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martedì 3 maggio 2016

Red Sky - Kirayel (Testo e traduzione)





RED SKY
Lyrics, Music, Piano and vocals by Kirayel
Album: Diary of Spaces and Skies

Red sky   - Cielo rosso
Fills my eyes   - riempie i miei occhi
Of broken lies  - Di bugie  violiate
               
Until I’m full - Finché non sono piena
Inside  - Dentro

Bloody word - Parole sanguinanti

Writes the world - Che scrivono il mondo
Dark reflection  - Oscuro riflesso (di un)
Red Sky   - Cielo Rosso


Red Sky  Cielo Rosso
Something in mind    Qualcosa nella testa che
Sometimes I find   Qualche volta trovo
Until I feel   Finché non sento
Inside    Dentro

Red Leaf   - Rossa foglia

Of dead September    - di un Settembre morto
I am closer to  - Sono vicina ad un
Red Sky  - Cielo Rosso

You  feel  it too   - Lo senti anche tu



Red Sky - Cielo Rosso
Is bleeding - sta sanguinando
Heart is raining  - Il cuore sta piovendo
Inside  - Dentro
I hear the scream of angels  - Sento le urla degli angeli
While they’re fallin’ down  - Mentre cadono
Red Sky  - Cielo Rosso

You  feel it too  - Lo senti anche tu


Red Sky,  
Cielo Rosso
Shine in my eyes!  - Risplendi nei miei occhi
Red Sky, 
Shine in my eyes!      
Red Sky , Flow inside!   -Cielo rosso, fluisci dentro

You  feel it too  - Lo senti anche tu


Untill you feel Red Sky -  Finché non senti il Cielo Rosso
















domenica 25 agosto 2013

The end where I begin - la fine dove comincio




"The end where I begin" é una canzone contenuta nell'album omonimo di debutto della band irlandese "The Script". Non é un singolo, l'ho ascoltata insieme a mia zia che é una gran fan della band. Mi era già piaciuta di questa band "Breakeven" e "We cry"  ed ero curiosa di ascoltare l'intero disco che devo dire mi é piaciuto molto e , a parer mio, é il migliore finora.

La traccia numero 7, il brano in questione, mi sembrava di averla sentita, non so come. Stavo componendo un brano simile e mi é venuto un colpo al primo ascolto!
Questo brano mi piace molto. Lo definirei "propositivo" sia per il testo in cui personalmente mi ci vedo che per la ritmica che inizia molto debole per poi raggiungere un bel groove nella parte quasi finale. Da'il senso di spinta ed é rimarcato anche dal testo "move along, move along" (andare avanti).
Questi sincronismi tra testo,musica e ritmo mi danno l'impressione che sia molto sentito da parte degli autori.


La fine dove inizio

A volte le lacrime dicono tutto ciò che c'è da dire 

a volte le tue prime cicatrici non saneranno mai 
hai provato a spezzarmi il cuore 
beh, si è spezzato 
hai provato ad appendermi in alto 
beh sono strozzato 
volevi la pioggia su di me 
beh sono bagnato fradicio 
inzuppato nella pelle 



è la fine dove inizio 
è la fine dove inizio 



a volte non impariamo dai nostri errori 
a volte non abbiamo scelta se non quella di andarcene 
hai provato a spezzarmi il cuore 
beh, si è spezzato 
hai provato ad appendermi in alto 
beh sono strozzato 
volevi la pioggia su di me 
beh sono bagnato fradicio 
inzuppato nella pelle 



è la fine dove inizio 
è la fine dove inizio 



adesso sono vivo 
e i miei fantasmi sono andati via 
ho consumato tutto il mio dolore 
ho provato ad andare avanti 
la cura per un cuore è andare avanti 
quindi andrò avanti 
quel che non uccide un cuore 
può solo renderti più forte 



a volte non impariamo dai nostri errori 
a volte non abbiamo scelta se non quella di andarcene 
hai provato a spezzarmi il cuore 
beh, si è spezzato 
hai provato ad appendermi in alto 
beh sono strozzato 
volevi la pioggia su di me 
beh sono bagnato fradicio 
inzuppato nella pelle 



è la fine dove inizio 
è la fine dove inizio 



a volte non impariamo dai nostri errori 
a volte non abbiamo scelta se non quella di andarcene



The End where I begin


Sometimes tears say all there is to say 

Sometime your first scars wont ever fade, away 
Tried to break my heart 
Well it's broke 
Tried to hang me high 
Well I'm choked 
Wanted rain on me 
Well I'm soaked 
Soaked to the skin 



It's the end where I begin 
It's the end where I begin 



Sometimes we don't learn from our mistakes 
Sometimes we've no choice but to walk away, away 
Tried to break my heart 
Well it's broke 
Tried to hang me high 
Well I'm choked 
Wanted rain on me 
Well I'm soaked 
Soaked to the skin 



It's the end where I begin 
It's the end where I begin 



Now I'm alive 
and my ghosts are gone 
I've shed all the pain 
I've been holding on 
The cure for a heart 
Is to move along, is to move along 
So move along 
X 3 
What don't kill a heart 
Only makes it strong 



Sometimes tears say all there is to say 
Sometime your first scars dont ever fade, away 
Tried to break my heart 
Well it's broke 
Tried to hang me high 
Well I'm choked 
Wanted rain on me 
Well I'm soaked 
Soaked to the skin 



It's the end 
End where I begin 
It's the end 
End where I begin 



Sometimes we don't learn from our mistakes 
Sometimes we've no choice but to walk away, away


sabato 17 agosto 2013

Una canzone, infinite interpretazioni: Troy di Sinead O'Connor



Troy, di Sinead O'Connor del 1987.
É una canzone molto particolare sotto tanti punti di vista.
La durata di 7 minuti, molto lunga e rara per una canzone pop.
La forma fluida quanto discorsiva senza una vera e propria struttura con strofa e ritornelli etc. 
La grande dinamica e intensitá; man mano che procede prende ritmo e rabbia, la vocalitá passa da velata a urlata e persino distorta e la musica sostiene sempre di più con strumenti e volume.

Mi sono incuriosita e sono andata a cercare la storia di questa canzone.
Ho scoperto che qualche sito italiano la cita ma non parla della storia di questa song, per cui ho trovato informazioni su alcune interviste e annedoti sulla canzone in madrelingua.

Ascoltando o leggendo il testo, sembrerebbe scontato pensarla come una canzone d'amore, verso un uomo che ha un'altra donna ("Oh, does she love you /What do you want to do? /Does she need you like I do? / Do you love her? /Is she good for you? / Does she hold you like I do? ). In realtà con mia sopresa ho scoperto che parla della madre della cantautrice irlandese, da cui ha subito diversi abusi pesanti, anche sessuali.

Sono rimasta piuttosto shocckata sia dai particolari che ho letto che dalla mia diversa interpretazione, che non considero errata, ma diversa. É il bello di un'opera d'arte avere diversi punti di vista e diverse interpretazioni. Ognuno trae un suo significato.
Come autrice dei miei testi, cerco di fare in modo simile. Nelle mie canzoni metto stati d'animo, emozioni e pensieri, che si ispirano a situazioni vissute ma che possono essere lette in maniera diversa.
Questo é mettere (o cercare di mettere) l'essenza. I dettagli sono elaborati e immaginati da chi ascolta e per ognuno sono diversi. 
Una canzone, infiniti mondi.
L'arte é spettacolare!


___________________
Troy - traduzione italiana


Lo ricorderò
In un temporale di Dublino
Seduta lungo il prato d'estate
Riscaldandomi 

Lo ricorderò
Ogni notte inquieta
Eravamo cosi' giovani
Pensavamo che ogni cosa potessimo fare fosse giusta
Poi siamo partiti
Rapiti dai nostri tanti occhi
E mi ero chiesta dove fossi andato
Dimmi quando é morta la luce 

Ma risorgerai
Ritornerai
La fenice dalle ceneri
Imparerai
Risorgerai
Ritornerai
Essendo quello che sei
Non c'é altra Troy per te dove bruciare 

Non intendevo farti del male
Non intendevo dire certe cose che ho detto
Non avrei mai dovuto farti questo
La prossima volta terrò le mani a posto 

Oh, lei ti ama?
Che cosa vuoi fare?
Ha bisogno di te quanto ho bisogno io?
La ami?
E' buona con te?
Ti sostiene come faccio io?
Mi vuoi?
Dovrei lasciarti andare?
Lo so dici di volermi bene
Ma a volte mi chiedo se dovrei crederti

Oh, io ti amo
Dio, ti amo
Ucciderei un drago per te
Morirò
Ma risorgerò
E ritornerò
La fenice dalle ceneri
Ho imparato
Risorgerò
E mi vedrai tornare
Essendo quella che sono
Non c'é altra Troy per me dove bruciare
Ma avresti dovuto lasciare la luce accesa
Tu avresti dovuto lasciare la luce accesa
Non avrei dovuto riprovare
E tu non avresti mai dovuto sapere
E non avrei dovuto attirarti verso di me
E non avrei dovuto spingerti a riavvicinarti
Non avrei dovuto gridare
"No non posso lasciarti andare"
Che la porta non era chiusa
No non avrei dovuto spingerti verso di me
No non avrei dovuto baciare la tua faccia
Non avresti dovuto chiedermi di sostenerti
Se non fossimo stati la dove sappiamo
Ma io lo so che tu volevi che io ci fossi
Ogni sguardo che lanciavi mi diceva questo
Ma avresti dovuto lasciare la luce accesa
Tu avresti dovuto lasciare la luce accesa
E l'inferno sarebbe svanito
Ma tu stai ancora bruciando
Non fa differenza quello che dici
Sei ancora un bugiardo/a
Sei ancora un bugiardo/a
Sei ancora un bugiardo/a
______________________________
I'll remember it 
And Dublin in a rainstorm 
And sitting in the long grass in summer 
Keeping warm 
I'll remember it 
Every restless night 
We were so young then 
We thought that everything 
We could possibly do were the right 
Then we moved 
Stolen from our very eyes 
And I wondered where you went to 
Tell me when did the light die 
You will rise 
You'll return 
The phoenix from the flame 
You will learn 
You will rise 
You'll return 
Being what you are 
There is no other Troy 
For you to burn 

And I never meant to hurt you 
I swear I didn't mean 
Those things I said 
I never meant to do that to you 
Next time I'll keep my hands to myself instead 
Oh, does she love you 
What do you want to do? 
Does she need you like I do? 
Do you love her? 
Is she good for you? 
Does she hold you like I do? 

Do you want me? 
Should I leave? 
I know you're always telling me 
That you love me 
Just sometimes I wonder 
If I should believe 
Oh, I love you 
God, I love you 
I'd kill a dragon for you 
I'll die 
But I will rise 
And I will return 
The Phoenix from the flame 
I have learned 
I will rise 
And you'll see me return 
Being what I am 
There is no other Troy 
For me to burn 

And you should've left the light on 
You should've left the light on 
Then I wouldn't have tried 
And you'd never have known 
And I wouldn't have pulled you tighter 
No I wouldn't have pulled you close 
I wouldn't have screamed 
No I can't let you go 
And the door wasn't closed 
No I wouldn't have pulled you to me 
No I wouldn't have kissed your face 
You wouldn't have begged me to hold you 
If we hadn't been there in the first place 
Ah but I know you wanted me to be there oh oh 
Every look that you threw told me so 
But you should've left the light on 
You should've left the light on 
And the flames burned away 
But you're still spitting fire 
Make no difference what you say 
You're still a liar 
You're still a liar 
You're still a lawyer


giovedì 11 luglio 2013

Dentro i miei vuoti: Non ti guardo. Ti vedo



Dentro i miei vuoti' é un racconto a puntate ispirato alla omonima canzone dei Subsonica. É un'opera di fantasia. Riferimenti a fatti o persone sono puramente casuali

Se c'è un motivo trovalo con me 
Senza ingranaggi senza chiedere perché. 
Dentro i miei vuoti puoi nasconderti.


Due solitudini si attraggono: tu chi sei? 

Ancora vuoi sapere chi sono? I dettagli inutili rovinano il fascino, non lo sai...?

Siamo due solitudini che si attraggono
Ecco chi siamo. Cosa siamo.

”Piuttosto sai cosa sono per te? Sicuro di sapere cosa stai cercando...?”
”Direi di si, un'amica con cui condividere dei bei momenti, che mi ascolti e che possa ascoltare a mia volta...In fondo non ho bisogno di altro...”
I suoi occhi si fanno grandi, teneri. Emana una grandissima dolcezza e comprendo che cerca in realtà qualcosa di più, che urla sensualmente il suo sguardo.
Gli sorrido vezzosamente ” Mmh , riesco a vederti e vedermici attraverso i tuoi occhi sai?
Sta attento, non affezionarti troppo a me..." e aggiungo tra me e me "Non innamorarti di me” ridendo per smorzare le mie parole un po' supponenti.
”Chiara sei proprio sicura di te monella, vero?!” Sorrise a sua volta facendo un'espressione che pareva dire "Poi vediamo furbetta!".
Rimasi sorpresa nel sentire da lui il mio vero nome, poggiato e plasmato dalle sue labbra e dalla sua voce esce in modo eccitante come non ho mai sentito prima.
”So il fatto mio. E tu oltre a voler sapere i miei, cosa sai di te?”
Non sapevo come rispondere. Avevo giocato tanto a intercettare sguardi e intenzioni, ma in fondo non mi conoscevo abbastanza io stessa.

Sarà il mio lavoro, lo scrivere , l'osservare, il sentirmi un po' strega e sensitiva, come molti amici dicono. Penso di parlare troppo quando dovrei centellinare le parole e viceversa quando dovrei esprimermi non lo faccio. Ma col tempo ho imparato a parlare poco, ma andare dritto al punto, tanto alle volte da diventare ariete da sfondamento e fare male.
Tengo tutto distante da me per non farmi male. Non te lo dirò perché in questo momento non ne sono consapevole, ma é per questo che potresti avvertirmi distante.

”Sembri disinteressata, fredda, distaccata ma mi ascolti attentamente. Capti anche i sospiri dell'anima. Ora mi guardi con quei tuoi grandi occhi, ma alle volte non mi guardi, come quando facciamo l'amore, eppure ti sento presente. Come fai? Come fai a capirmi??”
Giro lo sguardo, guardandolo pienamente negli occhi. ”Semplice. Non ti guardo. Ti vedo. I tuoi occhi dicono più delle tue parole e dei tuoi silenzi, sai?”
”Davvero?” E sorrise. ”Sei speciale!” Mi strinse.
"Ti vedo anche quando non sembra ti stia osservando. Lo faccio un po' di nascosto a volte.." 
In realtà son talmente timida che non ammetto la mia timidezza nel guardarlo.

Mi guardo nei suoi occhi e mi vedo, mi sento bellissima, donna, sinuosa, coccolata. Un'immagine che quasi fatico a credere sia mia. Una sensazione talmente bella che quasi ne ho paura.

Il suo modo di fare, in quello che dice, che fa, come mi tocca, come mi prende fisicamente e mentalmente, mi fa sentire desiderata, col corpo interamente vibrante di attesa e piacere.
Pienamente Donna. E' la prima volta che mi sento così.
Dice fare "l'amore" che sta cadendo sempre più in disuso. Eppure nessuno mai come questi termini possono definire al meglio la forza -"fare"- e la dolcezza, il romanticismo della parola "amore". Un equilibrio sublime.
Quel sublime romantico di accezione ottocentesca, di fronte alle tempeste e ai fenomeni naturali impetuosi che suscitano meraviglia e anche inquietudine.

Meraviglia e inquietudine.

Carpivo di nascosto, nascondendo la mia timidezza, quegli occhi grandi che spuntavano da un profilo completamente glabro, mi guardavano compiaciuto e domandavano diretti. Uno sguardo intelligente, malizioso e pungente che sapeva dove mirare

Meraviglia e inquietudine.

Scosse la testa come per chiedermi come mai lo fissassi in quella maniera.
Presi uno specchio che avevo sul comodino di fianco al letto e glielo porsi
”Sai, dovresti proprio parlarci coi tuoi occhi. Sanno tante cose, possono raccontarti più di ciò che sai, più di ciò che credi, che pensi di sapere. Parlaci, parla con te stesso”.
Afferrò quel vetro e si guardò.
”Non so come fai ma riesci a colmare i miei vuoti... Sono qui con te e mi stai dando tutto questo..." poi si voltò verso di me "Cosa ho fatto per meritarmelo...?”

Se c'è un motivo trovalo con me 

Senza ingranaggi senza chiedere perché. 
Dentro i miei vuoti puoi nasconderti.

”Sincerità. Questo voglio, questo cerco. Non voglio finti Dei della perfezione. Voglio persone vere, imperfette. imperfette di realtà, di vissuto, di dolore. Indossiamo già troppe maschere nelle abituali botteghe delle ipocrisie. Ti sei mostrato a me come sei. Grande e indifeso, toro ferito da corride e matador che in parte hai scelto anche tu. Forse per leggerezza, forse per immaturità e paura.”
Guardò in basso con un espressione che annuiva a ciò che dicevo.

Continuai ”Non conosco la tua storia e non voglio saperlo, viviamo il presente  questo importa, ma sono sicura che hai una gran forza da qualche parte, vedo quel fuoco nei tuoi occhi..quel fuoco ora sopito. Riaccendilo prima che sia tardi. Prima che il tempo e il rimorso lo divori completamente nell'abisso del nulla...”

Con un respiro cupo disse ” Lo sta già divorando...ma tu sei la mia cura, lenisci le mie ferite..”

Due solitudini si avvolgono 
Due corpi estranei s'intrecciano 
Duemila esitazioni sbocciano 


Stai con me!

Svanirò, forse già fra poche ore. La luce mi porterà via.
Non pensarci. Voglio godermi questi attimi con te perché so mi custodirai gelosamente dentro di te. Lo farò anch'io, anche quando crederai ti abbia dimenticato. Godiamoci, respiriamoci questa polvere di stelle.


Se c'è un motivo trovalo con me 

Senza ingranaggi senza chiedere perché. 
Dentro i miei vuoti puoi nasconderti.

mercoledì 10 luglio 2013

Dentro i miei vuoti: Intro

Il vuoto mi guarda
Il vuoto mi chiama nei miei sogni
Mi chiama. Insiste.
Non riesco a resistere.
Ha assorbito l'arcobaleno
Anestetizzato da fiori e spine
Il mio strazio pulsante giace esanime
Forse urla. Forse non più.
Il vuoto mi abbraccia
Mi porta a sé 
Sto annegando nel nulla
sgocciolando plasma incolore




Un ringraziamento particolare ad Alberto Grima che  ha gentilmente concesso di utilizzare alcune sue foto
Dentro i miei vuoti' é un racconto a puntate ispirato alla omonima canzone dei Subsonica. É un'opera di fantasia. Riferimenti a fatti o persone sono puramente casuali


Suoni, visioni, musica, mix di vite alla deriva alla ricerca di equilibri instabili.
Un'altra volta a errare in strade sconosciute. Imprevedibili.
Imprevedibili riscontri interiori.
Tante situazioni, diverse angolazioni e tanti panni che ho vestito e rivestito.
Alla fine in tutto questo trambusto, tra il correre e lottare, forse non ho sentito niente.
Forse non ho capito niente.
E quel poco che ho afferrato è che non si può giudicare. 
Siamo tutti figli del caso, della fortuna, di ciò che possiamo. 
Una folle corsa in macchina che nessuno sa come e dove finirà. 
Se investiremo qualcuno trascinandolo con noi nel nostro male di vivere, se ci scontreremo di faccia contro un muro di difficoltà.
Si va avanti e si cresce sempre, con quel cd e quei pensieri piantati nella nostra testa che diventano colonne sonore indimenticabili.

Quando si è piccoli, tutto questo baccano è lontano.
Curiosità e immaginazione lavorano a pieno ritmo.
Mi rivedo sul balcone,  vedendo le luci in lontananza della vicina discoteca, sognavo, fantasticavo sul mondo degli adulti, quelle visioni avevano un sapore magico...
Aspettavo con ansia il giorno in cui ne avrei fatto parte anch'io. 
Quanta impazienza!
Come se qualcuno stesse attendendo proprio me.
Questo qualcuno, chissà dov'era, magari proprio li, all'orizzonte, immerso in quelle luci, in quel brulicare di fumo, luci e corpi in movimento...

Aspettami...Sto arrivando..





"Ah! Finalmente una canzone italiana che non parla delle solite stronzate, cazzo!"
"Mamma mia Kennie, qualche volta puoi anche far riposare le parolacce e i santi,  maschiaccia!!" Mi rispondeva ridendo mio fratello prendendomi in giro e facendomi innervosire come solo i fratelli maggiori sanno fare.
"Ha parlato l'angioletto....!" e gli facevo la linguaccia correndo per la casa per non essere presa.

Dentro i miei vuoti.

Mi sembra passata una vita da quando la ascoltai la prima volta.

Sembra ti osservi, aspetti, cresca mentre ti scava dentro, per poi esitare....
Parole e suoni  che avvolgono in una maniera formidabile.

Partire con diffidenza

Un suono vibrante di chitarra a basso volume, in punta di piedi, isolato, alla timida ricerca di un riverbero accogliente mentre un oscuro rintocco di piano sgocciola l'atmosfera.

Esitazioni

Solenne come un orologio. 
Una voce metallica racconta.

Sciolte le diffidenze....

Arriva un ritmo soffuso e accattivante, scandisce lo scivolare sinuoso di tessuti, di corpi.
La voce segue, sussurrando prima...poi via via sempre più forte e più umana.

Non ci conoscevamo ancora, ma già parlava di me.

Di quella protagonista di un racconto sbagliato che fa cose sbagliate. 
Anche se, alla fine, esiste davvero il confine tra 'giusto' o 'sbagliato'? E' davvero così chiaro?
Chi ha ragione? Tutti. Nessuno. Cambia davvero qualcosa?
Seguo gli impulsi.
Condurranno Dentro i miei Vuoti. 
Dentro i vortici che hanno scavato le mie paure.
Dietro le arcate e le colonne delle mie convinzioni.

Due solitudini si attraggono
Due solitudini si avvolgono

Stasera viaggeremo insieme.
Impalcature spartitraffico, fari alonati blu monossido 


Due solitudini si attraggono: tu chi sei? 


Come due intrusi che sorvolano le tangenziali dell'intimità 

Fiutando diffidenze e affinità.

Resta qui! 


Da quanto siamo qua non chiederlo, 
Dalle finestre luci scorrono, 


Lenzuola stropicciate.....che ora è?  
Stai con me! 


Se c'è un motivo trovalo con me Senza ingranaggi senza chiedere perché. Dentro i miei vuoti puoi nasconderti, 


Le tue paure addormentale con me 


Se c'è un motivo. 

Due solitudini si avvolgono 

Due corpi estranei s'intrecciano 

Duemila esitazioni sbocciano 


Stai con me. 


Se c'è un motivo trovalo con me 
Senza ingranaggi senza chiedere perché 
Dentro i miei vuoti puoi nasconderti, 
Se c'è un motivo trovalo con me. 
Senza ingranaggi senza chiedere perché 


Dentro i miei vuoti puoi nasconderti. 

Le tue paure addormentale con me..........
....................................................................Se c'è un motivo..............

domenica 23 giugno 2013

Luna rossa...Tu ca nun chiagne

Stasera ci sará un'incredibile spettacolo naturale che capita soltanto una volta l'anno.... la LUNA ROSSA!
Luna Rossa...fenomeno davvero affascinante...

Ogni qual volta lo vedo o ne sento parlare, irrimediabilmente nella mia testa parte una voce che canta ” A Luna rossa me parla e' te....” dall'omonima canzone napoletana che ho amato fin da bambina.
C'é un'altra bellissima e poetica canzone partenopea che cita la luna e che spesso mi viene in mente, ”Tu ca nun chiagne”. Ciò che hanno in comune, oltre alla lingua, é l'ambientazione notturna e l'invocazione alla Luna, che diventa senza volere ascoltatrice silenziosa e persino cruda interlocutrice di amori disperati e impossibili.

Chissà come mai...forse perché di notte si sogna, forse perché il bagliore della Luna è così dolce,non aggressivo che diventa accogliente, comprensivo e le anime tormentate ripongono pensieri e speranze in essa.

TU CA NUN CHIAGNE

La canzone fu scritta da Libero Bovio, poeta, scrittore e giornalista che donerá le parole ad altre famosissime canzoni, e musicata da Ernesto De Curtis nel 1915.
La canzone parla di un uomo che guarda il vesuvio (” a' muntagna”) di notte e mentre descrive dolcemente il paesaggio che gli si presenta dinnanzi (”sott' a' cuperta 'e chesta luna janca” = sotto la coperta di questa luna bianca)
piange per un amore non corrisposto, invocando l'amata disperatamente.


Comm'è bella 'a muntagna stanotte...

bella accussí, nun ll'aggio vista maje!
N'ánema pare, rassignata e stanca,
sott''a cuperta 'e chesta luna janca...
Tu ca nun chiagne e chiágnere mme faje,
tu, stanotte, addó staje?
Voglio a te!
Voglio a te!
Chist'uocchie te vonno,
n'ata vota, vedé!


Comm'è calma 'a muntagna stanotte...
cchiù calma 'e mo, nun ll'aggio vista maje!
E tutto dorme, tutto dorme o more,
e i' sulo veglio, pecché veglia Ammore...

Tu ca nun chiagne e chiágnere mme faje,
tu, stanotte, addó staje?
Voglio a te!
Voglio a te!
Chist'uocchie te vonno,
n'ata vota, vedé!...

INTERPRETAZIONI FAMOSE
Enrico Caruso,Giuni Russo,Mario Del Monaco,Giuseppe Di Stefano,Claudio Villa,Mina,Ferruccio Tagliavini,Mario Trevi,Massimo Ranieri,Luciano Pavarotti,José Carreras,Plácido Domingo,Mario Merola,Enzo Gragnaniello,Il Giardino dei Semplici,Roberto Murolo,Sal da Vinci, Andrea Bocelli,etc


Versione di Massimo Ranieri, 1974. Parte dal minuto 1’40”


A'LUNA ROSSA

Cambiamo periodo storico, siamo nel 1950. Paroliere Vincenzo De Crescenzo (nonno di Eduardo De Crescenzo) musicata da Antonio Vian. Fece successo in Italia e anche all'estero, anche Frank Sinatra omaggiò questa canzone con "Blushing Moon".Su Wikipedia é segnalata anche la cover di Ella Fitzgerald, ma non sono riuscita a trovarne traccia. Anche in questa abbiamo un uomo che di notte gira per le strade di Napoli sperando di incontrare la propria amata. Si rivolge persino alla Luna chiedendo se riuscirá a incontrarla, ma lei risponde 'Qua non ci sta nessuna' ('ca nun ce sta nessuna')

Vaco distrattamente abbandunato...
Ll'uocchie sott''o cappiello annascunnute,
mane 'int''a sacca e bávero aizato...
Vaco siscanno ê stelle ca só' asciute...
Fischio.........................

E 'a luna rossa mme parla 'e te,
Io lle domando si aspiette a me,
e mme risponne: "Si 'o vvuó' sapé,
ccá nun ce sta nisciuna..."
E i' chiammo 'o nomme pe' te vedé,
ma, tutt''a gente ca parla 'e te,
risponne: "E' tarde che vuó' sapé?!
Ccá nun ce sta nisciuna!..."

Luna rossa,
chi mme sarrá sincera?
Luna rossa,
se n'è ghiuta ll'ata sera
senza mme vedé...
E io dico ancora ch'aspetta a me,
for''o barcone stanott'ê ttre,
e prega 'e Sante pe' mme vedé...
Ma nun ce sta nisciuna...

Mille e cchiù appuntamente aggio tenuto...
Tante e cchiù sigarette aggio appicciato...
Tanta tazze 'e café mme só' bevuto...
Mille vucchelle amare aggio vasato....
Fischio.........................

E 'a luna rossa mme parla 'e te...

INTERPRETAZIONI FAMOSE
Frank Sinatra,George Dalaras,Claudio Villa,M'Barka Ben Taleb (versione in arabo),Mario Merola,Mario Trevi,Massimo Ranieri,Gabriella Ferri,Renato Carosone,Renzo Arbore e l'Orchestra Italiana,Mario Frangoulis,Carlo Buti,Eddy Napoli,Sergio Bruni,Roberto Murolo,Lucienne Delyle,Tony Martin,Josephine Baker,Luciano Tajoli,Franco Ricci,Mirna Doris,Mango,Noa,Caetano Veloso,Vic Damone etc etc..

La mia preferita é quella di Renzo Arbore e l'orchestra italiana




Buona Luna Rossa a tutti! :)

venerdì 12 ottobre 2012

Il Girasole e l'ultimo chicco. Epitaffio.





Prendo delle cose dal garage e do un'occhiata alla facciata della casa.
La vite che ci ha donato gli ultimi grappoli d'uva piano piano si spegne.
Non sa che staccheremo la spina e che quando arriverà l'estate di nuovo, non la troverà più adagiata sulla nostra casa, anzi a dirla tutta non credo troverà più manco la casa.
Sulla porta intravedo l'ordinanza arrivata, manco a farlo apposta, il 14 settembre, il giorno prima del Rock Shock. Si chiude la porta quando si apre la nuova.
Vedo un puntino arancione sotto il foglio.
Mi avvicino.

É un fiore!?!!!

Sorpresa, mi domando cosa ci faccia un proprio li, dopo aver pensato che fosse uno scherzo, concludo che possa essere stata mia madre e lo continuo ad osservare.

"Ho voluto mettere un fiore, una nota di colore e di allegria, per spezzare la tristezza" mi avrebbe detto poi mia madre. "Un po' come fosse un fiore su una tomba, per qualcosa che c'è stato e non sarà  più...” Abbassiamo entrambe la testa e dopo qualche minuto cambio discorso.
Noto il cesto della nostra uva e ne prendo un grappolo. Lo guardo tristemente e lo mangio chicco per chicco. Rimasto l'ultimo lo coccolo un po' tra le mani.

Chiudo gli occhi; il suo sapore e il suo profumo mi traghettano nel mare dei ricordi.

Apro occhi e ancora vivida l'immagine della porta della vecchia dimora mi fa pensare.
Non c'è un fiore qualsiasi. C'è un girasole.
Coincidenza o sensazione, una canzone che scrissi tempo fa "Sunflower" sembra si ricolleghi a questo momento, suonando quasi come un epitaffio....

La mia infanzia se ne è andata definitivamente. Portando con se' anche la mia dolce nonnina dagli occhi del cielo.
Sunflower dolce canto che si rompe dalla pioggia degli occhi. Che aspetta paziente la fine del temporale per guardare fiducioso in un nuovo sole.



Girasole, 
apri il tuo occhio
Sorriso di luce per me
Guidami verso il Sole
Che non riesco a trovare
Sono cieca 

Girasole, 
portami verso la Luce
Attraverso questa infinita notte
Dammi una ragione per piangere
Accarezzata dai petali del cielo 

Girasole, affronti la notte
Col tuo sorridente brillante sguardo
Vedi attraverso il velo del tempo
Attraverso le mie ombre interiori
Guarda il mio sole dentro… 

Girasole, 
portami verso la Luce
In questa guerra che dovrò combattere
Dammi una ragione per sorridere
Dammi i tuoi petali 
Così che possa volare… 

Non c’è nessuno che ascolti… Nessuno che ascolti questo suono
Non c'è nessuno che ascolti....Nessuno che ascolti
Eccolo, colui che ascolta il suono del cuore
Eccolo colui che ascolta il suono del mio blues 

Girasole, 
afferra la mia mano,
Attraverso il mondo che non riesco a comprendere
Dammi una ragione per sorridere
Dammi i tuoi petali 
così che possa volare......Lontano....

(Lontano....Un giorno..
........Lontano.......)