mercoledì 2 novembre 2016

Lontani universi che attendono




Un giorno ti porterò sulle mie labbra,
dove ho intrappolato e morso il tuo nome e il tuo respiro,
dove i sogni  hanno lasciato  melodiose, evanescenti, profonde impronte,
ma per un intenso, eterno attimo, sei stato mio.

Ti offrirò il mio mondo spalancandoti luminosi i miei occhi per rapire i tuoi,
aprendoti le porte, avvolgendoti in me,
lasciando tutti i giochi, scoprendo le carte,
in ginocchio, alla tua mercè
Ti darò tutto di me, fino all'ultima goccia dei miei istanti
pensieri che non riescono più a stare in silenzio e devono urlare.

Spero che come sirene queste parole attirino i tuoi pensieri
pensando a quali sconosciuti significati e ispirazioni attingano,
non sapendo che si racchiude in te.
Forse un giorno mi chiederai dove io abbia visto tutto questo,
e ti risponderò, sussurrandotelo.
Lo sento.
E' una pazzia da cui non si guarisce, un incantesimo in cui la prigionia é dolce.

Quelle onde che ora sono dentro di me
tumultuose, tempestose, mi smuovono
mi portano sempre a te,
Non lasciarmi in balia di tutto questo ma lasciami annegare in te,
Ruberò sulle tue labbra il respiro,
umidi umori che coloreranno la pelle tatuandone i brividi
Attendimi, prendimi a braccia aperte, mio splendido faro di luce,
prendimi in un abbraccio non rubato, solo nostro.
Se così non sarà, sarai stato le vele con cui ho solcato per anni mari, porti, posti bellissimi e sconosciuti.

Io, avventuriera libera e orgogliosa capitana della nave solitudine,
Naufrago, cedo, tua prigioniera ancora nei tuoi occhi e dentro di te.
Sei il mio orizzonte.
Così lontano ancora, eppure così vicino.

Labili utopie, caotici amori...
Lontani universi che attendono...
Lontani universi, caos avvolgenti...

Attendo quel giorno.