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venerdì 10 novembre 2017

I colori dell'IRIDESCENZA: L'AMORE PER SE STESSI

🌈  I colori dell'IRIDESCENZA: L'AMORE PER SE STESSI♥️


2005, 19 anni, una Elisa, degli anni e una casa che non ci sono più.

A quell'età, poteva essere mia la sensazione di conquistare il mondo.
Mi sono fatta paranoie assurde, ho permesso ad altri di farmi sentire brutta ed inutile.
Arrabbiata con tutto e tutti, non mi rendevo conto di nascondermi in un alibi vittimistico per non fare, non provarci per paura dell'ennesima delusione.

Quanti dolori, quanto tempo c'è voluto affinché capissi, mi centrassi, ma l'equilibrio è dinamico e faticoso, si cade e ci si rialza, si piange e si urla e si sconfiggono demoni, e non ci si ferma mai di studiare, se stessi e l'universo.
Stimo chi, all'età che avevo in foto, ha già le idee chiare e sa valorizzarsi e, mentre una volta mi avrebbe fatto invidia, ora mi sprona e mi ricorda quanta bellezza c'è sempre, e non bisogna sprecare nessuna occasione per viverla e condividerla.

Son imperfetta, ma mi vivo così, e ho imparato che talvolta i difetti sono pregi che ti rendono unica, se sai valorizzarli. Ora ho capito che la vita bisogna godersela, impostare la bussola del proprio viaggio sul Piacere, perché è proprio il Piacere che ti svela chi sei.
E bisogna prenderselo senza timori, imbarazzi, non ascoltando gli altri che non vivono e non sentono come scorre il sangue nella tua pelle.

Buona bellezza a tutti ♥️✨🌈
Kirayel

martedì 3 maggio 2016

Red Sky - Kirayel (Testo e traduzione)





RED SKY
Lyrics, Music, Piano and vocals by Kirayel
Album: Diary of Spaces and Skies

Red sky   - Cielo rosso
Fills my eyes   - riempie i miei occhi
Of broken lies  - Di bugie  violiate
               
Until I’m full - Finché non sono piena
Inside  - Dentro

Bloody word - Parole sanguinanti

Writes the world - Che scrivono il mondo
Dark reflection  - Oscuro riflesso (di un)
Red Sky   - Cielo Rosso


Red Sky  Cielo Rosso
Something in mind    Qualcosa nella testa che
Sometimes I find   Qualche volta trovo
Until I feel   Finché non sento
Inside    Dentro

Red Leaf   - Rossa foglia

Of dead September    - di un Settembre morto
I am closer to  - Sono vicina ad un
Red Sky  - Cielo Rosso

You  feel  it too   - Lo senti anche tu



Red Sky - Cielo Rosso
Is bleeding - sta sanguinando
Heart is raining  - Il cuore sta piovendo
Inside  - Dentro
I hear the scream of angels  - Sento le urla degli angeli
While they’re fallin’ down  - Mentre cadono
Red Sky  - Cielo Rosso

You  feel it too  - Lo senti anche tu


Red Sky,  
- Cielo Rosso
Shine in my eyes!  - Risplendi nei miei occhi
Red Sky, 
Shine in my eyes!      
Red Sky , Flow inside!   -Cielo rosso, fluisci dentro

You  feel it too  - Lo senti anche tu


Untill you feel Red Sky -  Finché non senti il Cielo Rosso
















domenica 1 maggio 2016

Postcard - Kirayel (Testo e traduzione)




Postcard - Lyrics, Music and Vocals by Kirayel
Album: Diary of Spaces and Skies



POSTCARD


Stumbling all around  - Vacillando
Confused ideas fallen to the ground - idee confuse cadono a terra

Drunk by an evil poison  - Ebbre di veleno
I was addicted to a sweet illusion   - Ero dipendente di una dolce illusione

Devastated landscape - Paesaggi devastati
Place I don’t want to erase - Posti che non voglio cancellare
I don’t want an escape - Non voglio fuggire

From unknown faces - Dalle facce sconosciute
I run in a new phase - Corro in una nuova fase
And now I’ve a… - E ora ho una

Direction to lead  - Direzione da seguire
I’ve  looked at my footsteps behind  - Ho guardato i miei passi indietro
I see what I have, and I what I’ve left behind - Vedo ciò che ho e che ho lasciato alle spalle
And I know what I need now - E ora so di cosa ho bisogno

Stumbling all around  - Vacillando
I was addicted to a sweet illusion  - Ero dipendente di una dolce illusione

Devastated landscape  - Paesaggi devastati
Place I don’t want to erase - Posti che non voglio cancellare

I run in a new phase  - Corro in una nuova fase
And now I’ve a…  - E ora ho una

Direction to lead  - Direzione da seguire
I’ve  looked at my footsteps behind   - Ho guardato i miei passi indietro
I see what I have,and I what I’ve left behind  - Vedo ciò che ho e che ho lasciato alle spalle
And I know what I need  - E ora so di cosa ho bisogno

Shades to feel - Ora ho sfumature da sentire
I’ll bring my shadows behind - Mi sono lasciata alle spalle le mie ombre
Things are not just black or white  - Le cose non sono bianche o nere
And I’ll never mind…  Now…    - E non mi preoccuperà

See the day and the night - Guarda il giorno e la notte
See the dark and the light - Guarda l'oscurità e la luce
See the wrong and the right - Guarda il Bene e il Male
Wake up and fight!  - Svegliati e combatti!

Everything you have been - Tutto ciò che sei stato
Everything you have seen - Tutto ciò che hai sentito
Don’t forget and wake up  - Non dimenticarlo e svegliati
Break out of this trap    - Esci da questa trappola

Now I've direction to lead  - Ho una nuova direzione
I’ve  looked at my footsteps behind   - Ho guardato i miei passi indietro
I see what I have,and I what I’ve left behind  - Vedo ciò che ho e che ho lasciato alle spalle
And I know what I need  - E ora so di cosa ho bisogno

Shades to feel - Ora ho sfumature da sentire
I’ll bring my shadows behind - Mi sono lasciata alle spalle le mie ombre
I hope our faith will be kind to us - Spero che il fato sia clemente con noi
And the rest I’ll never mind! - E il resto non mi importerà
And I know what I need, now...  - E so di cosa ho bisogno, ora.











Distance - Diary of Spaces and Skies, testo e traduzione





DISTANCE

Distance - Lyrics, Music and Vocals by Kirayel
Album- Diary of Spaces and Skies



All is gone  - Tutto é andato
through the distance - attraverso la distanza
you don’t know  - Tu non lo sai

All is gone - Tutto é andato
Why did you do this?  - perché hai fatto questo?
Even you don’t know - Perfino tu non lo sai

On the wave you were riding - Sull'onda che stavi cavalcando
Now you’re sinking -Ora stai affondando
In the deepest loneliness - nella più profonda solitudine
I believe in this mess  - Io credo che in tutto questo caos
You should know  - Tu dovresti saperlo

All is gone - Tutto é andato
wrong in this song - storto in questa canzone
but you don’t know - ma tu non lo sai

For so long - Così a lungo
Tears were my lone note - le lacrime erano le mie uniche note
Now they flow  - e ora fluiscono

On the wave you were riding - Sull'onda che stavi cavalcando
Now you’re sinking  - Ora stai affondando
In the deepest loneliness - nella più profonda solitudine

I believe in this mess - Io credo che in tutto questo caos
I should go away - Dovrei andare via

My dear old friend - Mio caro vecchio amico
All is gone - Tutto é andato
Just bare bones - Solo nude ossa
In the sand - nella sabbia














martedì 26 aprile 2016

Stardust - Kirayel

Stardust - lyrics, music, vocals by Kirayel
Album - Diary of Spaces and Skies




STARDUST


We are stardust tonight  - Siamo polvere di Stelle stanotte

All the little big things that makes you glad - tutte le piccole grandi cose che ti rendono felice
All the little big things you said  - tutte le piccole grandi cose che hai detto

Are just trace  - sono solo tracce 
Of shining fleeting life  - di una scintillante, flebile vita,

if you lose somewhere - Se ti perderai da qualche parte
if you seek me everywhere -  se mi cercherai ovunque

One night we'll dream - un giorno sogneremo
a milion miles away  - milioni di miglia lontano

In the dark  - Nell'oscurità 
we'll cross our trails  -incroceremo le nostre scie
Before they fade  -  prima di dissolversi

We are stardust tonight  - Siamo polvere di Stelle stanotte,
We are stardust tonight
In the night Sky    - nel cielo notturno
We are stardust tonight







domenica 20 marzo 2016

30 passi Kirayel!


E' un ringraziamento un po' lunghetto, ma qualche parola in più per i 30 anni ci sta!


Grazie di cuore a tutti coloro che mi hanno dedicato un pensiero, un saluto, una foto, una dedica, una canzoncina al telefono, un abbraccio di cuore, pur non conoscendomi.... o pur conoscendomi!


Siete stati davvero tantissimi e non posso che ringraziarvi di condividere con me questo bellissimo percorso di vita.
Sento che questi 30 anni sono l'inizio di qualcosa di meraviglioso, di un cammino sicuramente più consapevole e maturo ma con ancora più desiderio di scoprire e sperimentare.
Non cambierei questa meta coi miei personali 20 anni disorientati e confusi.
Userò come strumento la consapevolezza per andare avanti e, perché no, per osare e provare cose nuove.
Sempre in ascolto di ciò che sono, che suono, delle belle energie che ho la fortuna di avere accanto e di avvicinare sempre di più.
Grazie a quanti mi hanno toccato il cuore dicendomi che sono speciale e a quanti mi hanno fatto scoprire e riscoprire la bellezza di essere sé stessi, con la voglia di aprirsi al mondo con amore, ricevendone come dono inaspettato una meravigliosa luce.
Grazie di cuore!

Kirayel

ps. Quest'anno festeggio in grande con un evento a cui tengo molto, in cui ci sarà musica, cibo e una bellissima location come il Borgo Shanti a Modena. Vi aspetto!
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Un concerto, una festa unica, come il compiere 30 anni, meta di maturità e follia consapevole, in una cornice splendida come il Borgo Shanti a Modena!
Per l'occasione Kirayel suonerà un estratto dei suoi ultimi album, e brani che hanno segnato la sua crescita umana e artistica.
Prenotando, si potrà cenare vegetariano / vegano scelto appositamente per l'occasione da Paola e Kirayel.
Non mancate ;)

Evento su Facebook





 ❤

giovedì 15 novembre 2012

My.... Red Sky


Fin da quand'ero piccola ho amato, oltre la musica, il disegno, le luci, i colori, la fotografia.
Ricordo che a 8 anni, appena c'era un tramonto che colpiva la mia attenzione fuori la finestra, imbracciavo la Yashica di mio papà e fotografavo. L'anno dopo partecipai con le foto migliori a un concorso di fotografia del paese quasi per scherzo ed esposero una mia foto, ricordo ancora si chiamava "Nuvole tempestose". L'ho ritrovata pochi giorni fa, con la targhettina che la data 1995.

Il tempo passa e gli occhi inesperti ed entusiasti, diventano freddi, pesanti e stanchi a volte.
Guardi ma non vedi. Ti passa tutto distrattamente, persino il tuo riflesso allo specchio.

Avrò avuto 20 anni. Un giorno qualsiasi in stazione dei treni aspettando l'ennesimo treno.
Non ricordo dove dovevo andare o tornare. Qualche giorno prima la ventata di un treno di passaggio mi aveva fatto volare giù dalle scale un mio quadro.
Quella immagine era diventata il simbolo di come stavo buttando tempo ed energie non coltivando l'arte che era in me, da qualche parte, buttata in un angolo dall'onda degli eventi.

In piedi con lo sguardo a terra aspettavo. A un certo punto qualcosa mi colpisce, mi abbaglia.
Alzo gli occhi e vedo uno spettacolo incredibile. Un cielo rosso.
Il ritmo dei treni di sottofondo. Le nuvole dense tanto da sembrar sanguinanti.
La mia mente cominciò a correre di nuovo, a ritmo crescente, sui binari  della musica.

Qualche sera dopo, esattamente andando verso Reggio, vidi un gioco di lampioni e notte.
Un altro cielo rosso, non abbagliante ma molto evocativo.
Mi appuntai qualcosa.

Ma era ancora troppo presto. Era un cielo troppo pesante e profondo e non avevo ancora la maturità necessaria per esprimerlo.

Quel cielo rosso era sopito da anni, ma qualcosa ha cominciato a rigorgogliare un anno fa per poi esplodere col terremoto.

Ho studiato tanto e tante cose diverse che sono state il mezzo per arricchire il mio linguaggio sonoro, per esprimere meglio cosa sento, cosa fluisce dentro di me.
Ora è il momento di esprimerlo.

Forse sono un Cielo Rosso anch'io...
Qualcosa di indefinibile... che non aspira a giornate di sole e non è un cielo limpido da cartolina,
qualcosa di imperfetto, che ha nella sua ruvida inquieta eleganza qualcosa da raccontare, di interessante da mostrare...

Cielo Rosso
Che riempie i miei occhi
Di lacrime violate
Finchè non sono piena…
Dentro…


Parole sanguinanti
Che scrivono il mondo
Un’oscuro rilesso (di un)
Cielo Rosso


Cielo Rosso
Qualcosa nella mia mente
Che qualche volta trovo
Finché non sento dentro…
Una rossa foglia
Di un morto settembre
Sono vicina.. (a un)
Cielo Rosso!


Lo senti anche tu…?


Cielo Rosso
Sta sanguinando
Il cuore sta piovendo…dentro
Sento le urla degli angeli
Mentre stanno cadendo ..(dentro un)
Cielo Rosso!


Lo senti anche tu…?


Cielo Rosso, Brilla nei miei occhi
Cielo Rosso, Brilla nei miei occhi!
Cielo Rosso, fluiscimi dentro!


Lo senti anche tu….


Cielo Rosso……..




Red sky

Fills my eyes
Of broken lies

Until I’m full…..
Inside…

Bloody word
Writes the world
Dark reflection (of)
Red Sky…

Red Sky
Something in mind
Sometimes I find
Until I feel…..Inside

Red Leaf
Of dead September
I am closer to
Red Sky
You feel it too………
You feel it too…?

Red Sky
Is bleeding
Heart is raining …….Inside

I hear the scream of angels
While they’re fallin’ down
Red Sky..

.. You feel it too?

Red Sky, Shine in my eyes!
Red Sky, Shine in my eyes!
Red Sky , Flow inside!

…You feel it too?

Red Sky,
something in my mind
something inside
Until I feel.... Red Sky





mercoledì 31 ottobre 2012

La Rinascita - Samhain






Ci sono diverse parole legate al sacra notte di Samhain.
Ogni anno ne scopro e ne vivo una nuova.

Quest'anno non c'è ombra di dubbio, sarà RINASCITA.


Immagine simbolo del Bundan Festival_2012,
quest'anno ancora più significativa, dati i precedenti di Maggio che hanno colpito i nostri territori

Solitamente, è il periodo primaverile, col risveglio, coi fiori che sbocciano e gli alberi che tornano a rinfoltirsi di foglie che rispecchia meglio questo termine.
Eppure io personalmente chiudo delle fasi importanti a Ottobre per poi aprire un nuovo capitolo, che magari darà i suoi frutti più avanti, ma intanto volto pagina.
Quest'anno non fa eccezione. Si è chiuso un ciclo.

Lascio alle spalle i momenti più brutti e i più belli della mia vita.
Mesi fa non lo sarei stata, ma ora sono pronta a varcare la nuova soglia....

Ho pensato a lungo, mi sono rimproverata e ciò mi teneva ancorata al passato, senza capire che bisogna lasciarlo...'passare'....
Ho terminato il mio lungo ciclo di maggese, in cui sembravo vuota di idee ma in realtà raccoglievo energie e strumenti per realizzarle. Ho errato e sarò sempre errante, sbaglierò ma mi muoverò sempre.

Pregna potenza, come fertile terra smossa dalle vibrazioni,
anche se caduta, piena di ferite doloranti, sono pronta a combattere questa Guerra.

ANIMOOOOOOOOOOOOOOOO!!!!


Stanotte attenderò le nebbie del tempo eterno per danzare con i miei cari....

My dark playlist

Wolfmoon - Type 0 Negative (Underworld Soundtrack)
Love you to death - Type 0 Negative
Vampiria - Moonspell
Mr Crowley - Ozzy Osbourne
Poison - Alice Cooper
Fear of the dark - Iron Maiden
Samhain night - Lorena McKennit
All Souls night - Loreena McKennit
REQUIEM

Nella polvere
sarò sposa del fuoco
e poi volerò nell'aria,
accarezzando il grano
insinuandomi sinuosamente tra le fronde degli alberi

il salice piangente mi condurrà al fiume
in cui io nuoterò
come in un liquido amniotico inverso
leggera e inpalpabile
attraverserò gli abissi dell'anima

Non ci saranno lacrime e nè parole
Solo la musica armoniosa del silenzio della natura
e con essa danzerò....danzerò....danzerò...danzeremo
e in una stanza buia attraversata da un raggio di sole
il pulviscolo sembrerà una miriade di luci
che danzeranno nell'eternità

                                               

venerdì 12 ottobre 2012

Il Girasole e l'ultimo chicco. Epitaffio.





Prendo delle cose dal garage e do un'occhiata alla facciata della casa.
La vite che ci ha donato gli ultimi grappoli d'uva piano piano si spegne.
Non sa che staccheremo la spina e che quando arriverà l'estate di nuovo, non la troverà più adagiata sulla nostra casa, anzi a dirla tutta non credo troverà più manco la casa.
Sulla porta intravedo l'ordinanza arrivata, manco a farlo apposta, il 14 settembre, il giorno prima del Rock Shock. Si chiude la porta quando si apre la nuova.
Vedo un puntino arancione sotto il foglio.
Mi avvicino.

É un fiore!?!!!

Sorpresa, mi domando cosa ci faccia un proprio li, dopo aver pensato che fosse uno scherzo, concludo che possa essere stata mia madre e lo continuo ad osservare.

"Ho voluto mettere un fiore, una nota di colore e di allegria, per spezzare la tristezza" mi avrebbe detto poi mia madre. "Un po' come fosse un fiore su una tomba, per qualcosa che c'è stato e non sarà  più...” Abbassiamo entrambe la testa e dopo qualche minuto cambio discorso.
Noto il cesto della nostra uva e ne prendo un grappolo. Lo guardo tristemente e lo mangio chicco per chicco. Rimasto l'ultimo lo coccolo un po' tra le mani.

Chiudo gli occhi; il suo sapore e il suo profumo mi traghettano nel mare dei ricordi.

Apro occhi e ancora vivida l'immagine della porta della vecchia dimora mi fa pensare.
Non c'è un fiore qualsiasi. C'è un girasole.
Coincidenza o sensazione, una canzone che scrissi tempo fa "Sunflower" sembra si ricolleghi a questo momento, suonando quasi come un epitaffio....

La mia infanzia se ne è andata definitivamente. Portando con se' anche la mia dolce nonnina dagli occhi del cielo.
Sunflower dolce canto che si rompe dalla pioggia degli occhi. Che aspetta paziente la fine del temporale per guardare fiducioso in un nuovo sole.



Girasole, 
apri il tuo occhio
Sorriso di luce per me
Guidami verso il Sole
Che non riesco a trovare
Sono cieca 

Girasole, 
portami verso la Luce
Attraverso questa infinita notte
Dammi una ragione per piangere
Accarezzata dai petali del cielo 

Girasole, affronti la notte
Col tuo sorridente brillante sguardo
Vedi attraverso il velo del tempo
Attraverso le mie ombre interiori
Guarda il mio sole dentro… 

Girasole, 
portami verso la Luce
In questa guerra che dovrò combattere
Dammi una ragione per sorridere
Dammi i tuoi petali 
Così che possa volare… 

Non c’è nessuno che ascolti… Nessuno che ascolti questo suono
Non c'è nessuno che ascolti....Nessuno che ascolti
Eccolo, colui che ascolta il suono del cuore
Eccolo colui che ascolta il suono del mio blues 

Girasole, 
afferra la mia mano,
Attraverso il mondo che non riesco a comprendere
Dammi una ragione per sorridere
Dammi i tuoi petali 
così che possa volare......Lontano....

(Lontano....Un giorno..
........Lontano.......)







martedì 9 ottobre 2012

Pyramid song



Ci vuole fortuna a nascere...e a morire.
Stiamo a dannarci cercando un perchè, ci appelliamo a qualcosa di superiore che forse non esiste, o non ascolta e nel mentre soffriamo, logorati da una vita che si accanisce e trascina con violenza e cattiveria nel baratro.

Perché tutto questo dolore?!

Domanda che non avrà mai una risposta, come chiedersi il perché del destino.

Bisogna solo vivere e andare avanti...
ed é per questo che esiste l'Arte, quel gesto d'amore nel fare, nel creare e nel goderne coi sensi.

É consolazione, é espressione, é reazione, é racconto, é catarsi, é quella piccola speranza,
quei sogni a cui non dobbiamo rinunciare perché ci accompagnano nella vita attraverso i dolori,
é quella musica, quel sussurro, quel  brivido che fa vibrare il cuore.
Nasce dal tormento, quel fuoco che scalda e a volte brucia.

Cari amici miei, quest'anno é stato proprio triste....
bisogna proprio combattere con i denti per avere il proprio screzio di felicità, nascosto da qualche parte..

...Ma lo troveremo, prima o poi...

Vi stringo forte in un abbraccio unico, infinito...

A voi dedico questa canzone magica.
Vi voglio bene


Pyramid song -Radiohead

Mi sono gettato nel fiume e cosa ho visto?
Angeli degli occhi neri nuotavano con me
Una luna piena di stelle e di macchine astrali
E tutte le figure che ero solito vedere

Tutti coloro che avevo amato erano lì con me
Il mio intero passato e i miei possibili futuri
E siamo andati tutti in paradiso su una piccola barca a remi



Non c’era niente di cui aver paura e niente di cui dubitare.........







sabato 22 settembre 2012

Go slowly. Piano



La vita.
Strana, semplice e complicata macchina, senza istruzioni.
Stai facendo la cosa giusta?
Niente e nessuno potrà confermartelo. Puoi solo sentirlo.
Sto andando troppo lenta? Troppo veloce?
Andare avanti? Fermarsi? Rallentare?
Premere l'acceleratore? Frenare?

Il gioco non è fare uno o l'altro,
è solo capire il momento giusto.

Forse.
Forse fuggo da un destino già scritto,
Scappando da un percorso tracciato, errando per altri paesaggi.

E' il momento di tornare da dov'ero partita,
andando avanti con un nuovo sguardo limpido verso l'orizzonte, sempre più vicino, ma inafferrabile.
Piano piano, ti raggiungerò.



domenica 9 settembre 2012

Guerre moderne



Eroe (Storia di Luigi Delle Bicocche)

Non si combatte solo con le spade, con rumori e voci assordanti.

Il più delle volte, nella realtá di tutti i giorni, la guerra avviene nel silenzio, in una battaglia dei nervi sileziosa per non cedere.

Non è eclatante.
Non è epica.
Non si vince nulla, si può solo perdere.

Ma è pur sempre una battaglia e noi siamo pur sempre valorosi guerrieri, armati di santa pazienza e tenacia.




martedì 21 agosto 2012

La finestra del vuoto: la cornice dell'oblio


gentilmente concesso da Michele  Filoscia  



Le strade in cui passo ogni giorno son cambiate. Eppure, dopo mesi che ci passi e ripassi, a piedi, in macchina, un po' ti abitui all' ineluttabile e un po' ti sfugge lo sguardo che inevitabilmente ti intristisce.
Quando passano i miei amici, tutte le volte vengono sorpresi dal paesaggio e commentano "ma guarda quella, e questa! Che tristezza!" e io che oramai non ci faccio più caso, mi stupisco della loro sorpresa ma sono ancora più stupita di non stupirmi più...!

Ci si abitua proprio a tutto.

Ci sono molte demolizioni e il paesaggio si evolve velocemente.
Passando in macchina, mentre facevano i lavori, ho intravisto per pochi secondi tra macerie e resti,
una finestra, vuota, sventrata e le pareti morse dalle ruspe, che avevano lasciato come torsolo la parte centrale del muro con questa apertura in alto, che corrispondeva al primo piano.


"...una finestra sul vuoto, cornice dell'oblio..." ho pensato tristemente.
Ho avuto una stretta al cuore pensando che a casa mia il pavimento del primo piano si sta staccando dal muro e hanno staccato l'acqua, gas e elettricità.
Può essere difficile da comprendere e forse è anche stupido, ma quando sentii che dovevano togliere l'acqua riecheggiava nell mia mente come l'eutanasia alla casa morente.
Una dimora viva a cui piano piano hanno tolto la vita, prima i suoi abitanti, poi l'energia e infine la linfa, l'acqua.
Mi ha evocato brutti ricordi. Pensare a chi addirittura doveva massacrarne il corpo per demolirla, mi ha riempito ancor più di dolore.
Quella finestra, accasciata su se stessa, che ha raccolto sguardi felici, i baci del sole, le coccole della notte, il volo primaverile delle rondini, l'estate leggera sui campi e le soffici onde di neve-panna, ora guarda sé stessa accartocciarsi sulle proprie ginocchia sanguinanti, senza forza per reagire da tanto che è provata....ma è ancora li. Forse saluta, prima di congedarsi per sempre.
"Noi forse riusciremo a farla 'risorgere' un giorno, dai ci è andata anche bene su!" continuo a ripetermi. L'immagine di un incaricato comunale che veniva a chiudere l'acqua e io impotente a non poter far nulla come iniezione letale a un essere che hai tanto amato rimbombava rumorosamente nella testa incupendomi, nonostante fossi cosciente che non si sarebbe svolta così.
"...Ho visto e sentito di peggio, sto tenendo botta bene, cosa sono ste menate!?! Basta! Avanti Elisa, avanti su! Resisti!"


Torno nella mia nuova, bella casa. Ha un giardino, stanze ampie e comode. La signora che ci ha dato la casa - guai a chiamarla 'padrona' di casa, dice che siamo tutti uguali e nessuno è padrone di nulla, solo noi siamo i padroni di noi stessi e manco quando aveva la ditta di maglieria diceva che era solo una datrice di lavoro- è una signora dolcissima, a cui ho voluto istintivamente bene da subito.
Ha una dolcezza e una saggezza squisite, una donna semplice, davvero in gamba e speciale. Ne ha passati tanti di dolori, il più grande la perdita di suo figlio, di cui tiene tante foto e tanti ricordi attorno a sé.
Visto che compie gli anni, ho pensato di cantarle qualche canzone, di chiamare anche mia nonna e mio padre,insieme a mia madre e mia zia che già vivono con me.

Credo di aver festeggiato il più bel e significativo compleanno.
Non il mio, bensì quello della padrona della mia nuova casa, che ha quasi 80 anni, un sorriso e un affetto infinito nonostante il dolore che da anni si porta ogni giorno.
Ho cantato per lei, brani moderni, italiani e anche lirica e ha apprezzato tantissimo come anche il pubblico d'eccezione, la mia famiglia.
Porto questa giornata come altro tassello importante, come altro tesoro prezioso che la vita mi sta facendo apprezzare.

Nonostante le disgrazie, o grazie ad esse, si apprezza di più la felicità.




martedì 17 luglio 2012

Electrical Storm - Tempesta elettrica







Soundtrack : Electrical Storm - U2

Fulmini, lampi abbaglianti che illuminano prepotentemente a giorno la notte.
Così brevi, così sfuggenti. Una psichedelica tempesta di emozioni.

Affascinante, ipnotica.

Ho già vissuto una tempesta elettrica anni fa. Ricordo la danza rabbiosa delle ombre in camera che si agitavano bombardate da scatti accecanti.
Quasi veniva il timore di sporgersi al di là della porta per osservare cosa accadeva oltre la finestra.
Quei lampi nascevano a pochi passi da me.
Ero letteralmente incantata..

Come le luci di un cinema all'aperto, in cui il film procede a un ritmo più denso, più veloce.
Da un totale buio e sfondi chiari.

Qualche giorno fa vedevo lampi sparsi illuminare le venature del cielo notturno.
Un'altra tempesta che ero pronta ad affrontare, solcando gli oceani di sfumature e di meraviglie sublimi, preziosi tesori per gli occhi.

Pronta per lo spettacolo da vedere, in campagna, schermo immenso di tutti gli spettacoli naturali più belli e selvaggi, stavo per svoltare inebriata e deliziata da ciò che il mio palato visivo stava pregustando.
Non posso seguirti questa volta, ma ci rivedremo presto.


Sono io stessa il luogo aperto e selvaggio in cui vedo apparire tutti gli abbaglianti sonori colori.


Dentro di me miriadi di sensazioni psichedeliche, rabbia, delusione, dolore, gioia, compassione, entusiasmo, che passano in rassegna in un lampo.

Ci rivedremo presto.
See you soon electrical storm.





lunedì 16 luglio 2012

La cicala e la formica - una 'non favola' moderna

Tra un morso e l'altro alla succulenta piadina servitaci in un pub dall'ingresso a tema motociclistico che a molti sembrerebbe rude, per scoprire una cortesia e gentilezza fuori dal comune, io e Jessica riflettiamo e scherziamo un po' sugli strani casi della vita. Le faccio leggere la mia riflessione sul piccolo phone che le prestai, che ridendo e scherzando ha girato mezza bassa e fantastichiamo in modo scherzoso sui suoi prossimi possibili viaggi.
Dopo un altro morso e un sorso di Coca Cola tornando un pò più seria, ma con allegra positività continuò "...Speriamo che, quando tutto sarà finito, questo phone ce lo porteremo in vacanza e si godrà un po' di allegria, caspita! Mica si può sempre star male, no???!!"

Morso dopo morso, voracemente finiamo la nostra piadina farcita. Parliamo del più e del meno, di cosa sta cambiando fuori e dentro di noi.
Racconto un po' di me, della mia voglia di andare avanti e reagire organizzando iniziative a cui vedo sempre più gente partecipare con entusiasmo, la voglia di concretizzare qualcosa e di dare sempre più risalto alla mia musica dentro, che dopo tutti questi anni ora ruggisce più che mai, di come queste novità propulsive mi danno la benzina per muovere la macchina della mia vita attraverso le macerie che vedo tutti i giorni.

Lei mi racconta di come se la sta passando, quando a un certo punto dice:
"Sai la favola della cicala e della formica? Ecco, io sono stata troppo formica, sempre frenata a pensare al domani, a mettere da parte e basta e adesso che è arrivato "l'inverno", è arrivato per tutti.
La cicala almeno si è divertita, si è goduta la vita!
Anche in un momento come questo, la cicala può dire di aver vissuto. Invece la formica?
Ha sempre e solo risparmiato. Per cosa poi?!
Alla fine ci troviamo lo stesso tutti sulla stessa barca...dobbiamo cominciare a pensare giorno per giorno come se non avessimo un domani!Ho capito che devo godermi un po' di più la vita e pensare un po' di più a coccolarmi.

"Sai Jessy hai ragione"- le rispondo io- "..però ti dirò....io invece, prima di questo momento, son stata molto cicala....mi sono goduta la vita è vero, però forse ho anche un pò esagerato...Adesso rifletto sul fatto che avrei dovuto pensare a mettermi qualcosina in più da parte...ma non rinnego nulla. Mi sono divertita, mi sono tolta degli sfizi sopiti da anni.
Ho sempre avuto di mio il "carpe diem", dato il mio passato di sofferenza, ho avuto una vita in cui nulla era scontato e in cui il giorno i miei punti di riferimento potevano crollare da un momento all'altro e ogni cosa per me era preziosa. Pensa, anche se tutti i giorni facevo la stessa strada, a volte mi fermavo per guardare le sfumature del cielo. Un'altra volta ho colto una rugiada scivolare su una bellissima rosa. Le mie orecchie e i miei occhi pronti a catturare un attimo bellissimo e indelebile di piccola e giocosa felicità. Adesso che purtroppo mi manca tutto, posso dire di esser contenta che almeno mi sono goduta quello che avevo prima intensamente e di essermi tolta qualche sfizio. Se anche mi cadeva qualche tegola avrei potuto quasi dire di "morire contenta" ...se non fosse che devo ancora mettere in atto parecchi progetti!" conclusi sorridendo.

Come la livella di Totò, anche il terremoto e le difficoltà ci hanno messo tutti sullo stesso piano.
Poveri, ricchi, anziani, giovani, cicale, formiche, grilli, leoni, pecore....'l'inverno' è arrivato per tutti....
Una cicala musicista e una formica scienziata si ritrovano a mangiar un boccone insieme confrontandosi e confortandosi...

Se si può, godiamoci la vita senza troppi "se" e senza troppi "ma".
Viviamo finché possiamo e non affanniamoci troppo chiedendoci il perché del destino.
Investiamo ciò che ci rimane, il tempo, la forza  e facciamo ció che sappiamo fare, costruire, organizzare, suonare.... Impariamo dagli animali, pensiamo al presente e cerchiamo di non fasciarci la testa pensando troppo, perché a certe domande non c'è risposta imminente. Andiamo avanti un passo per volta.
Agiamo. Reagiamo!





martedì 3 luglio 2012

Niente più sogni



Niente più sogni.
Ieri pareva un timido inizio, pochi flash nel dormiveglia.
La macchina non parte,
Morfeo con le sue braccia mi respinge
nel limbo.
Il cinema della mia anima non proietta più film,
Il buio è oscurità senza immagini luminose.
Non si vedono più nè speranze nè paure,
gli incubi che come pellicole apocalittiche animavano il mio interiore,
muovevano spettri, smuovevano demoni.
Cos'è un sognatore senza sogni?
Un artista senza arte.
Un cieco pittore monco.
Un musicista sordo, un cantante muto.
Un artista legato, ferito, soffocato, mutilato, deturpato.

 Un albero senza linfa.

Dove sono i miei sogni?
Dove li ho messi?
Li ho traslocati nella mia incrollabile veglia.
Accendendo la luce li intravedo
tra mobili, pacchi e valigie.
Li vedo, insieme a  cadaveri di persone, idee e progetti.
Non sogno più.
Agisco.
In attesa di ritrovare, un giorno, la mia valigia in un morbido e leggero giaciglio,
addormentandomi con essa, cavalcando le nuvole sorridendo,
sognando dolcemente.
Di nuovo.

mio quadro


venerdì 29 giugno 2012

Una scossa interiore: Work In Progress

"...Tutto ha un senso, devi trovare la tua strada, che forse è fuori da qui, forse è lontano....! Sei una grande donna e le tue doti non sono legate a un posto, ma sono legate a te, alla tua interioritá e nessun terremoto te le potrá mai togliere! Ovunque andrai potrai ricostruire la tua vita, all'estero una donna come te vale oro! Forse è il momento di andare!!!" così dicendo Agnese, la Prof.sa Agnese Sartori  mi guardò coi suoi occhi verdi limpidissimi come le sue parole e solari come il suo carattere. "Chi parla di te si illumina! Sei una gran donna, ce la farai!" e mi diede un abbraccio così forte che stringeva anche il mio cuore....
Ogni giorno, ogni piccolo passo verso la quotidianitá perduta è una conquista. Io personalmente non ho mai reputato di vivere una routine avendo una vita molto movimentata essendo musicista, insegnando e avendo tante passioni e interessi. Nonostante i miei ritmi strani, avevo un equilibrio-pseudo-routine anche io!

Nel weekend ho lezione al Conservatorio. Son tornata a seguirle da metà giugno. Molti professori mi hanno visto visibilmente abbronzata e un po'dimagrita e gli ho raccontato in sintesi le mie vicessitudini. Son stati tutti molto carini, anche i miei compagni di corso. Tra tutti spunta però una professoressa con cui ho collaborato lo scorso anni per uno spettacolo di cui ho fatto la coordinazione artistica.
La Prof.sa Agnese Sartori. È un personaggio bizzarro, una sessantina d'anni che non dimostra, sempre in viaggio in giro per il mondo, inafferrabile e inossidabile,sprizza energia da ogni poro...io avrò trent'anni di meno, ma non le sto dietro! Deve avere la formula dell'eterna giovinezza che ha anche un mio 'giovane' e frizzante compagno di corso sulla sessantina e che forse ha preso la formula dalla madre che è altrettanto spumeggiante a novant'anni! Queste persone devono bere una pozione speciale per essere così! Io ne ho appena compiuti 26 e giá mi sento stanca!

Agnese vede che mi trascino demotivata verso l'uscita del conservatorio e mi prende al volo, abbranciandomi con gioia e rivolgendomi altrettante parole affettuose. Una parola tira l'altra e salta subito fuori il mio pessimismo. Ci sediamo e cominciamo a fare quattro chiacchere. Mi guarda negli occhi, in realtá mi penetra nell'anima. Mi racconta le storie di alcuni suoi allievi. Una per esempio, con bassa autostima e un ragazzo che la calpestava ancora di più, per un periodo ha convissuto con lei e , in poco tempo, le ha rivoluzionato il modo di vestire in elegante e fine, la fiducia in sè stessa,tanto che lasciò il ragazzo, si mise con un compagno di corso cantante e vinsero imsieme una prestigiosa borsa di studio. Un'altra invece dell'Aquila, non aveva mai viaggiato. Dopo il terremoto, cominciò a guardarsi intorno e ora vive felice in Australia. Agnese stessa ha vissuto un terremoto terribile a Cittá del Messico che è stato devastante perchè quella terra la sente come sua e dice che prima o poi mi fará vedere le foto della sua vera vita in quei magnifici posti.

Parole molto belle. In molte cose mi ritrovo, ma non vedo l'orizzonte, non vedo il futuro al momento.... Guardo passo per passo, attenta a non sprofondare, cercando di ricomporre pezzo per pezzo la mia vita. Una guerriera che combatte sul campo. Ero convinta di essere un viaggiatore del vento, senza radici, senza legami... Forse lo ero o forse in realtá è così....so solo che ora voglio stare qui.. Pazzesco pensare che mi son sempre sentita apolide e per una volta che, dopo mille cambi, mille traslochi, avevo individuato un centro, un posto mio, una casa mia, me ne sono dovuta andare....

Purtroppo anche chi è sempre stato nella stessa casa e come lui anche i suoi genitori, nonni, bisnonni, generazioni e generazioni, si è visto in pochi secondi disfare la storia della propria famiglia... Siamo storie diverse tutte sulla stessa barca che barcolla su questi moti di attesa, onde di rabbia e dolore che si infrangono sulla pietrosa realtá...
Molti sono stati 'scossi'...
C'è chi ha cominciato a riflettere sul senso delle propria vita e delle propie scelte e si è reso conto di non aver mai vissuto per sè stesso, ma sempre in funzione degli altri o della propria pigrizia, costruendosi un comodo castello di cristallo che è stato spezzato...
I cocci fanno male, feriscono, sono visibili e dolorosi e non si più far finta di nulla....
Chi era in crisi creativa e ha avuto nuovi spunti e nuovi slanci.
Chi ha capito di aver sprecato troppo tempo e pensando che l'essere umano è eterno....
Chi ha capito che certe persone sono davvero cambiate tantissimo.
Altre invece non cambieranno mai. Esiste il bianco o nero ma anche le sfumature sono colori che col tempo diventano sempre più chiari e distinti.
C'è chi ha visto che nel momento del bisogno, nelle situazioni di emergenza esce la vera essenza delle persone; talvolta quelle che sembravano più fragili fanno la parte del leone, quelle che sembravano forti prime a cedere.
Le maschere crollano e tutti ci vediamo per come siamo davvero.
Il vicino con cui parlavi poco, per antipatia, per conoscenza superficiale, perchè ti considerava casinista o troppo trasgressivo, ora ti guarda attraverso tutto. Vi parlate. Vi aiutate. Vi confortate.
Per paradosso invece coloro da cui ti aspettavi interesse, ti snobbano, si fanno sentire distrattamente se non per nulla.
Rifletti.
...alla fine, dò ragione a mia madre... "...Non è la gioia a unire gli uomini, ma la sofferenza..."
La sofferenza....
Ti scuote, ti percuote, ti scava dentro profondamente.
Le situazioni in sospeso ora sono li, davanti agli occhi, acuite da convivenze forzate, disagi e mancanza di comodi sfoghi di riparo.
Si volta pagina e si comincia un nuovo, importante capitolo: la Rinascita.
..perché le cose non torneranno mai più come prima...ma potranno essere meglio di prima...
Work in progress...