giovedì 11 luglio 2013

Dentro i miei vuoti: Non ti guardo. Ti vedo



Dentro i miei vuoti' é un racconto a puntate ispirato alla omonima canzone dei Subsonica. É un'opera di fantasia. Riferimenti a fatti o persone sono puramente casuali

Se c'è un motivo trovalo con me 
Senza ingranaggi senza chiedere perché. 
Dentro i miei vuoti puoi nasconderti.


Due solitudini si attraggono: tu chi sei? 

Ancora vuoi sapere chi sono? I dettagli inutili rovinano il fascino, non lo sai...?

Siamo due solitudini che si attraggono
Ecco chi siamo. Cosa siamo.

”Piuttosto sai cosa sono per te? Sicuro di sapere cosa stai cercando...?”
”Direi di si, un'amica con cui condividere dei bei momenti, che mi ascolti e che possa ascoltare a mia volta...In fondo non ho bisogno di altro...”
I suoi occhi si fanno grandi, teneri. Emana una grandissima dolcezza e comprendo che cerca in realtà qualcosa di più, che urla sensualmente il suo sguardo.
Gli sorrido vezzosamente ” Mmh , riesco a vederti e vedermici attraverso i tuoi occhi sai?
Sta attento, non affezionarti troppo a me..." e aggiungo tra me e me "Non innamorarti di me” ridendo per smorzare le mie parole un po' supponenti.
”Chiara sei proprio sicura di te monella, vero?!” Sorrise a sua volta facendo un'espressione che pareva dire "Poi vediamo furbetta!".
Rimasi sorpresa nel sentire da lui il mio vero nome, poggiato e plasmato dalle sue labbra e dalla sua voce esce in modo eccitante come non ho mai sentito prima.
”So il fatto mio. E tu oltre a voler sapere i miei, cosa sai di te?”
Non sapevo come rispondere. Avevo giocato tanto a intercettare sguardi e intenzioni, ma in fondo non mi conoscevo abbastanza io stessa.

Sarà il mio lavoro, lo scrivere , l'osservare, il sentirmi un po' strega e sensitiva, come molti amici dicono. Penso di parlare troppo quando dovrei centellinare le parole e viceversa quando dovrei esprimermi non lo faccio. Ma col tempo ho imparato a parlare poco, ma andare dritto al punto, tanto alle volte da diventare ariete da sfondamento e fare male.
Tengo tutto distante da me per non farmi male. Non te lo dirò perché in questo momento non ne sono consapevole, ma é per questo che potresti avvertirmi distante.

”Sembri disinteressata, fredda, distaccata ma mi ascolti attentamente. Capti anche i sospiri dell'anima. Ora mi guardi con quei tuoi grandi occhi, ma alle volte non mi guardi, come quando facciamo l'amore, eppure ti sento presente. Come fai? Come fai a capirmi??”
Giro lo sguardo, guardandolo pienamente negli occhi. ”Semplice. Non ti guardo. Ti vedo. I tuoi occhi dicono più delle tue parole e dei tuoi silenzi, sai?”
”Davvero?” E sorrise. ”Sei speciale!” Mi strinse.
"Ti vedo anche quando non sembra ti stia osservando. Lo faccio un po' di nascosto a volte.." 
In realtà son talmente timida che non ammetto la mia timidezza nel guardarlo.

Mi guardo nei suoi occhi e mi vedo, mi sento bellissima, donna, sinuosa, coccolata. Un'immagine che quasi fatico a credere sia mia. Una sensazione talmente bella che quasi ne ho paura.

Il suo modo di fare, in quello che dice, che fa, come mi tocca, come mi prende fisicamente e mentalmente, mi fa sentire desiderata, col corpo interamente vibrante di attesa e piacere.
Pienamente Donna. E' la prima volta che mi sento così.
Dice fare "l'amore" che sta cadendo sempre più in disuso. Eppure nessuno mai come questi termini possono definire al meglio la forza -"fare"- e la dolcezza, il romanticismo della parola "amore". Un equilibrio sublime.
Quel sublime romantico di accezione ottocentesca, di fronte alle tempeste e ai fenomeni naturali impetuosi che suscitano meraviglia e anche inquietudine.

Meraviglia e inquietudine.

Carpivo di nascosto, nascondendo la mia timidezza, quegli occhi grandi che spuntavano da un profilo completamente glabro, mi guardavano compiaciuto e domandavano diretti. Uno sguardo intelligente, malizioso e pungente che sapeva dove mirare

Meraviglia e inquietudine.

Scosse la testa come per chiedermi come mai lo fissassi in quella maniera.
Presi uno specchio che avevo sul comodino di fianco al letto e glielo porsi
”Sai, dovresti proprio parlarci coi tuoi occhi. Sanno tante cose, possono raccontarti più di ciò che sai, più di ciò che credi, che pensi di sapere. Parlaci, parla con te stesso”.
Afferrò quel vetro e si guardò.
”Non so come fai ma riesci a colmare i miei vuoti... Sono qui con te e mi stai dando tutto questo..." poi si voltò verso di me "Cosa ho fatto per meritarmelo...?”

Se c'è un motivo trovalo con me 

Senza ingranaggi senza chiedere perché. 
Dentro i miei vuoti puoi nasconderti.

”Sincerità. Questo voglio, questo cerco. Non voglio finti Dei della perfezione. Voglio persone vere, imperfette. imperfette di realtà, di vissuto, di dolore. Indossiamo già troppe maschere nelle abituali botteghe delle ipocrisie. Ti sei mostrato a me come sei. Grande e indifeso, toro ferito da corride e matador che in parte hai scelto anche tu. Forse per leggerezza, forse per immaturità e paura.”
Guardò in basso con un espressione che annuiva a ciò che dicevo.

Continuai ”Non conosco la tua storia e non voglio saperlo, viviamo il presente  questo importa, ma sono sicura che hai una gran forza da qualche parte, vedo quel fuoco nei tuoi occhi..quel fuoco ora sopito. Riaccendilo prima che sia tardi. Prima che il tempo e il rimorso lo divori completamente nell'abisso del nulla...”

Con un respiro cupo disse ” Lo sta già divorando...ma tu sei la mia cura, lenisci le mie ferite..”

Due solitudini si avvolgono 
Due corpi estranei s'intrecciano 
Duemila esitazioni sbocciano 


Stai con me!

Svanirò, forse già fra poche ore. La luce mi porterà via.
Non pensarci. Voglio godermi questi attimi con te perché so mi custodirai gelosamente dentro di te. Lo farò anch'io, anche quando crederai ti abbia dimenticato. Godiamoci, respiriamoci questa polvere di stelle.


Se c'è un motivo trovalo con me 

Senza ingranaggi senza chiedere perché. 
Dentro i miei vuoti puoi nasconderti.