venerdì 12 agosto 2016

Un posto meraviglioso: l'Amore






Un viaggio in strade montuose, di notte. Con una macchina che ha i suoi anni, i suoi acciacchi, a metano quindi con ripresa lenta che fa fatica a salire, nonostante la buona volontà di premere l'acceleratore.
Nel mentre l'oscurità avvolge i percorsi sconosciuti incutendo un certo timore ancestrale, arriva la pioggia e la nebbia. Paradossale, ma insieme sembrano aver preso l'appuntamento proprio per me, per rendermi tutto ancora una volta difficile, con un retrogusto sadico nel metterti sempre i bastoni tra le ruote quando non lo fa la stanchezza della vita.
Eppure procedi, col batticuore che incede sui pensieri fino a dissolverli in un'adrenalina in cui paura e brama si fondono e non riesci a distinguerle, complice il buio e il navigatore razionale che ti fa prendere strade più impervie, perché pensa siano più brevi, ma più complicate.

Ci si sente piccoli e persi in questo nulla indefinito pieno di umidità e fumo.

Dove devo andare???
E' la strada giusta???

Me lo chiedo e non so bene come rispondermi. Nonostante tutto procedo, a piccoli passi, col cuore in mano.
Superando la mia naturale paura della vertigine, dell'infinito, della perdita dell'equilibrio.
Mi gira la testa e non ho riferimenti. Sono sola in questo nuovo scenario e, sebbene non so dove andare, procedo d'istinto.

Tante salite, curve strette e a gomito e penso che neanche le mie gomme sono nuove. Un catorcio rovinato dalle intemperie e dalla mia incuria, dalla mia decadente tendenza a sottovalutarmi.
Ma procedo.

Mi avvicino alla meta.

Esulto, ma ancora pochi passi, quelli più difficili mi separano dalla mia meta.
Una salita davvero ripida ma oltre c'é il mio obbiettivo.
La nebbia si dirada e ora lo vedo chiaramente. Lo fisso, lo punto, lo sento finalmente mio.
Con insolito slancio premo a tavoletta l'acceleratore e salgo in potenza. Cavalcando l'onda, mi si accende uno strano sorriso che sa di vittoria interiore. Qualcosa si é spezzato, qualcos'altro inonda il mio essere di una sensazione indescrivibile, che fluisce come le cascate di questi bellissimi posti.


Più salgo, più l'accelerazione rallenta, la ripresa pesante di un motore ferrugginoso e la naturale gravità che pare vincere.
Mi gira la testa, in un solo viaggio ho attraversato paure e ricordi nefasti sparsi qua e là. Ho puntato un luogo arroccato e nascosto per conquistarlo ma mi defilo in una viuzza che ho notato alla mia sinistra. Ho paura di non arrivarci in cima, faccio una sosta e trovo un altro rifugio che mi pare accogliente ma nasconde delle trappole. Ci entro comunque, con buone intenzioni, pensando che potrei anche sistemarmi in questo luogo, ma serpenti e altre bestie provano ad attaccarmi dopo qualche giorno. Avevo sentito dei rumori e degli indizi ma presa dall'entusiasmo non ho voluto vedere.

Esco malconcia ma piena di adrenalina per la corsa. Sento l'aria frizzantina e lo spettacolo delle luci a valle. La luce più forte risplende da una finestra sorridente più su, dove c'é Lui, il mio obbiettivo. Arriva il giorno, la luce morbida di una giornata lievemente uggiosa inonda delicatamente tutto il panorama e rivela una vista mozzafiato.
Che luoghi mi ha nascosto la notte, ma ha svelato i suoi bagliori nascosti.

Mi sono tarpata le ali da sola, ho avuto paura, mi sono ostinata a non voler vedere, a scappare, nascondermi, a fondermi nel buio, diventando l'abisso di me stessa.
Le nuvole sono ancora cariche, ma vogliono alleggerirsi. Non vogliono più nascondersi in fumose notti. Vogliono liberarsi, vogliono libertà. Vogliono volare, e io con esse.
Non ho più paura. L'istinto é la mia bussola, so dove devo andare e che non sarà facile, ma ora ho capito. Ora lo sento.
Qualche graffio e più matura riparto con una valigia di emozioni nuove e con un desiderio fortissimo di raggiungere la mia vetta.


Attendo di solcare le morbide onde argentee di questo posto meraviglioso, per ritrovarmi e perdermi nel suo marino e cristallino sguardo, nel suo sorridente abbraccio che mi avvolge l'anima... Sto arrivando, ti prenderò.

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