Sergio Bruni,Roberto Murolo,Lucienne Delyle,Tony Martin,Josephine Baker,Luciano Tajoli,Franco Ricci,Mirna Doris,Mango,Noa,Caetano Veloso,Vic Damone etc etc..

La mia preferita é quella di Renzo Arbore e l'orchestra italiana




Buona Luna Rossa a tutti! :)

mercoledì 1 maggio 2013

Il lavoro e la passione

Arrivo in ritardo, ho lavorato il 25 aprile e oggi e neanche la domenica mi ferma , a casa mando mail, controllo gli spartiti, faccio,brigo,scasino, finché Morfeo contrariato dall'attesa, mi afferra con forza a sé mentre lavoro a pc.
Eppure sono felice e fortunata, perché non solo il mio lavoro é la mia vita e passione, ma anche perché sono circondata da persone incredibili, mondi di suoni ed emozioni da scoprire e stimolare, e che ho il privilegio di avere come collaboratori, allievi e amici.
Oltre a tutto questo, sto sperimentando, musicalmente e vocalmente, scoprendo deli universi meravigliosi, oltre che 'afferrando' sempre più chi sono, non perdendomi più e sapendo sempre di più cosa voglio.
Auguro a tutti di scegliere un lavoro che non sia solo 'fatica', come nell'accezione latina, ma che riprenda etimologicamente il senso antico e meraviglioso di "AFFERRARE" , "VEICOLARE LA VOLONTÀ". Un LABORATORIO di IDEE.
Buon lavoro e buona vita a tutti! ✨✨✨✨✨❤️💙💜💚


-----------------
Alcuni pensano ERRONEAMENTE che gli "artisti" (musicisti/scrittori etc etc) non lavorino.
Invece cari miei, LAVORIAMO ECCOME!!! Ci divertiamo e in un certo senso ci reputiamo fortunati, é vero, ma ciò che vedete sul palco, negli album, é frutto di un lavoro, inteso, faticosissimo a livello di energie mentali e fisiche, al limite dell'assurdo. 
Ore ed ore di lavoro, giorno/notte...e tutto ciò molto spesso é più per la gloria che per una reale remunerazione. 
Il governo non ci tutela per nulla e c'é un vuoto legislativo che ognuno cerca di affrontare alla meglio.
Ciò però ci fa sentire dei "non visti", ci da quel senso di "invisibili" e "buoni annulla" sottolineato da coloro che pensano che la musica non sia un vero lavoro, che non abbiamo una vera occupazione, che non lavoriamo davvero.
Stasera per esempio molto probabilmente dovrò passarla tra mail, pianificazione e studio....

Aggiungiamo poi la Crisi....

Insieme agli errori di decenni di malgoverno, é pesantissima e ha messo in ginocchio intere generazioni, anche la mia mia. La crisi ci é entrata dentro. Siamo precari a vita. Sempre in bilico, sempre con la paura di non arrivare alla fine del mese. Lo vedo su di me e per i miei amici.
PROPRIO PER QUESTO É PIÚ CHE CORAGGIOSO CHI SI DEDICA AL PROPRIO LAVORO CON PASSIONE.
Chi riesce a reinventarselo, chi cerca di avere nuove idee, chi lo fa con passione, nonostante tutto, e io credo che queste persone vadano SOSTENUTE.
Nel mio piccolo, lo faccio. Se vado alla gelateria che lavora con prodotti freschi e si inventa in modo creativo di nuovi gusti, per me il gelato, oltre a essere buono di suo, ha un sapore in piú. Quello della PASSIONE per il proprio lavoro.
Io ci credo. Ci credo.
----------


Crisi. Crisi economica, del lavoro e sociale.
Eppure ci sono persone umili, non eclatanti, coraggiosi eroi che nonostante la crisi mettono passione nel loro lavoro. Riversano l'amore in ciò che fanno, che sia in un gelato, un piatto di maltagliati al pesto, nel cibo semplice, in un'idea ed etica del cucinare o coltivare, nel creare monili, nell'animare i bimbi di una scuola, nel compiere le indagini in modo coscienzioso incappando in ostacoli pericolosi.
Mi piace stare ad ascoltarle mentre raccontano la loro arte , gli ingredienti , la qualitá che ricercano, la loro storia di passione e necessitá, o viceversa.
Tutte le brutture e il decadimento di questi anni, falsi miti splendenti ci hanno accecato facendoci dimenticare l'essenziale... e ci si é dimenticati l' arte del vivere.
Dovremmo prenderci il tempo di ascoltare , smollare un po' le tecnologie e guardarci di piú attorno e negli occhi e scoprire tutta una realtà brulicante di vita.
È proprio da qui che dobbiamo ricominciare.
La Crisi deve essere il laboratorio di nuove idee , nel reinventare valori semplici dal nostro passato secondo la nuova sensibilità.
Tutti, nel nostro piccolo e nei nostri limiti, possiamo fare piccoli passi, che apriranno una nuova strada.

Auguro a tutti buon 1* maggio!