lunedì 13 agosto 2012

Riflesso Specchio - Specchio Riflesso



Situazione quotidiana, la spesa al supermercato , gironzolo qua e la tra i banchi cercando di completare la mia lista.
Più o meno come al solito, ma quella volta fu diverso.
Forse un po' distratta o forse calata nei miei pensieri abitudinari, andavo avanti e indietro, a destra e sinistra, finché improvvisamente non capitai faccia a faccia con uno degli specchi, forse del reparto vestiario o forse di quelli messi per far sembrare infiniti i banchi di prodotti ben illuminati e invitanti del frigo.

Stavo parlando pochi attimi prima ed avevo un'espressione semi sorridente che calò subito nel gelo.

"Chi è questa giovane donna poco più che ventenne che mi sta fissando, con sguardo vuoto, pallida, stanca?" pensai fissandola intensamente, ricambiata.
"Che vuoi da me? Chi sei???" Urlai dentro di me, ma non rispondeva e non sembrava minimamente scossa. Mi fissava.
Più la guardavo, più la riconoscevo e più la consapevolezza mi incupiva.
" Che fine ha fatto quella ragazza bella, solare, forte e sorridente, piena di vita? Tu non sei che una pallida ombra, lo sai?
Cosa ha scavato solchi così profondi nella tua anima da renderti così?"

I suoi occhi erano lucidi, ma senza lacrime.

Sfiorai lievemente il vetro riflettente e fece anche lei lo stesso gesto.

Ci toccammo nell'anima.






Capii davvero chi ero diventata, mi ero tralasciata, compressa, oppressa in una non-vita che facevo per inerzia, senza musica, senza emozioni, senza progetti.
Senza futuro.  Non potevo essere io!

Mi vidi, attraverso tutto quel buio.

C'è ancora una piccola fiamma in fondo a quegli occhi che devo riaccendere.

Fini l'incantesimo del riflesso e fui richiamata alla spesa.
Tornai alla dimensione reale, continuando a riflettere, dentro di me.

Basta sognare di essere di essere qualcun altro o di essere diversi.
Bisogna lavorare sodo per partorirsi di nuovo, ci si può riuscire.
Inutile lamentarsi senza alzare un dito, troppo comodo.

Ci ho messo lacrime e sangue per riaccendermi quel fuoco.

Il tempo passa, il percorso continua nella consapevolezza. La meta sarà forse sempre lontana, ma non mi importa, io cammino, corro, salto, procedo, riparto, sempre come spirito libero, errante e da qualche parte andrò.

Mi guardo allo specchio.
Sorrido alla persona di fronte a me, senza giudicare, con affetto.
Sto facendo quello che ho sempre voluto fare. Posso fare di più e lo farò.
Sorridendo ancora saluto questo nuovo riflesso positivo.

Un movimento interiore, di dolore, gioia, sentimenti forti, un disequilibrio equilibrato, una stabile instabilità.
Qualche battaglia si può anche perdere, ma non sé stessi.
Ci si rialza e si vince la Guerra.
La vita.