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giovedì 8 agosto 2013

Paura dell'infinito

Recanati. Foto della famosa siepe citata nell'infinito di Leopardi.

L'infinito (G.Leopardi, 1819)

Sempre caro mi fu quest'ermo colle,

E questa siepe, che da tanta parte

Dell'ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
Spazi di là da quella, e sovrumani
Silenzi, e profondissima quiete
Io nel pensier mi fingo; ove per poco
Il cor non si spaura. E come il vento
Odo stormir tra queste piante, io quello
Infinito silenzio a questa voce
Vo comparando: e mi sovvien l'eterno,
E le morte stagioni, e la presente
E viva, e il suon di lei. Così tra questa
Immensità s'annega il pensier mio:
E il naufragar m'è dolce in questo mare

L'infinito é un concetto che da sempre mi ha affascinato e inquietato.
Sopratutto inquietato. Ebbene si, lo ammetto; ho sempre avuto una strana fobia verso gli spazi molto aperti (agorafobia, apeironfobia). Sono sempre stata ritrosa a percorrere, sopratutto quando è semideserta, la grande Piazza di Carpi, la seconda più grande d'Europa, al centro, non andando sotto i portici come é mio solito. Come guidare in autostrada. Una strada davanti che non finisce mai, un'orizzonte che non finisce mai. Capisco perché i greci amavano i numero dispari defininendoli 'finiti' quindi 'positivi' mentre i numeri pari creano visivamente binari illimitati, senza il freno di un altro punto, che li renderebbe dispari. 
Non avrei mai potuto fare l'astronauta. Con la labirintite che mi ritrovo, le vertigini, la pressione bassa e la paura dell'infinito. Fin da piccola avevo paura di guardare il cielo attraverso un telescopio, facendo ridere parenti che trovavano singolare e divertente questo timore.
Avevo paura di osservare meglio quel qualcosa così lontano, così sconosciuto e poter carpire anche solo per un'istante la profonditá dello spazio.
La cosa buffa é che si riflette persino nelle mappe che guardo su internet.
Alcuni siti quando digito la strada fanno delle scenografiche inquadrature dal satellite che mano mano si avvicinano alla strada richiesta. Mi viene da chiudere gli occhi e chiudere la pagina. Cambio sito.
Mi spiace per gli abilissimi sviluppatori, ma non ce la posso fare, mi sembra di fare un salto nel vuoto!

Per non parlare delle applicazioni che svelano stelle e costellazioni. Le guardo con molta cautela. Mi inquieta giá solo la sfumatura del cielo (inconsciamente mi chiedo dove finirá quel colore, quanto é distante, cosa racchiude e dopo poco vado in black out).

Già. Davvero strana questa mia fobia. Non me la spiego. Come artista sono di mentalità piú che aperta, tutti lo sanno. Ho una grande curiositá innata, che mi porta a sperimentare. Cerco di trovare sempre cose nuove, oltre il limite, oltre i preconcetti. Cosa centra allora sta paura dell'infinito?

Guardando gli altri però mi consolo. 
Capisco che forse la mia è un'ipersensibilità. Do talmente tanta importanza allo spazio che ne percepisco la sua grandezza e mi provoca forti emozioni.

Mi consola anche un'altra cosa.
In fondo posso avere timori a guardare certe cose che mi danno il senso di grande profondità. 
Peró poi ne sono attratta e mi avvicino, lottando contro le mie paure.
Mi butto in una nuova avventura e non mi preoccupo se i confini sono netti, se è etichettabile o è qualcosa di nuovo, questo invece credo faccia paura invece a tutti gli altri.
Tutti guardano il colore. Io guardo la profonditá.
Come nella vita. Vado oltre alle parole. Preferisco le sensazioni, gli effetti. I fatti. Sono questi ingredienti che danno profondità alla vita. La sue vera essenza.

Siamo tutti attratti dall'infinito, ma dall'altra ci spaventa. Incredibile paradosso.
Noi artisti siamo dei folli privilegiati dalla nostra pazzia. Siamo testardi coraggiosi che ci corriamo incontro senza sapere dove e se cadremo. Lo facciamo con spontaneitá e naturalezza.

Mi rincuoro e penso che, anche se sono bizzarra, lo sono meno di tanti che si sfanno sfuggire la brezza di assaporare l'infinito, in tutti i campi.
Ci sará sempre uno o infiniti motivi che metteranno zavorra ai nostri piedi di sognatori.
La vita é una. Non c'è tempo per rimpiangerla che ci é giá passata davanti.
Meno perché, meno parole. Viviamola così, intensamente, nel proprio piccolo o grande spazio.

Proviamo a guardare oltre. 
Oltre quegli "Spazi di là da quella, e sovrumani

Silenzi, e profondissima quiete" senza parole.
Viviamo l'infinito

sabato 20 luglio 2013

Dentro i miei vuoti: Dentro i miei vuoti




Dentro i miei vuoti' é un racconto a puntate ispirato alla omonima canzone dei Subsonica. É un'opera di fantasia. Riferimenti a fatti o persone sono puramente casuali

Che deliziosa fresca notte. 
Questo vento stuzzica proprio i sensi, sfiora appena appena la pelle donando un brivido profondo. 
Mani che accarezzano l'anima senza turbarla.
Ideale per lasciarsi andare e stringersi forte forte per scaldarsi, per amarsi un po', a luce soffusa delle candele.
Già, ora non é tempo di abbracci.
Ideale per stendersi, guardare il cielo, bere qualche sambuca di più e disegnare vortici  nell'aria col fumo dei miei sigari preferiti.
Dopo un picco di adrenalina, il mio corpo si intorpidisce, i sensi si annebbiano, chiudo gli occhi e...

Dove sono?!

Dentro i tuoi vuoti.

Stanze bianche. Abbaglianti di vuoto.
Stanze scure. Ombre in cui si nascondono i miei demoni.

C'é più freddo, qua. 
Molto, molto freddo.
Sogni?

Qualche volta.
Le mie notti sono allietate più da incubi.
Ciò che vedo non é quasi mai piacevole, ma ho imparato a mettere il guinzaglio ai quei demoni. A controllare i loro passi. A domarli. 
È peggio non sognare più. 
Apre deserti.
Ecco come anche gli incubi possono fare compagnia.
Sono vivi, muovono, smuovono dentro. 
Non sopporto il silenzio. 
Bianco. Abbagliante.
Di vuoto.

Quali sono le tue paure?

Non lo so. Si saranno nascoste dietro i vortici che hanno scavato i miei vuoti.
Dietro le arcate e le colonne delle mie convinzioni.
Non lo so più. Ovunque siano andate, mi mancano.

A volte sono presa da pensieri muti. Non parlano, sono solo li, a osservarmi, con quegli occhi impauriti.
No, non ho paura.
C'è solo questa pioggia notturna nella nebbia, accesa dai lampi.

Come gli incubi, quando non senti più nulla persino la paura ti fa sentire viva, sai?
Ti copre , ti protegge, ti mette in guardia.
Non sentivo più.

E ora...?

Viva, di nuovo, come non sono mai stata. Un fuoco che mi brucia dentro, ghiaccio che mi gela le vene, mentre scorre lava.
Impossibile vero? Paradossale, ma é così.
Quando ti cadono calcinacci e vetri sopra la testa e la terra non ti fa stare in piedi, quando una sirena ti sveglia per le allerte , quando da lontano intravedi una scura tromba d'aria che vuole toglierti quel poco che ti resta, e non scappi perché non hai ripari, non hai più paura.
Il cuore ti si congela. Smette di provare emozioni. Nessun pensiero, si agisce.
Le vene diventano cavi freddi che trasportano ragionamenti e calcoli.
Quando la Signora ti viene a trovare più volte in forme diverse, convivi con la sua presenza mortale.
Anche combattere contro gli imprevisti che ti vogliono portare via tutto lo é.
Il tempo ti forgia, ti tempra dalla vita.
Fuoco e ghiaccio. Neve calma e falò di intenzioni.

Sarà davvero tutto in equilibrio? Sono viva?

Il solo fatto che stai sognando significa che sei più che viva.


Sogno? Tu chi sei???

Sono la tua amata compagna di viaggio, del viaggio della vita, l'interlocutrice benevola che va dritto al punto e sa come zittirti, ti conosco bene, da sempre. 
Mi conosci bene, non hai mai avuto paura di me, mi cerchi spesso e ci sono, anche se non mi vedi.

Ti riconosco ora, cara mia Solitudine!

Vorrei rimanere, ma debbo andare, forse mi aspettano da qualche parte, in galassie lontane,
milioni di miglia lontano da qui.
Non vorrà fuggirmi, incroceremo le nostre scie, prima che svaniscano di nuovo.

Finiamo così, in volo, questa scia, com'é iniziata, con musica, sogni e fantasia.
L'inchiostro é finito, le parole pure, diamo voce alle note.
Con la voce danzerò su questa musica stellata, ti avvolgerò ancora.
Nei miei sogni ci incontreremo così come siamo, senza maschere e armature. Liberi.

We are stardust tonight, in the night sky
We are stardust tonight...



giovedì 11 luglio 2013

Dentro i miei vuoti : Appuntamenti al buio...bendati


Dentro i miei vuoti' é un racconto a puntate ispirato alla omonima canzone dei Subsonica. É un'opera di fantasia. Riferimenti a fatti o persone sono puramente casuali


Questo appuntamento sarebbe stato al buio, ma ho deciso di dare un tocco in piú....
Sarà davvero al buio...bendato.....

”Sono arrivato al parco che mi hai descritto....dove sei?” Il suo sms, inizio sera di un normale giorno infrasettimanale.

”Cerca una panchina con una sciarpa lunga nera”

”Trovato...e ora?”

”Bendati..” Risposi io, risposta anomala di un normale giorno infrasettimanale.

Ero curiosa della sua risposta....potrebbe spaventarsi, potrebbe arrabbiarsi....o eccitarsi, reazione che auspicavo.

”Va bene..mi sto bendando...”

Aspettai qualche minuto e lo osservai nascosta mentre eseguiva i miei ordini. Uscii e mi avvicinai.

”Voglio farmi conoscere attraverso i tuoi sensi....e poi mi vedrai.
Niente baci...ma puoi usare le labbra per sentirmi....”

Uscí un sorriso dalla parte inferiore della benda e farfugliò sorridendo ”...che matta.....”

”Vero...” Sussurrai nel suo orecchio sinistro ”Ti piaccio per questo, no...?”
Sorridendo si morse le labbra e mi trattenni a fare lo stesso.
Mi esploró attentamente, mi feci esplorare.
Ogni tanto gli conducevo le mani, per toccarle e farmi toccare.
Lo stuzzicavo per farmi baciare e infrangere la prima regola, ma fu zelante nel rispettare le consegne.

La sera cominciava a tramutarsi in notte. Mi alzai e gli dissi ”Seguimi” e mi alzai.
"Aspettami..." E si alzò anche lui, senza togliersi la benda.
”Bravo...segui la mia voce e le mie mani...fatti condurre......” 
Sorrideva divertito e sempre più eccitato.  "Dove mi stai portando....?"

Un piccolo baracchino seminascosto di lamiera, dove i giardinieri tengono gli arnesi da lavoro, poco usato di giorno e mai di notte....tranne questa.

"Lo vedrai.....anzi...sentirai....ti farò perdere.....tutti i tuoi sensi..."
Incluso il buon senso, il senso del dovere. Ti prenderò tutto. Non ti rimarrà più nulla.
Devasterò il tuo piacere e conquisterò ben più del tuo fremente corpo. Tutto il tuo essere.
Le mie mani ti stanno guidando alla tua disfatta, alla mia conquista, alla mia, nostra vittoria.

Dove ti sto portando....?

A un sogno lucido, uno squarcio di paradiso.
Al sugoso nettare del piacere a cui ti lascio bere e soddisfarti.
Lo sai che prima o poi dovremo pagare, ma non ora...
A questo momento però non ci rinuncio. Avidamente lo mordo e afferro con le unghie.
Questo momento è solo nostro!
Una luce che brucia e disegna percorsi incollandosi alla pelle.

Chi é davvero bendato?
Entrambi. Tu che ti fai raccontare frottole dalla tua stessa ragione per poi seguirmi alla cieca facendoti profondamente avvolgere da me.
E anche io procedo bendata. Sto calcolando tutto, ma sembra che qualcosa voglia sfuggire.
Non so a cosa andrò incontro, so che la mia fredda benda si allenta...
Mi concedo di lasciarmi andare.

Sento il profumo della tua carne. Quel profumo selvaggio, di uomo, di animale.

Chiudo gli occhi della ragione e ti seguo. 

Dove mi stai portando.....?


Guidami...


Due solitudini si avvolgono
Due corpi estranei s'intrecciano
Duemila esitazioni sbocciano

Stai con me.

Se c'è un motivo trovalo con me
Senza ingranaggi senza chiedere perché
Dentro i miei vuoti puoi nasconderti,
Se c'è un motivo trovalo con me.
Senza ingranaggi senza chiedere perché

Dentro i miei vuoti puoi nasconderti.

Le tue paure addormentale con me..........
Le tue paure addormentale con me..........


Stanotte