martedì 12 giugno 2012

Una lavata di faccia

Due settimane passano incredibilmente in fretta, persino qui al campo, triste anniversario di sfollamento ricordato da madre natura con un altro terremoto e, siccome non lascia mai le cose a metá, ecco il tutto farcito con pioggia,grandine, vento (é passata pure la tromba d'aria - che sballonzolava la tenda ricordandomi tra l'altro lo stesso effetto delle scosse sulla casa - un bel fungo nero che si stagliava nel fondo giá scuro e greve di una giornata uggiosa) e freddo.
Sono arrivati dei container e io e delle signore li abbiamo puliti, con acqua, candeggina e olio di gomito.

Precedentemente utilizzato da muratori, esternamente era pieno di calce e lo pulivamo ben bene ma non tutto veniva via eppure di buona lena insistevamo con le pagliette di ferro.
Uno dei responsabili ci ha guardato dicendo che andava più che bene cosí, non c'era bisogno di insistere "va bene un colpo di spugna e via" e una delle signore che con me puliva disse "ma si, come noi, una lavata di faccia basta e avanza".

Un altro parallelo paesaggio umano e urbano spontaneo.

Nel pomeriggio insieme ad alcune signore marocchine abbiamo ordinato il gazebo dei giochi e vestiti. Mi hanno chiesto di cantare un verso di una canzone, abbiamo parlato della cultura marocchina ed è saltato fuori che ai loro uomini piace la donna formosa, tanto che le donne magre prendono il cortisone per ingrassare. Mi è sembrato pazzesco pensando alle modelle, alla ragazzine e donne occidentali che per dimagrire provano diete che non stanno né in cielo né in terra e prendono pasticche e inibitori vari della fame.
Mi sovviene anche il racconto di mia nonna che mi raccontava la vergogna di essere magre nel paese della madre perché era sintomo di poca salute.

Racconti di ere e paesi diversi che a volte hanno qualcosa in comune.

Una bella lavata di faccia...
per togliersi pregiudizi e pensieri sporchi e stanchi.

Per aprirsi con nuove e rinnovate energie al mondo.

Una lavata e via.... aspettiamo un nuovo giorno...