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martedì 22 luglio 2014

Dentro i miei vuoti: La Porta





Gocce piovose rintoccano tristi il tempo alla porta del passato.
Dietro, il vuoto. 
Nessuno più attende.
Che accoglie col sorriso materno, con gli occhi limpidi di mare.
Non vi è più nulla mi attende oltre.
Voglio carpire i profumi che il vento non ha ancora rubato.
Le serrande chiuse dietro di me , sipario della felicità che fu.
Chiudo un'ultima volta gli occhi in questo mare in tempesta che tuona silenzioso,
a cui il dolore rende le mie orecchie avvezze.

Nel sogno è tutto qui, davanti a me, con me.
Mi specchio ancora, levigo le forme di mobili e oggetti plasmandoli nell'aria.

Mi sento ancora protetta, cullata dalla tenera voce della coscienza negli spazi testimoni della mia esistenza.
Volteggio nei ricordi, passi leggiadri che scalfiscono il cemento.

E' ora di andare.


Spunta di nuovo il sole dopo la tempesta,
i suoi raggi sempre più intensi mi accompagnano all'uscita.
All'orizzonte mi aspettano nuovi portoni, nuove pagine da scrivere e nuove domande a cui rispondere.


Ti porto con me, piccola grande presenza dagli occhi del cielo che accarezza il mare.
Tanti anni in un soffio ed è già ora di andare, di chiudere il buio alle mie spalle.

E' ora di andare.


Ma rimango in attesa.
Ci rivedremo, un giorno.
Da qualche parte.





sabato 2 novembre 2013

Lume della ragione



Luce della ragione, devo capire a cosa servi.
Non illumini le mie azioni e non scaldi il mio cuore.
Lambisci pagine vuote che scappano accartocciandosi
Per nascondere parole che non ci sono, quelle che mancano e quelle che saranno.

I miei occhi si perdono nelle tue voluttuose ombre e le mie parole bruciano nella lussuria delle loro danze.

Non c'é confine tra luce e oscurità.
Si chiamano, si cercano, si avvolgono.



lunedì 21 gennaio 2013

Vino, maschere, domande esistenziali ed elucubrazioni sull'arte delvivere




Per quanto ti possa truccare, non puoi sfuggire alla tua ombra, che persino di notte traccia il tuo profilo, seguendoti ovunque. Persino la luce a volte è ingannevole.
Stasera siamo dei colori sordi che camminano tra il buio e il silenzioso bagliore dei lampioni.

Questo pensavo tornando a casa, percorrendo il vialetto con una pioggerellina battente come questi pensieri, abbeverandomi, respirandoli.

Quindi, chi sono davvero?
Vado a dormire con la mia essenza sgusciata, smascherata,  nuda e pallida come verme o ogni mattina quando mi ridisegno torno a esistere? Maschere e scudi con spessori invisibili fuori e dentro la pelle.

Mentre penso a tutto ciò, questo movimento interiore che si spegne improvvisamente guardandosi attorno.

Era forse un sogno questa emozione che sento ancora?
Un mio sogno?

Gli altri, in espressioni standard, sembrano così tranquilli e sereni di vivere una vita regolare, senza sorprese, in cui il massimo dell'aspirazione è un mondo in cui tutto è imperturbabilmente equilibrato, statico (non esiste, troppa paura di accettare la naturalità del cambiamento).

Sarà colpa mia che non accetto queste regole. Anzi no, è colpa di quella sostanza inebriante, che da quella voglia di vivere, di cambiare, quel fuoco che brucia dentro che scalda e consuma, da estasi e dannazione insieme.

Sarà questo vino grezzo, denso e avvolgente in cui i miei pensieri annegano, si impregnano inebriandosi dolcemente, un nettare cui il primo sorso entra nel profondo, scorrendo direttamente nelle vene, eccitando il cuore, demolendo le razionali difese, lambendo l'anima.

Sarà questo che mi tiene ancora sveglia, queste onde che si scatenano in me.

É L'ARTE...
quest'incantesimo che mi coinvolgerà sempre, questa dolce-amara dipendenza, questo viaggio, questa ricerca perpetua...che suona come condanna ma è semplicemente vivere l'arte e l'arte del vivere.

Ecco, deve essere questo il sapore dell'esistenza.

Calda, corposa, intensa e sanguigna.

martedì 3 luglio 2012

Niente più sogni



Niente più sogni.
Ieri pareva un timido inizio, pochi flash nel dormiveglia.
La macchina non parte,
Morfeo con le sue braccia mi respinge
nel limbo.
Il cinema della mia anima non proietta più film,
Il buio è oscurità senza immagini luminose.
Non si vedono più nè speranze nè paure,
gli incubi che come pellicole apocalittiche animavano il mio interiore,
muovevano spettri, smuovevano demoni.
Cos'è un sognatore senza sogni?
Un artista senza arte.
Un cieco pittore monco.
Un musicista sordo, un cantante muto.
Un artista legato, ferito, soffocato, mutilato, deturpato.

 Un albero senza linfa.

Dove sono i miei sogni?
Dove li ho messi?
Li ho traslocati nella mia incrollabile veglia.
Accendendo la luce li intravedo
tra mobili, pacchi e valigie.
Li vedo, insieme a  cadaveri di persone, idee e progetti.
Non sogno più.
Agisco.
In attesa di ritrovare, un giorno, la mia valigia in un morbido e leggero giaciglio,
addormentandomi con essa, cavalcando le nuvole sorridendo,
sognando dolcemente.
Di nuovo.

mio quadro