Ritratto di luoghi dell'anima e spazi aperti che abbracciano il cielo.
Di persone, di umanità, di stati d'animo, scatti emozionali di luci e ombre, di paesaggi umani e ruderi, bellezze e decadenze, terre desolate smosse e scosse da pensieri che d'inverno, con la neve, diventano soffici mari bianchi.
Segno la strada coi miei sassi e macigni, per procedere nel mio percorso attraverso questi boschi tortuosi, per rimanere presente a me stessa.
Questo è il mio viaggio. La mia storia.
E' un ringraziamento un po' lunghetto, ma qualche parola in più per i 30 anni ci sta!
Grazie di cuore a tutti coloro che mi hanno dedicato un pensiero, un saluto, una foto, una dedica, una canzoncina al telefono, un abbraccio di cuore, pur non conoscendomi.... o pur conoscendomi!
Siete stati davvero tantissimi e non posso che ringraziarvi di condividere con me questo bellissimo percorso di vita.
Sento che questi 30 anni sono l'inizio di qualcosa di meraviglioso, di un cammino sicuramente più consapevole e maturo ma con ancora più desiderio di scoprire e sperimentare.
Non cambierei questa meta coi miei personali 20 anni disorientati e confusi.
Userò come strumento la consapevolezza per andare avanti e, perché no, per osare e provare cose nuove.
Sempre in ascolto di ciò che sono, che suono, delle belle energie che ho la fortuna di avere accanto e di avvicinare sempre di più.
Grazie a quanti mi hanno toccato il cuore dicendomi che sono speciale e a quanti mi hanno fatto scoprire e riscoprire la bellezza di essere sé stessi, con la voglia di aprirsi al mondo con amore, ricevendone come dono inaspettato una meravigliosa luce.
Grazie di cuore!
Kirayel
ps. Quest'anno festeggio in grande con un evento a cui tengo molto, in cui ci sarà musica, cibo e una bellissima location come il Borgo Shanti a Modena. Vi aspetto!
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Un concerto, una festa unica, come il compiere 30 anni, meta di maturità e follia consapevole, in una cornice splendida come il Borgo Shanti a Modena!
Per l'occasione Kirayel suonerà un estratto dei suoi ultimi album, e brani che hanno segnato la sua crescita umana e artistica.
Prenotando, si potrà cenare vegetariano / vegano scelto appositamente per l'occasione da Paola e Kirayel.
Non mancate ;)
Ero seduta su quella panchina da troppe ore. Oramai le sue cellule pietrose conoscevano bene la mia storia, i miei pensieri, quell'aria aveva ascoltato i miei sospiri, i miei affanni. Il primo sole, tenero ma abbagliante mi ricordava che stava passando il tempo e mi spronava ad andare...
Andare...
Andare dove???
Mi stavo rimettendo in marcia, su sentieri sdrucciolevoli annebbiati dalla polvere, con pochi soldi in tasca e ancor meno speranze. Neanche il tempo di far la valigia.
E pensare che l'idea giorni prima mi aveva anche sfiorato...ma era solo una sensazione, un'ansia che sembrava infondata.
Ci avevo messo tanto tempo per rimettermi in piedi e crearmi dei punti stabili,
Ma non c'é nessun principio che ti evita la sofferenza dopo che l'hai conosciuta, combattuta strenuamente. Non ci sono sconti.
Per l'ennesima volta nella mia vita dovevo ricominciare tutto daccapo.
Dovevamo ricominciare tutto daccapo.
Dovevo capire che fare. Come. E sopratutto dove.
Dov'é la mia strada di casa...? Dov'é 'casa' mia?
Non conoscevo nemmeno ciò che mi circondava, un paesino, campagna e niente più, mi sembrava.
Una voce mi chiama.
"Ma tu da dove salti fuori???"
Mi volto. Una donna che non conosco mi guarda con aria sorpresa curiosa.
"Abito...abitavo...stavo.. qui...."
" Anch'io! A pochi passi! Pazzesco non ti ho mai vista da ste parti! Da molto..?"
"Si, da diversi anni....viaggio molto, sempre in giro...difficile vedermi...."
"Beh allora buona occasione per conoscersi....buona, insomma...anche se la situazione non lo é, almeno siamo qui, uniti, non credi?"
Annuì, cambiando lievemente la mia espressione amara in un accenno di sorriso.
Mi disse che era inutile che stare soli e di seguirla al campo.
Stavamo in cerchio davanti al fuoco per scaldarci da quelle sere di inizio giugno che non sapevo potessero essere così fredde e umide all'aperto.
Quella sera i lampioni non funzionavano. Le case vuote, spente, in qualcuna la luce accesa per fretta.
Chi era scappato. Chi era rimasto. Chi cercava riparo. Chi vagava.
La luce del grande fuoco ipnotizzava tutti noi e nel silenzio sembravamo contemplarla nel vuoto delle nostre paure, dei nostri bilanci.
Qualche bisbiglio e di nuovo silenzio compassato. Solo il crepitio del fuoco sembrava voler dire qualcosa.
Tante Persone diverse tra loro, molte delle quali non si erano mai incontrate. Altre che si conoscevano a malapena ora si parlavano, si abbracciavano, piangevano e ridevano insieme.
Forse quello era uno di quei rari momenti in cui l'umanità mi sorprendeva mostrandomi un lato che non conoscevo e che forse non avrei più rivisto.
Ha ragione mia madre, il dolore unisce le persone.
Nelle fiamme mi ritrovo a pensare che non devo pensare.
Non devo pensare che non so cosa mi aspetta. Che sarà tutto difficile, a cominciare dalle piccole cose...che dovrò tenere a galla le persone a cui voglio bene, perché basta poco per affondare tutti insieme...si cammina in equilibrio precario sui nervi sottili...
Prima o poi le cose miglioreranno, prima o poi finirà questa guerra...E se le cose non saranno come prima, saranno meglio di prima.
Non so neanch'io se credere io stessa alle parole che pronuncio...ma devo.Queste parole sono una palestra di energie che mi tiene a galla.
Non devo pensare, solo agire. Poi un giorno, quando tutto sarà finito, mi fermerò chiedendomi "Come sto?" E forse riuscirò anche a piangere e a tornare a sognare.
Mi mancano persino gli incubi che movimentavano di luci e ombre le mie notti...
"..Non è tutto finito....è appena iniziato..."
La nostra vita ha fatto un balzo in avanti e noi ce la siamo ritrovata così, di faccia, senza avviso, senza preparazione, con screzi sopiti, problemi irrisolti che sono esplosi insieme al crollo delle nostre certezze. Forse c'è un senso nascosto da qualche parte, forse semplicemente le cose accadono, la terra si muove e smuove. E noi con lei.
Bisogna camminare, bisogna cercare. A volte, camminando camminando, passo dopo passo, altri passi si uniscono alla tua strada e ci si sente più forti. Tanta energia e tanto entusiasmo che a volte, senza accorgersene, si corre persino.
Alla fine, la mia 'Home' dov'è?
Son convinta sia nel sorriso strappato a un'amica che piange disperata perché come te ha perso tanto. Quel sorriso strappato guardandola negli occhi, sapendo intensamente cosa si prova perché é la stessa barca che affondava su cui c'ero anch'io. Nel convincere e convincersi che domani sarà un giorno migliore lavorando sodo e dando un senso anche quando tutto ne sembra privo, capire le idee, i desideri mettono in moto l'esistenza, nostra e di chi sta attorno.
Nello scoprire che ciò che ti era intorno era già tuo. Era già 'Casa'.
Quel luogo in cui torni dopo aver girato il mondo e che sarà li ad aspettarti, pronto ad ascoltarti affettuoso....
Chissà, forse l'ho trovato quando pensavo di aver perso tutto...
Un giorno che passa e ti ricorda quanta strada ho percorso io che quasi scorgo all'orizzonte l'inizio se mi volto ma che davanti a volte ho solo nubi e non so se sono vicina a una meta o alla fine di un viaggio..
Non so quanto ma sono così stanca, il cuore calloso le suole sanguinanti ma inciampo meno, e mi tiro su con più fermezza.
Chiudo gli occhi, un materno profumo mi abbraccia
Apro gli occhi e lo sento lontano, lontano, alle mie spalle sulle labbra lascia un sapore di dolce droga si piange anche la culla di ragno
Nessuna spada potrà scalfire il mio scudo di rabbia nessun dolore sarà più atroce di quello che ho già sentito
e gli echi amari Hanno giá riverberato nei sogni Ora cammino. Con la mia maschera con la mia armatura Sono pronta alle prossime battaglie
La vita. Strana, semplice e complicata macchina, senza istruzioni. Stai facendo la cosa giusta?
Niente e nessuno potrà confermartelo. Puoi solo sentirlo.
Sto andando troppo lenta? Troppo veloce?
Andare avanti? Fermarsi? Rallentare? Premere l'acceleratore? Frenare? Il gioco non è fare uno o l'altro,
è solo capire il momento giusto.
Forse. Forse fuggo da un destino già scritto, Scappando da un percorso tracciato, errando per altri paesaggi. E' il momento di tornare da dov'ero partita, andando avanti con un nuovo sguardo limpido verso l'orizzonte, sempre più vicino, ma inafferrabile. Piano piano, ti raggiungerò.