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martedì 25 novembre 2014

Nuovi orizzonti, tornando alle origini.




Soundtrack: Terra mia

Ci sono giorni in cui non vedi nulla o intravedi l'orizzonte senza metterlo a fuoco, vagando nella nebbia delle insicurezze, forse indotte o forse innate.
Poi arriva una giornata come oggi, in cui vago senza meta, lasciandomi andare per il centro di Bologna scoprendo nuovi interni, nuovi angoli e affreschi.
Per le mie stanze interiori.
Tutto è apparso limpido abbracciando l'anima col respiro per poi cacciarla fuori con istinto ancestrale.
In un certo senso è proprio come tornare alle origini ma con passo deciso verso il futuro.
E via che si parte!!!
La ciliegina sulla torta di una settimana fantastica, piena di nuove idee, nuove uscite, nuovi inizi.
Grazie alle due fantastiche e frizzanti bionde Eleonora Bruni e mia cugina Antonella Caranese per la fantastica giornata di oggi.
Sono troppo felice.
Non vedo l'ora di rivedervi!
[Ps. Di solito non sono così, ma che ce volete fa'...so' 'mbriaca de felicità! (Bevuto troppo....ahaha ) ]
Grazie!




martedì 21 maggio 2013

Il linguaggio della libertá : JAZZ

”... Non so se basta essere sé stessi...”

Pronunciai sorpresa questa frase in un contesto in cui le domande esitenziali sembravano fuori luogo.
Un giovedì mattina, a Bologna, dirante una lezione di canto Jazz.
Diana riesce sempre ad esprimere le cose con una chiarezza disarmante, che fa riflettere sul perché  e sul come le complichiamo, tanto da non riuscire ad esprimerle (a noi stessi, il più delle volte).

" Ma non senti com'é artificiale la tua voce? Cerca la tua tonalitá, quella in cui puoi esprimerti senza artificiositá.
Basta molto meno, molto meno. Non devi dimostrare niente a nessuno..canta quello che sei, se lo senti viene fuori. Non pensare a come devi impostare la voce, senti le note, le parole...raccontami una storia....”

Pazzesco....quest'ultima frase la rivolgo spesso ai miei allievi e poi mi ritrovo vittima della mia stessa deformazione-impostazione professionale.

”Voglio sentire Elisa (per la cronaca, è il mio nome vero) non una sua brutta imitazione!
Chet Baker non era un cantante, ma a lui non interessava, si metteva li, cantava, faceva il suo assolo e trasmetteva tantissimo. Lui come altri era semplicemente sé stesso. Nient' altro.”

Nella mia testa tornò a risuonare diverse volte una domanda che mi ponevo fino a poco tempo fa:
” Vuoi essere perfetta...o unica? ”

Le risposi come ho scritto all'inizio :
” Non so se basta essere sé stessi.... La competitivitá con sé stessi e con gli altri é alta... É un paradosso ma tornare alla semplicità é piú difficile...“

”  Lo so ma dobbiamo liberarci di questi vecchi pre-concetti. La tua voce é corposa, si sente, non c'é bisogno di calcare cosí tanto, fidati. Basta questo per far uscire la particolaritá della tua voce, non adattarti agli standard, togli la maschera.”

Ci ho riflettuto, ci rifletto e continueró a rifletterci.
A dirla tutta, non sono sicura che voglia togliermi la maschera....

Via via parlandone, ha tirato fuori il discorso del trucco/ maschera è mi mentalmente mi è passato davanti il post di questo blog in cui ne parlavo.

Mi é sembrato di aver parlato con la mia coscienza. 

Il jazz è la vita, un percorso imprevedibile ed emozionante e dopo anni di passetti incerti, comincia fluire qualcosa dentro di me....
È proprio un bisogno che bisogna espletare. Capisco ora quel musicista americano che, dopo un concerto alla domanda di Gino Paoli su come riuscisse a suonare così, rispose: ”just pissed off!” (L'ho solo pisciato fuori!). È un istinto ancestrale che si può reprimere o sfogare.



Settimana scorsa, mi arriva un sms di Diana che mi informa di un'iniziativa chiamata 'Jazz al Borgo' che si sarebbe tenuta il weekend successivo a Borgo Panigale, a pochi passi da Bologna con diversi workshop tra cui il suo e di John Taylor (http://it.wikipedia.org/wiki/John_Taylor_(pianista) )

Un fulmine a ciel sereno che mi ha fatto riorganizzare all'ultimo tutta la settimana, ma ne è valsa la pena. La cornice stupenda della natura dei colli bolognesi e dell'antica Villa Bernaroli che ha ospitato i laboratori. Tutto è stato denso, pieno, anche il pranzo in villa, preparato dai volontari del centro, dalla compagnia, dal concerto di Diana e John...io sono ancora emozionata di aver conosciuto una personalità come lui. Nonostante sia una pagina vivente e ridente del Jazz europeo, è una persona affabile, che con uno sguardo ti legge dentro e con l'ascolto sente anche i respiri che farai.
Ti precede, ti avvolge, ti conduce, ma quando è il momento ti scuote, ti sveglia, ti toglie la terra sotto i piedi per farti volare con la voce. È un'esperienza unica.
Non posso che ringraziare l'organizzatrice che ha messo anima e cuore in questa manifestazione, Veronica Farnararo, sperando e attendendo che si ripeti presto un'occasione così bella e formante.
Quando a volte sono perplessa dal sistema, pensare a persone come lei mi fa ancora credere che da qualche parte c'è ancora chi ha voglia di fare, chi ha voglia di portare bellezza e qualità.
Anche questa è una gran lezione di vita.

...una lezione di jazz diventa una lezione di vita...
 ...che ti insegna il linguaggio della libertà......

lunedì 15 aprile 2013

Poesie Sparse - Inverno (2009)

"E' più di una ripercussione dell'inverno sull'anima; è più del suo riverbero sulla percezione interiore. E' il consonare con l'intorno, col paesaggio, con le stagioni; è il sentirlo dentro, l'inverno.
A tal punto da viverlo come una visione, un sogno in cui tutto si trasfigura, cambia peculiarità... come quel verbo transitivizzato nel capoverso; come quel grido lanciato sottovoce, nel finale."

Angelo Baiunco


Il sonno lacrima i suoi spasmi
contorcendosi nei suoi cunicoli
mi celo nel buio
gradini che si aprono facendo perdere i miei passi....
Cercano un nuovo cammino nel nulla...

di nuovo una voce che rieccheggia nel vuoto,
e si chiede se esiste.

Un urlo,
una mano che disperata si aggrappa alle ombre della mia esistenza

Il freddo dentro di me
gelo che mi afferra insinuandosi nelle mie vene
E' inverno.....è inverno...