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venerdì 10 novembre 2017

I colori dell'IRIDESCENZA: L'AMORE PER SE STESSI

🌈  I colori dell'IRIDESCENZA: L'AMORE PER SE STESSI♥️


2005, 19 anni, una Elisa, degli anni e una casa che non ci sono più.

A quell'età, poteva essere mia la sensazione di conquistare il mondo.
Mi sono fatta paranoie assurde, ho permesso ad altri di farmi sentire brutta ed inutile.
Arrabbiata con tutto e tutti, non mi rendevo conto di nascondermi in un alibi vittimistico per non fare, non provarci per paura dell'ennesima delusione.

Quanti dolori, quanto tempo c'è voluto affinché capissi, mi centrassi, ma l'equilibrio è dinamico e faticoso, si cade e ci si rialza, si piange e si urla e si sconfiggono demoni, e non ci si ferma mai di studiare, se stessi e l'universo.
Stimo chi, all'età che avevo in foto, ha già le idee chiare e sa valorizzarsi e, mentre una volta mi avrebbe fatto invidia, ora mi sprona e mi ricorda quanta bellezza c'è sempre, e non bisogna sprecare nessuna occasione per viverla e condividerla.

Son imperfetta, ma mi vivo così, e ho imparato che talvolta i difetti sono pregi che ti rendono unica, se sai valorizzarli. Ora ho capito che la vita bisogna godersela, impostare la bussola del proprio viaggio sul Piacere, perché è proprio il Piacere che ti svela chi sei.
E bisogna prenderselo senza timori, imbarazzi, non ascoltando gli altri che non vivono e non sentono come scorre il sangue nella tua pelle.

Buona bellezza a tutti ♥️✨🌈
Kirayel

domenica 1 ottobre 2017

COLORIAMO I NOSTRI SOGNI!!! Pronta per il nuovo Album!!! 😃

Lavorare su un nuovo album non é solo suonare o scrivere musica. E' qualcosa di più profondo, che muove e smuove pensieri, ricordi, dolori, lotte interiori ma anche gioia e forti emozioni.
Ogni canzone é una pagina del mio Diario, le orme che mi sono lasciata alle spalle (passato), il sentiero che sto percorrendo (presente) e i posti e gli scenari che voglio vedere (speranze per il futuro).
Una fotografia istantantanea emozionale e musicale di ciò che s(u)ono ora e che voglio essere.
✨
Grazie all'album che ho cantato e scritto "The Majestic of your becoming" (in ita-La maestosità del tuo ritorno) coi The Way Of Purity, ho capito profondamente il mio amore per la Terra, la Natura e gli animali e sono diventata vegana.
Grazie a Diary of spaces and skies che ho scritto, cantato e prodotto con Ale Vane e Outbreak-Music che ha sempre creduto in me, ho combattuto il dolore del terremoto che ha colpito me, la mia casa, la mia famiglia e il mio paese, ho cominciato a scrivere su un blog (Diario di Luoghi e di Cieli) e a raccogliere tutte le mie poesie, testi e canzoni che ho avevo perso da qualche parte, e ho fatto ciò che ho sempre sognato di fare, cogliere il bellissimo riverbero naturale della voce e del piano negli ambienti.
✨
E ora sto per fare un altro passo importantissimo.
Sto cambiando, dentro e fuori.
Lo so che per qualcuno potrebbe essere esagerato, ma é il mio unico modo di vere la Musica e la Vita.
✨
Sono quasi pronta per mostrarvi e condividere con voi questo nuovo Mondo!
✨
Ho bisogno di tutto il vostro supporto per *COLORARE I VOSTRI SOGNI*!!🖌🎨✨
✨
Presto su MusicRaiser!✨✨✨✨🎶🎶🎶


Kirayel

domenica 20 marzo 2016

30 passi Kirayel!


E' un ringraziamento un po' lunghetto, ma qualche parola in più per i 30 anni ci sta!


Grazie di cuore a tutti coloro che mi hanno dedicato un pensiero, un saluto, una foto, una dedica, una canzoncina al telefono, un abbraccio di cuore, pur non conoscendomi.... o pur conoscendomi!


Siete stati davvero tantissimi e non posso che ringraziarvi di condividere con me questo bellissimo percorso di vita.
Sento che questi 30 anni sono l'inizio di qualcosa di meraviglioso, di un cammino sicuramente più consapevole e maturo ma con ancora più desiderio di scoprire e sperimentare.
Non cambierei questa meta coi miei personali 20 anni disorientati e confusi.
Userò come strumento la consapevolezza per andare avanti e, perché no, per osare e provare cose nuove.
Sempre in ascolto di ciò che sono, che suono, delle belle energie che ho la fortuna di avere accanto e di avvicinare sempre di più.
Grazie a quanti mi hanno toccato il cuore dicendomi che sono speciale e a quanti mi hanno fatto scoprire e riscoprire la bellezza di essere sé stessi, con la voglia di aprirsi al mondo con amore, ricevendone come dono inaspettato una meravigliosa luce.
Grazie di cuore!

Kirayel

ps. Quest'anno festeggio in grande con un evento a cui tengo molto, in cui ci sarà musica, cibo e una bellissima location come il Borgo Shanti a Modena. Vi aspetto!
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Un concerto, una festa unica, come il compiere 30 anni, meta di maturità e follia consapevole, in una cornice splendida come il Borgo Shanti a Modena!
Per l'occasione Kirayel suonerà un estratto dei suoi ultimi album, e brani che hanno segnato la sua crescita umana e artistica.
Prenotando, si potrà cenare vegetariano / vegano scelto appositamente per l'occasione da Paola e Kirayel.
Non mancate ;)

Evento su Facebook





 ❤

sabato 2 maggio 2015

Mishaela (Traduzione italiana dall'inglese)





Chissà cosa c'è nei suoi occhi
Nuvole grigie disperdono i quattro venti

Un esausto alveo straripa
e l'orizzonte si apre maestosamente

Volge gli occhi al cielo
cercando, immersa nel fresco blu
Fluttuando nell'aria
toccando la purezza della luce dorata
che risplende e luccica nei suoi capelli

Mishaela, cosa vedi?
Cosa c'è nel tuo cuore
che saluta il desolato silenzio con cotanto riso?
C'è un arcobaleno a est, lei disse,
è tutto ciò di cui ho bisogno
Cosa potrei volere di più?
E' tutto ciò di cui ho bisogno



domenica 26 aprile 2015

All of me (Love yourself)






Per il mio percorso, questo è l'anno "All of me".
Perché sto dando tutta me stessa e perché sto imparando ad amare me stessa, ad abbassare le armi contro cose che in realtà attecchiscono ai miei conflitti interiori.
E' una canzone d'amore per il partner, ma provate a cantarla a voi stessi.

Amate tutto di voi?
Ogni vostra forma?  Ogni vostro limite?
Ogni perfetta imperfezione?


Date amore a voi stessi e al vostro corpo,

oltre tutte le etichette che vi appiccicano addosso, ricordandovi che prima di tutto questo a voi basta "Io SONO".

Parlare con sé stessi, aprirsi e ascoltarsi pare la cosa più banale ma é la più difficile perché significa capire, anche perdonare e perdonarsi perché il passato non si cambia, ma il presente é un grandissimo dono di consapevolezza che da gli strumenti per lavorarci.

E' doloroso e mai come in questo periodo lo sento, eppure non ne posso fare a meno, ho voglia di cambiare, di voltare alcune pagine. Il mettersi in discussione porta sempre un certo fastidio, un sentirsi in stabile, ma da frutti positivi. Chi rimane fermo, non solo non migliora ma resta indietro.
Io ci provo, col sorriso e la voglia di perdonarmi.

Buona vita a tutti.






martedì 25 novembre 2014

Nuovi orizzonti, tornando alle origini.




Soundtrack: Terra mia

Ci sono giorni in cui non vedi nulla o intravedi l'orizzonte senza metterlo a fuoco, vagando nella nebbia delle insicurezze, forse indotte o forse innate.
Poi arriva una giornata come oggi, in cui vago senza meta, lasciandomi andare per il centro di Bologna scoprendo nuovi interni, nuovi angoli e affreschi.
Per le mie stanze interiori.
Tutto è apparso limpido abbracciando l'anima col respiro per poi cacciarla fuori con istinto ancestrale.
In un certo senso è proprio come tornare alle origini ma con passo deciso verso il futuro.
E via che si parte!!!
La ciliegina sulla torta di una settimana fantastica, piena di nuove idee, nuove uscite, nuovi inizi.
Grazie alle due fantastiche e frizzanti bionde Eleonora Bruni e mia cugina Antonella Caranese per la fantastica giornata di oggi.
Sono troppo felice.
Non vedo l'ora di rivedervi!
[Ps. Di solito non sono così, ma che ce volete fa'...so' 'mbriaca de felicità! (Bevuto troppo....ahaha ) ]
Grazie!




mercoledì 7 maggio 2014

Non piangere



Mi ricordo quando ero triste da piccola e me la cantavi per farmi sorridere.
La musica di Puccini la amavi tanto, come amavi me e la mia voce.
Sono sicura che me la canteresti anche ora, vero? 
Ma mi é difficile sorridere ora, ma ci proverò. 
Solo per te mia bellissima piccola grande Nonna dagli occhi cielo.
Ti voglio bene

sabato 7 dicembre 2013

Ancora

La Musica di "Ancora" di Einaudi, guida le parole


Clark Little, fotografo delle onde


Ancora qui a sognarti
Cavalcando le onde del tempo
Urlando nel vento i miei sogni

Ancora tenendoti per mano
Paziente ai tuoi ritardi
Ripetendoci che non sarà più
Non sarà, ancora.

E invece...

Ancora più forte di prima
Cavalchiamo le onde del tempo
E ridiamo divertiti dal destino
Che si beffa di noi
Del mancato coraggio di afferrarlo

Si ferma ad osservarci.

Ancora.

Ancora guardiana di questi attimi,
Ancora il mio sguardo scrive sulla tua pelle
Sospiri felici, ubriachi, pazzi
Singhiozza perdendosi tra le periferie dei ricordi
Ancora per mano....ancora ridendo...

Quanto ancora dovrò aspettare.

Questo treno che é partito
Che arriva e riparte in luoghi e orari sconosciuti
Ancora in viaggio,
Ancora in sospesi.

La fermata del respiro
In cui scendono gli sguardi e salgono gli affanni.

Ancora correndo,
In partenza verso nuovi fronti sconosciuti
Saluto i paesaggi che accarezzo con le lacrime

Ancora domandandomi
Dove stia andando
Se ti abbraccerò ancora

Questa onda che cavalcavamo singhiozza
Si sta fermando,

Si ripara dal ritmo umido di un cuore solitario
E nel silenzio va,
Ancora,
Cercando.



venerdì 22 novembre 2013

Bologna





A Bologna non ti perdi, ti ritrovi.

É una piccola, grande donna dalla bellezza semplice, borgo e città, antica e moderna, non é grande e altezzosa, é morbida e affabile con spiazzi larghi e abbondanti, ma con nascosti piccoli passaggi raccolti.
Apre il suo cuore a chi la sa ascoltare.

Ti guarda col sorriso negli occhi e aspetta pazientemente che torni.

Ama tutta la musica, la classica, il Jazz, il Rock, gli artisti di strada che qua e la la corteggiano con un sottofondo bohemien. Sa amare, sa ascoltare, sa assaporare la vita, sa giocare.
Ha delle Belle Arti di seduzione.

Bologna provoca (in)dipendenza.
Gli spiazzi, gli angoli, i pub.

Nel weekend fa festa, con tante bancarelle, tanti prodotti da offrirti, tante persone da tutto il mondo. Qualsiasi accessorio e vestiario in qualsiasi stile, rock, dark, metal, o raggae, lo troverai in montagnola, dove culture e stili si fondono e avviene la vera integrazione.
Bologna insegna. Da ammirare.

È fatta così. Ride per i doppi sensi e non disdegna mangiare bene in buona compagnia.

Il suo sangue é giovane, arterie in cui scorre l'indipendenza, globuli di studenti in via Zamboni che a volte manifestano, a volte "bigiano", a volte festeggiano lauree o semplicemente la vita.

A Bologna sogno.





venerdì 23 agosto 2013

Canzone alle Sirene -Song to the Siren

Brano immortale. Ha attraversato decenni e generi musicali diversi. Eppure non ha perso di intensità e fascino..ecco a voi Song to The Siren.....



Song to the Siren - This Mortal Coil (1983)
           

                                      Song to the Siren - Original version by Tim Buckley (1968)


Ho scoperto recentemente che la versione che conoscevo io, essendo nata in quegli anni, dei This Mortal Coil è una cover di un altro artista che apprezzo moltissimo, non solo per essere il padre dell'amatissimo Jeff Buckley, ma per le sue liriche blues: Tim Buckley.

È un brano molto apprezzato e molto coverato, su youtube si possono trovare anche una versione di Sinead O'Connor e dei Dead Can Dead (questi ultimi legati in un certo senso ai Cocteau Twins e di conseguenza ai This Mortal Coil)

Incredibile come due mondi, apparentemente inconciliabili come il Blues/Rock di fine anni '60 e la New wave di inizi '80 si fondino perfettamente in questo brano unico.
Due mondi. Infinite sfumature che si completano nella musica.


Canzone alla Sirena


Galleggiando a lungo in un oceano deserto

ho fatto del mio meglio per sorridere
fintanto che i tuoi occhi e le tue dita cantanti
mi attirarono verso la tua isola
e tu cantasti
naviga da me
naviga da me
lasciati abbracciare
Sono qui
Sono qui
aspettando di possederti



Ho sognato te che sognavi me?
Eri una lepre quando ero una volpe?
ora la mia pazza barca sta attraccando
Un cuore in pena sulle tue rocce
Che canta per te:non toccarmi, non toccarmi, ritorna domani:
O il mio cuore, o il mio cuore é spaventato dal dolore



Sono confuso come un bimbo appena nato
Sono turbato dalla marea:
Devo fermarmi tra i distruttori?
Devo giacere con la morte mia sposa?
Ascoltami cantare nuota da me, nuota da me, lasciati dire:
Sono qui, sono qui,
Aspettando di possederti

Song to the Sirens
On the floating, ship less oceans
I did all my best to smile
Till your singing eyes and fingers
Drew me loving into your eyes
And you sang, "Sail to me
Sail to me, let me enfold you"
Here I am, here I am
Waiting to hold you
Did I dream you dreamed about me?
Were you here when I was flotsam?
Now my foolish boat is leaning
Broken lovelorn on your rocks
For you sang, "Touch me not
Touch me not, come back tomorrow"
Ohh my heart, ohh my heart
Shies from the sorrow
Well, I'm as puzzled as a newborn child
I'm as riddled as the tide
Should I stand amid the breakers?
Or shall I lie with death my bride?
Hear me sing, "Swim to me
Swim to me, let me enfold you"
Here I am, here I am
Waiting to hold you




domenica 4 agosto 2013

Last embrace - ultimo abbraccio




Non possiamo sapere quando sarà l'ultima volta che abbracceremo una persona amata. Nessuno lo sa.
Immagino però che in fondo le cose, sopratutto quelle belle, non finiscano, ma si evolvano.
Come se si riconciliassero col tempo, cambiando solo forma.
Sogno, speranza o illusione, piace pensarla così...

"This is not the end (non é la fine)
It's a new begin (é un nuovo inizio)"


Questa canzone é un invito a vedere i momenti più buii della propria vita come nuovi inizi.

 (Music: Kirayel- Federico Zagnoni 
Lyrics: Kirayel 
Video: Walter Salami Jr.)

L'ULTIMO ABBRACCIO

Sono seduta qui guardando un cielo grigio
L'acqua scorre  come i miei ricordi

In questo infinito laghetto tutto sembra essere tranquillo

Dove sei? Perso da qualche parte

In un posto sbagliato, lontano da me

Questo lago avvolge il cielo
Ma non può abbracciare  il mio cuore blu (triste)
Quando il giorno finirà, un altro verrá

E la notte arriverá
Anche se il dolore sta crescendo, le stelle non vogliono andarsene
E la notte finirá
Un nuovo giorno arriverá......

Questa non é la fine.....
È un nuovo inizio...
É difficile da credere...ma non é la fine...

LAST EMBRACE

I’m sittin’here, watching a grey sky,
Water flows like my remembers..
In this little endless lake seems everything’s going quietly

Where are you? …..Lost somewhere

In a wrong place, so far away from me

The lake embraces the sky
But it couldn’t huge my blue heart
When the day falls down, another one will come

And the night will come
Even if the sorrow is growing, stars won’t go away,

And the night falls down, a new day has begun…

This is not the end….

It’s a new beginning…

It’s so hard to believe, but this is not the end

sabato 20 luglio 2013

Dentro i miei vuoti: Dentro i miei vuoti




Dentro i miei vuoti' é un racconto a puntate ispirato alla omonima canzone dei Subsonica. É un'opera di fantasia. Riferimenti a fatti o persone sono puramente casuali

Che deliziosa fresca notte. 
Questo vento stuzzica proprio i sensi, sfiora appena appena la pelle donando un brivido profondo. 
Mani che accarezzano l'anima senza turbarla.
Ideale per lasciarsi andare e stringersi forte forte per scaldarsi, per amarsi un po', a luce soffusa delle candele.
Già, ora non é tempo di abbracci.
Ideale per stendersi, guardare il cielo, bere qualche sambuca di più e disegnare vortici  nell'aria col fumo dei miei sigari preferiti.
Dopo un picco di adrenalina, il mio corpo si intorpidisce, i sensi si annebbiano, chiudo gli occhi e...

Dove sono?!

Dentro i tuoi vuoti.

Stanze bianche. Abbaglianti di vuoto.
Stanze scure. Ombre in cui si nascondono i miei demoni.

C'é più freddo, qua. 
Molto, molto freddo.
Sogni?

Qualche volta.
Le mie notti sono allietate più da incubi.
Ciò che vedo non é quasi mai piacevole, ma ho imparato a mettere il guinzaglio ai quei demoni. A controllare i loro passi. A domarli. 
È peggio non sognare più. 
Apre deserti.
Ecco come anche gli incubi possono fare compagnia.
Sono vivi, muovono, smuovono dentro. 
Non sopporto il silenzio. 
Bianco. Abbagliante.
Di vuoto.

Quali sono le tue paure?

Non lo so. Si saranno nascoste dietro i vortici che hanno scavato i miei vuoti.
Dietro le arcate e le colonne delle mie convinzioni.
Non lo so più. Ovunque siano andate, mi mancano.

A volte sono presa da pensieri muti. Non parlano, sono solo li, a osservarmi, con quegli occhi impauriti.
No, non ho paura.
C'è solo questa pioggia notturna nella nebbia, accesa dai lampi.

Come gli incubi, quando non senti più nulla persino la paura ti fa sentire viva, sai?
Ti copre , ti protegge, ti mette in guardia.
Non sentivo più.

E ora...?

Viva, di nuovo, come non sono mai stata. Un fuoco che mi brucia dentro, ghiaccio che mi gela le vene, mentre scorre lava.
Impossibile vero? Paradossale, ma é così.
Quando ti cadono calcinacci e vetri sopra la testa e la terra non ti fa stare in piedi, quando una sirena ti sveglia per le allerte , quando da lontano intravedi una scura tromba d'aria che vuole toglierti quel poco che ti resta, e non scappi perché non hai ripari, non hai più paura.
Il cuore ti si congela. Smette di provare emozioni. Nessun pensiero, si agisce.
Le vene diventano cavi freddi che trasportano ragionamenti e calcoli.
Quando la Signora ti viene a trovare più volte in forme diverse, convivi con la sua presenza mortale.
Anche combattere contro gli imprevisti che ti vogliono portare via tutto lo é.
Il tempo ti forgia, ti tempra dalla vita.
Fuoco e ghiaccio. Neve calma e falò di intenzioni.

Sarà davvero tutto in equilibrio? Sono viva?

Il solo fatto che stai sognando significa che sei più che viva.


Sogno? Tu chi sei???

Sono la tua amata compagna di viaggio, del viaggio della vita, l'interlocutrice benevola che va dritto al punto e sa come zittirti, ti conosco bene, da sempre. 
Mi conosci bene, non hai mai avuto paura di me, mi cerchi spesso e ci sono, anche se non mi vedi.

Ti riconosco ora, cara mia Solitudine!

Vorrei rimanere, ma debbo andare, forse mi aspettano da qualche parte, in galassie lontane,
milioni di miglia lontano da qui.
Non vorrà fuggirmi, incroceremo le nostre scie, prima che svaniscano di nuovo.

Finiamo così, in volo, questa scia, com'é iniziata, con musica, sogni e fantasia.
L'inchiostro é finito, le parole pure, diamo voce alle note.
Con la voce danzerò su questa musica stellata, ti avvolgerò ancora.
Nei miei sogni ci incontreremo così come siamo, senza maschere e armature. Liberi.

We are stardust tonight, in the night sky
We are stardust tonight...



giovedì 18 luglio 2013

Dentro i miei vuoti: 10 minuti.


'Dentro i miei vuoti' é un racconto a puntate ispirato alla omonima canzone dei Subsonica. É un'opera di fantasia. Riferimenti a fatti o persone sono puramente casuali


Lo ammetto. Mi sto portando dietro le mie incoerenze e le mezze veritá che racconto a mè stessa e agli altri. Che spalmo su di me per renderle convincenti, a mè sopratutto.
Uno scudo per difendersi dal dolore, ma anche dalla troppa felicitá. Quella troppa felicitá destinata a sfuggire.

Non mentirti. Non sono io che ti faccio rinnegare i tuoi principi. Non ti porto a essere diverso.
Con me, si con me, sei stato tè stesso davvero. Coi tuoi desideri, le tue fantasie, le tue parole, le tue paure...

Ho accolto tutto il tuo essere, ascoltandoti, facendoti entrare in me, profondamente...

Non mentirti, non sono un brivido che vola via. Mi sono infiltrata sotto la tua pelle, ti solletico, ti stuzzico, graffio, mordo e le piccole invisibili cicatrici sono solchi doloranti.
Sono più che viva nelle tue fantasie e nei tuoi dolori, non so come possa essere facile, ma sono scivolata tra questi ultimi. E sospiri...

Non vedendoti, non toccandoti, mi sono rimaste solo queste parole scritte per avere un minimo contatto con te.
Non la rabbia ma l'inquietudine ha calcato la mano. Una reazione, ho bisogno di una reazione..!!!

Sorpresa. Incazzatura. Calma e..un sorriso!
Un sorriso sintetico, un emoticons, ma sono giá piú serena.
Ti immagino sorridente, con quella tua faccia un po' da schiaffi e tenera da riempire di baci, con quei brillanti occhi nocciola da mordere, nocciola, come il tuo profumo, da mordere, come la tua pelle che mi sembra ancora di respirare.
Il mio cuore sorride un po'. Sto meglio.

Domani sarò in cittá, nel posto in cui sa. Lo scrissi, dalle 14 fino alle 15,15.
Vorrei ricordarglielo, dirgli che la sera verso le 23 finirò le prove dello spettacolo, sempre in città e che ho un mezzo impegno con dei miei amici in centro, non vincolante, e potrei, vorrei vederlo..anche solo dieci minuti.

Potrei scriverglielo senza volere risposta e conferme. Potrebbe capitare di vederlo in giro per i locali, anche se non mi avrá risposto, capirò, farò finta di non vederlo. Lui allo stesso modo anche se immagino squadrerá il profilo dei miei amici, sopratutto maschi.
Mi piace quando é geloso, anche quando lo é silenziosamente. Anche solo immaginarmi il suo sguardo di fuoco su di me.

O forse lo vedrò???

Sarebbe l'ennesima mia incoerenza scrivergli. Devo resistere.
Se vorrà concedermi quei 10 minuti, sa dove e come trovarmi.
Non ho piú bisogno di reazioni. Avrei bisogno di.. Quel profumo.

Quel profumo.
Quel viso da schiaffi da baciare.
Sorridente.
La mia mente ne traccia i contorni e i colori il cuore.

martedì 16 luglio 2013

Dentro i miei vuoti : Scelte

'Dentro i miei vuoti' é un racconto a puntate ispirato alla omonima canzone dei Subsonica. É un'opera di fantasia. Riferimenti a fatti o persone sono puramente casuali

”Voglio vederti anche solo 10 minuti per salutarti prima di partire.
Dimmi tu quando, mi libererò. Passo a te la penna, puoi scrivere il finale di questo, qualsiasi cosa sia.
Sono stata io ad allontanarti, ma sai perché e mi ringrazierai un giorno, forse.
Hai letto il mio ultimo libro, quello che ti ho mandato? Immagino di si.
Non c'é pagina che non abbia il tuo profumo.
Quel profumo di bosco, di nocciola con un equilibrato e perfetto retrogusto leggero e caldo di vaniglia. Quando lo sento immagino il tuo respiro umido su di me...
Dimmi tu quando puoi, se vuoi. Spero di rivederti.”

Abbandono il coltello delle verità con cui ho ferito, lascio il manico dalla sua parte se vuole negarsi.

La  risposta non tarda ad arrivare

”Non credo sia una buona idea, quei 10 minuti per me potrebbero avere un valore diverso dal tuo...
Potresti leggere nei miei occhi emozioni troppo grandi...
Ora capisco perché l'ultima pagina del libro l'hai stracciata e ne hai lasciata una bianca...
L'ho letto e non posso fare altro che sospirare..”

Ho pugnalato con un'arma terribile, la peggiore. La verità, nuda e cruda. Ho trafitto le scuse e i nascondigli sanguinando consapevolezze. Sai, anche io ci ho fatto i conti e per tanti aspetti della mia vita continuerò a farlo. E' sempre dura, che sia la mia voce o quella della coscienza a parlare.

Possiamo scegliere. Anche se difficile.

Anche rovinandoti da solo con le tue mani,
Grandi, sensuali mani. Costruendoti false gabbie dorate che ti opprimono.
Mani che potrebbero costruire la tua felicità, mattone dopo mattone, carezza dopo carezza, potrebbero afferrarla. Invece soffochi e non posso farci niente. Ognuno deve camminare nel proprio percorso e non ti credere, anche il mio é tortuoso. A fatica sto in piedi, non posso salvarti.
Dove nascondi il tuo mondo dentro?
Perché stai spegnendo lentamente quel un fuoco che ho visto in fondo ai tuoi occhi?
I buchi che stai tappando, potrebbero scoppiarti davanti, facendo cadere falsi castelli di carta e prigioni dorate e rendere inutili gli sforzi.

Voltandoti indietro, stanco e acciaccato sarò lontana, o forse più vicina di quel che pensi.
Un ricordo vivido dolce e amaro. Magari la mia scia ha lasciato qualche luccichio qua e la che inseguirai. Voglio pensare che un giorno prenderai le redini della tua vita. 
Te lo auguro perché lo so, non sembra, ma ti voglio bene.
Proprio per questo, meglio salutarsi, anche se continuo a pensarti.

In effetti é vero, rileggendomi, ero proprio una mocciosa sai|?!
Follia e imprevedibilità sono rimaste e mai andranno via. Ho capito che alcuni colori fanno proprio parte di me ma alcune sbavature sono volate col tempo. 

Ora abbraccio il silenzio. 
Guardo il cielo stellato e mi addormento cullata dal vento. Mi sei venuto a trovare in sogno, furbetto. Sorrido e chiudo gli occhi. Stanotte verrò a farti visita.



sabato 13 luglio 2013

Dentro i miei vuoti: Polvere di stelle


Dentro i miei vuoti é un racconto a capitoli ispirato all'omonima canzone dei Subsonica. Riferimenti a fatti e persone esistenti sono puramente casuali

Colonna sonora:  Stardust - Kirayel


Che strane queste pareti ferrose. Non avrei mai detto che da un angusto spazio grigio avrei potuto ricavarci un alcova romantica. In realtà non lo pensavo, ma lui la considerava tale e regalò uno sguardo diverso anche a me.
Era una piccola baracca che con del vento ballava cigolando. Un ripostiglio, niente di più.
Complice la notte, il buio che cela e intriga, qualche candela, per magia tutto si trasforma.

”Proprio bello qui, sai!” con gli occhi brillanti di un bambino e un filo di voce calda e sottile come fiammelle, quasi a non voler rompere l'incantesimo, non disturbando il vento impalpabile della notte.
Lo guardo per imprimermi la sua espressione sorpresa e divertita e la ricambio anche io, pensando come non venga notata la confusione del posto improvvisato. Annuisco e sussurro " Già."

Le sue mani scrivono su di me emozioni, suonano e plasmano il mio piacere con forza ardente, sinuosa eccitante curiosità e preziosa suadente dolcezza.
Le mie mani affamate e i miei baci assetati tracciano i suoi confini. I suoi desideri. I suoi vuoti.
Riempiendoli.
Riempiendomi.
Intimamente, profondamente..dentro ogni cellula, ovunque.

Il tempo ci fa ricordare che sono attimi, stralci di buio. Eppure così intensi che si mistificano celandosi con l'eternità.

Da quanto siamo qua non chiederlo, 
Dalle finestre luci scorrono, 
Lenzuola stropicciate, che ora è?  
Stai con me! 


Parla e lo ascolto con orecchie silenziose ma voraci.
Parla e ha quel suo modo , Lui non lo sa, non ci da peso, e mi attira moltissimo.
A volte, sopratutto quando é molto rilassato, prende fiato dopo poche parole e la sua voce assume una leggera cantilena che ricorda quella semplice e immediata dei bambini, ma forse é solo questo strano dialetto che non ho mai imparato. Sembra in contrasto con i discorsi pessimistici che fa, a me risulta chiaro il quadro di una persona col cuore grande ferita dalla vita, che da qualche parte vuole sognare ancora, vuole essere felice ancora.
E forse sottovoce, sussurrava che quella parte é con noi, ora ”Sto bene” E mi disegna di piccoli baci, rimarcando bene il viso, le sopracciglia, e io credo avrò assunto un sorriso da ebete dalla beatitudine in cui annegavo.

Tra me e me pensavo
”Vorrei che il mio uomo fosse così” non voglio pensare ”vorrei che...fosse il mio uomo” .
A differenza delle eroine romantiche dei film e dei libri, non vivo di illusioni e sono cosciente.
Sogno, ma mi sono vaccinata per anni di dolore e adesso non lo sento più.
Vivendo ogni attimo intensamente, non ponendosi il problema del 'domani'. Se ci si ostina a guardare troppo l'orizzonte, si inciampa. Bisogna vivere il presente, l'immediato.
Senza domande e senza parole.
Non ho pretese. Mi godo il momento.

”Lo sai che siamo polvere di stelle?”
Ascolto il suo pensiero. Dolce e amaro. Poetico e triste, come una canzone.
Una musica che mi risuona dentro.

Forse sarà l'ultima volta che ci vedremo. Che le nostre scie si incrociano.
Ma in questo cielo notturno, che si appresta a nasconderci e strapparci via, 
abbiamo brillato come non mai, come una luce che non vedremo mai più nei nostri screzi di cielo paralleli.

Portati un bel ricordo di me, nascondilo gelosamente in un cantuccio del cuore.
A presto o Addio, nessuno lo sa. 
So che ti penserò, perché da qualche parte, ci sarà sempre un pezzetto di te custodito gelosamente.

Addio, a presto polvere di stelle.


giovedì 11 luglio 2013

Dentro i miei vuoti: Non ti guardo. Ti vedo



Dentro i miei vuoti' é un racconto a puntate ispirato alla omonima canzone dei Subsonica. É un'opera di fantasia. Riferimenti a fatti o persone sono puramente casuali

Se c'è un motivo trovalo con me 
Senza ingranaggi senza chiedere perché. 
Dentro i miei vuoti puoi nasconderti.


Due solitudini si attraggono: tu chi sei? 

Ancora vuoi sapere chi sono? I dettagli inutili rovinano il fascino, non lo sai...?

Siamo due solitudini che si attraggono. 
Ecco chi siamo. Cosa siamo.

”Piuttosto sai cosa sono per te? Sicuro di sapere cosa stai cercando...?”
”Direi di si, un'amica con cui condividere dei bei momenti, che mi ascolti e che possa ascoltare a mia volta...In fondo non ho bisogno di altro...”
I suoi occhi si fanno grandi, teneri. Emana una grandissima dolcezza e comprendo che cerca in realtà qualcosa di più, che urla sensualmente il suo sguardo.
Gli sorrido vezzosamente ” Mmh , riesco a vederti e vedermici attraverso i tuoi occhi sai?
Sta attento, non affezionarti troppo a me..." e aggiungo tra me e me "Non innamorarti di me” ridendo per smorzare le mie parole un po' supponenti.
”Chiara sei proprio sicura di te monella, vero?!” Sorrise a sua volta facendo un'espressione che pareva dire "Poi vediamo furbetta!".
Rimasi sorpresa nel sentire da lui il mio vero nome, poggiato e plasmato dalle sue labbra e dalla sua voce esce in modo eccitante come non ho mai sentito prima.
”So il fatto mio. E tu oltre a voler sapere i miei, cosa sai di te?”
Non sapevo come rispondere. Avevo giocato tanto a intercettare sguardi e intenzioni, ma in fondo non mi conoscevo abbastanza io stessa.

Sarà il mio lavoro, lo scrivere , l'osservare, il sentirmi un po' strega e sensitiva, come molti amici dicono. Penso di parlare troppo quando dovrei centellinare le parole e viceversa quando dovrei esprimermi non lo faccio. Ma col tempo ho imparato a parlare poco, ma andare dritto al punto, tanto alle volte da diventare ariete da sfondamento e fare male.
Tengo tutto distante da me per non farmi male. Non te lo dirò perché in questo momento non ne sono consapevole, ma é per questo che potresti avvertirmi distante.

”Sembri disinteressata, fredda, distaccata ma mi ascolti attentamente. Capti anche i sospiri dell'anima. Ora mi guardi con quei tuoi grandi occhi, ma alle volte non mi guardi, come quando facciamo l'amore, eppure ti sento presente. Come fai? Come fai a capirmi??”
Giro lo sguardo, guardandolo pienamente negli occhi. ”Semplice. Non ti guardo. Ti vedo. I tuoi occhi dicono più delle tue parole e dei tuoi silenzi, sai?”
”Davvero?” E sorrise. ”Sei speciale!” Mi strinse.
"Ti vedo anche quando non sembra ti stia osservando. Lo faccio un po' di nascosto a volte.." 
In realtà son talmente timida che non ammetto la mia timidezza nel guardarlo.

Mi guardo nei suoi occhi e mi vedo, mi sento bellissima, donna, sinuosa, coccolata. Un'immagine che quasi fatico a credere sia mia. Una sensazione talmente bella che quasi ne ho paura.

Il suo modo di fare, in quello che dice, che fa, come mi tocca, come mi prende fisicamente e mentalmente, mi fa sentire desiderata, col corpo interamente vibrante di attesa e piacere.
Pienamente Donna. E' la prima volta che mi sento così.
Dice fare "l'amore" che sta cadendo sempre più in disuso. Eppure nessuno mai come questi termini possono definire al meglio la forza -"fare"- e la dolcezza, il romanticismo della parola "amore". Un equilibrio sublime.
Quel sublime romantico di accezione ottocentesca, di fronte alle tempeste e ai fenomeni naturali impetuosi che suscitano meraviglia e anche inquietudine.

Meraviglia e inquietudine.

Carpivo di nascosto, nascondendo la mia timidezza, quegli occhi grandi che spuntavano da un profilo completamente glabro, mi guardavano compiaciuto e domandavano diretti. Uno sguardo intelligente, malizioso e pungente che sapeva dove mirare

Meraviglia e inquietudine.

Scosse la testa come per chiedermi come mai lo fissassi in quella maniera.
Presi uno specchio che avevo sul comodino di fianco al letto e glielo porsi
”Sai, dovresti proprio parlarci coi tuoi occhi. Sanno tante cose, possono raccontarti più di ciò che sai, più di ciò che credi, che pensi di sapere. Parlaci, parla con te stesso”.
Afferrò quel vetro e si guardò.
”Non so come fai ma riesci a colmare i miei vuoti... Sono qui con te e mi stai dando tutto questo..." poi si voltò verso di me "Cosa ho fatto per meritarmelo...?”

Se c'è un motivo trovalo con me 

Senza ingranaggi senza chiedere perché. 
Dentro i miei vuoti puoi nasconderti.

”Sincerità. Questo voglio, questo cerco. Non voglio finti Dei della perfezione. Voglio persone vere, imperfette. imperfette di realtà, di vissuto, di dolore. Indossiamo già troppe maschere nelle abituali botteghe delle ipocrisie. Ti sei mostrato a me come sei. Grande e indifeso, toro ferito da corride e matador che in parte hai scelto anche tu. Forse per leggerezza, forse per immaturità e paura.”
Guardò in basso con un espressione che annuiva a ciò che dicevo.

Continuai ”Non conosco la tua storia e non voglio saperlo, viviamo il presente  questo importa, ma sono sicura che hai una gran forza da qualche parte, vedo quel fuoco nei tuoi occhi..quel fuoco ora sopito. Riaccendilo prima che sia tardi. Prima che il tempo e il rimorso lo divori completamente nell'abisso del nulla...”

Con un respiro cupo disse ” Lo sta già divorando...ma tu sei la mia cura, lenisci le mie ferite..”

Due solitudini si avvolgono 
Due corpi estranei s'intrecciano 
Duemila esitazioni sbocciano 


Stai con me!

Svanirò, forse già fra poche ore. La luce mi porterà via.
Non pensarci. Voglio godermi questi attimi con te perché so mi custodirai gelosamente dentro di te. Lo farò anch'io, anche quando crederai ti abbia dimenticato. Godiamoci, respiriamoci questa polvere di stelle.


Se c'è un motivo trovalo con me 

Senza ingranaggi senza chiedere perché. 
Dentro i miei vuoti puoi nasconderti.

Dentro i miei vuoti : Appuntamenti al buio...bendati


Dentro i miei vuoti' é un racconto a puntate ispirato alla omonima canzone dei Subsonica. É un'opera di fantasia. Riferimenti a fatti o persone sono puramente casuali


Questo appuntamento sarebbe stato al buio, ma ho deciso di dare un tocco in piú....
Sarà davvero al buio...bendato.....

”Sono arrivato al parco che mi hai descritto....dove sei?” Il suo sms, inizio sera di un normale giorno infrasettimanale.

”Cerca una panchina con una sciarpa lunga nera”

”Trovato...e ora?”

”Bendati..” Risposi io, risposta anomala di un normale giorno infrasettimanale.

Ero curiosa della sua risposta....potrebbe spaventarsi, potrebbe arrabbiarsi....o eccitarsi, reazione che auspicavo.

”Va bene..mi sto bendando...”

Aspettai qualche minuto e lo osservai nascosta mentre eseguiva i miei ordini. Uscii e mi avvicinai.

”Voglio farmi conoscere attraverso i tuoi sensi....e poi mi vedrai.
Niente baci...ma puoi usare le labbra per sentirmi....”

Uscí un sorriso dalla parte inferiore della benda e farfugliò sorridendo ”...che matta.....”

”Vero...” Sussurrai nel suo orecchio sinistro ”Ti piaccio per questo, no...?”
Sorridendo si morse le labbra e mi trattenni a fare lo stesso.
Mi esploró attentamente, mi feci esplorare.
Ogni tanto gli conducevo le mani, per toccarle e farmi toccare.
Lo stuzzicavo per farmi baciare e infrangere la prima regola, ma fu zelante nel rispettare le consegne.

La sera cominciava a tramutarsi in notte. Mi alzai e gli dissi ”Seguimi” e mi alzai.
"Aspettami..." E si alzò anche lui, senza togliersi la benda.
”Bravo...segui la mia voce e le mie mani...fatti condurre......” 
Sorrideva divertito e sempre più eccitato.  "Dove mi stai portando....?"

Un piccolo baracchino seminascosto di lamiera, dove i giardinieri tengono gli arnesi da lavoro, poco usato di giorno e mai di notte....tranne questa.

"Lo vedrai.....anzi...sentirai....ti farò perdere.....tutti i tuoi sensi..."
Incluso il buon senso, il senso del dovere. Ti prenderò tutto. Non ti rimarrà più nulla.
Devasterò il tuo piacere e conquisterò ben più del tuo fremente corpo. Tutto il tuo essere.
Le mie mani ti stanno guidando alla tua disfatta, alla mia conquista, alla mia, nostra vittoria.

Dove ti sto portando....?

A un sogno lucido, uno squarcio di paradiso.
Al sugoso nettare del piacere a cui ti lascio bere e soddisfarti.
Lo sai che prima o poi dovremo pagare, ma non ora...
A questo momento però non ci rinuncio. Avidamente lo mordo e afferro con le unghie.
Questo momento è solo nostro!
Una luce che brucia e disegna percorsi incollandosi alla pelle.

Chi é davvero bendato?
Entrambi. Tu che ti fai raccontare frottole dalla tua stessa ragione per poi seguirmi alla cieca facendoti profondamente avvolgere da me.
E anche io procedo bendata. Sto calcolando tutto, ma sembra che qualcosa voglia sfuggire.
Non so a cosa andrò incontro, so che la mia fredda benda si allenta...
Mi concedo di lasciarmi andare.

Sento il profumo della tua carne. Quel profumo selvaggio, di uomo, di animale.

Chiudo gli occhi della ragione e ti seguo. 

Dove mi stai portando.....?


Guidami...


Due solitudini si avvolgono
Due corpi estranei s'intrecciano
Duemila esitazioni sbocciano

Stai con me.

Se c'è un motivo trovalo con me
Senza ingranaggi senza chiedere perché
Dentro i miei vuoti puoi nasconderti,
Se c'è un motivo trovalo con me.
Senza ingranaggi senza chiedere perché

Dentro i miei vuoti puoi nasconderti.

Le tue paure addormentale con me..........
Le tue paure addormentale con me..........


Stanotte

Dentro i miei vuoti : Viaggi notturni


Dentro i miei vuoti' é un un'opera di fantasia. Riferimenti a fatti o persone sono puramente casuali

Soundtrack : Dream of Stone - Gazpacho

Certi viaggi cominciano così. Senza un perché. Senza un dove. 
Partono da una corsia di emergenza o da un divieto di sosta e si troveranno coinvolti nel buio, nella luce, nell'illusoria rotazione della luna e del sole.
Non ci gira tutto intorno, siamo noi in continuo movimento.
Uno spasmo per fuggire dal vuoto, dalla solitudine, gravitando intorno agli altri, intorno a una causa.
Ora siamo qui.
Forse una collisione di corpi vaganti, che potrebbero perdersi in imprevedibili destinazioni.
Ci siamo colpiti. C'è stato un impatto che ha risuonato tumultuosamente dalle nostre mani, sulla nostra pelle.


Impalcature spartitraffico, fari alonati blu monossido 
Due solitudini si attraggono
Tu chi sei? 

Un viaggio notturno in macchina.
Quando tutto tace, dorme o attende nuovi passaggi, nuove illuminazioni.
In attesa di qualcosa sconosciuto. 
Traffico, movimenti interiori.
Pensieri assordanti che sbattono nel silenzio.

Esitazioni

Sento i miei battiti che scandiscono il mio tempo, treni di ricordi e idee.

Il respiro si fa largo impertinente, vaga nello spazio finché accoglie un eco, senza sapere perché e dove risuona, se dentro le proprie stanze, nella testa o sull'asfalto bagnato dalla pioggia.
I passi diventano un sussurro, un sussulto, uno dopo l'altro, giochiamo a rincorrerci nelle emozioni e negli sguardi, nascosti, persi nel buio, che si intrecciano toccandosi in caldi bagliori soffusi.



Due solitudini si avvolgono 
Due corpi estranei s'intrecciano


Intenso sogno notturno, stringo nei miei occhi storie nascoste che combattono col desiderio incontenibile di urlare. Suoni intensi, senza parole, note di sensazioni primordiali.
La mia musica.




Dentro i miei vuoti: Start the game - Allora giochiamo, Baby!




Dentro i miei vuoti' é un racconto a puntate ispirato alla omonima canzone dei Subsonica. É un'opera di fantasia. Riferimenti a fatti o persone sono puramente casuali


Qualche giorno dopo il concerto al pub, ricevo una mail su facebook da un contatto che a quanto pare   non é tra i miei amici virtuali. Inforco gli occhiali per leggere meglio.
”Ciao, finalmente ti ho trovata! L'ultima volta mi sei praticamente fuggita :)
Hai qualcosa di intrigante, vorrei conoscerti...spero me lo permetterai.
Rick”




Leggo che il suo nome vero è Riccardo. Guardo la foto profilo, la ingrandisco e non ho piú dubbi.
È proprio l'uomo a cui pestai il piede quella sera.
Provo a scuriosare un po', clicco sull'avatar e, sebbene la maggior parte delle informazioni è celata da privacy, riesco a vedere qualche foto, qualche interesse in comune.
Mi accorgo che abbiamo frequentato gli stessi posti senza mai beccarci.

Siamo destinati a essere vite parallele. Ci siamo incrociati per sbaglio. Un incidente.
Torneremo a essere vite parallele. Prima o poi...

”Ciao Rick, si mi ricordo di te...e del tuo piede :) Preferisco conoscere persone libere....mi spiace!
Buona giornata!”

Concludo in modo educato, un po' da impiegata diligente che saluta sempre tutto e tutti con educazione  da manuale. Mando talmente tante mail che  spesso il burocratichese entra anche nelle mail più informali. Un po' come il mio lavoro che entra anche nella mia vita, spesso e volentieri.
Anzi. É la mia vita.

Mi risponde dopo poco. ”Capisco...una birra? Che male c'è in una birra...dai...quattro chiacchere....da amici.... :)”

Di solito le emoticons o 'smiley' sono molto usate dalle ragazze, ma a quanto pare anche Riccardo le apprezza molto. Da' una nota di colore in più, suggerisce un carattere vivace e malizioso, come lo sguardo che vidi quella sera.

Non risposi alla mail. Passò qualche giorno e mi scrisse ”Aspetto ancora per quella birretta...;)”
Risposi al volo dopo un paio di giorni. La sua era insieme ad altre mail a cui dovevo rispondere.

Mail di lavoro, di amici, varie ed eventuali a cui prima o poi devo rispondere, ne approfitto la notte, quando torno da lavoro o quando ho appena finito le incombenze editoriali. 
Nel silenzio della notte, mi concentro meglio. Non devo correre da nessuna parte, non mi chiama nessuno. Svolgo in tranquillità ciò che rimando durante la giornata. Pianifico la settimana, ordino gli appuntamenti. Si, in pratica é ancora lavoro.
Devo pur farlo. Ma non mi pesa, la notte. Momento tutto mio....(dell'insonnia...e del restante lavoro..)

Rispondo un po' distrattamente qualcosa del tipo ”vedremo...adesso sono molto impegnata, rimaniamo in contatto!”
Sto per premere invio ma mi rendo conto di essere un po' troppo secca. Troppo sintetica. Metto una faccina smile finale e penso che vada giá meglio. Premo invio.

Il giorno dopo, o meglio qualche ora dopo, mi scrive incuriosito.
”3 di notte? E l'altra volta le 4? Che combini a quell'ora per essere ancora sveglia...?:)”

Gli rispondo dopo una settimana credo, il tempo scorre e manco me ne accorgo.
”Lavoro. Finisco tardi.”

Sicuramente gli avrò solleticato la curiosità. Mi chiede che tipo di lavoro faccio.
Mi dimentico di rispondergli.
Dopo una settimana ritenta. Mi riprometto di rispondergli ma un po' mi passa dalla mente e un po' lascio passare.

Mi scrive ”Mi hai abbandonato! :(” 
Gli rispondo la sera dopo ” Non siamo ancora amici e già ti attacchi a me così...non sono una donna con molto tempo ed energie a disposizione..sorry.” Un invito a rivolgersi altrove.
Ritenta, sollecita, mi ha proprio puntato e non vuole lasciarmi perdere cosí facilmente.

Mi piace questa cocciutaggine. Mi piace questa insistenza, sotto sotto..

Mi chiede se puó offrirmi almeno un caffè, che tipo di lavoro faccio, il mio numero di telefono, qual é il mio nome vero e perché Kennie.
Finisce la mail con ”troppe domande immagino. Sará deformazione professionale ;)”

Diiiiiiiin ha colpito la mia curiositá!

Gli rispondo incredibilmente invece di una riga striminzita, gliene scrivo ben quattro righe, e anche un po' di gusto. È pomeriggio. Rilancio.

”Mmm deformazione professionale eh? Mmm...investigatore?
Il nome non ha importanza, né quello che faccio. Ti posso dire che ha a che fare con l'arte..;)
Piuttosto, sei sicuro di sapere cosa vuoi...?
Io si, di sicuro non una relazione, per giunta incasinata. Voglio essere libera.”

Mi risponde dopo poco, 

”Fuochino....dai che ci sei vicina....;)
Anche tu però pizzichi, indaghi e fai orari assurdi...Sei una investigatrice privata? Una ballerina? Un'attrice? :)
Io cerco solo  un'amica con cui parlare e condividere...come hai potuto già capire, una relazione già ce l'ho...quindi direi che siamo sulla stessa lunghezza d'onda.....”

Ci stiamo mentendo entrambi, fin dall'inizio.
Le nostre celate necessitá di sentirci completi. Di colmare le nostre solitudini

Mi scorre davanti già quello che potrebbe succedere.

Io peró sono in vantaggio, vedo, ho il controllo.

L'idea mi solletica, mi eccita.

Ho il controllo.

Comincia il gioco!!!

Potrebbe sfuggirmi, potrei scottarmi..

Perché no. vuol dire che sono viva. Ho fame di emozioni.

É partito il gioco. Allora giochiamo, baby!