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venerdì 29 aprile 2016

Dentro i miei vuoti: Insonnia



Solitudini che si incontrano,
si scontrano, cadendo, deragliando dai propri binari abitudinari.

Insonnie ad occhi aperti, visioni ad occhi chiusi.
Il sonno, quel fragile attimo che fugge impazzito anche dalle braccia di Morfeo e ti scaccia insolente.

Notte.
Torno a casa. Parcheggio, spengo la macchina.
Stanca ma pulsa ancora l'adrenalina della giornata. Non scendo. Respiro. Decomprimo i pensieri.
Ascolto i pensieri che nel silenzio emergono. Come luci che emergono dal buio, piccoli topi che trovano spazio per uscire e correre, scappare.
Piano piano si quietano, si rilassano e parlano.
Anche il silenzio diventa stranamente loquace.
Scarto le mie vecchie pagine e ripasso le nuove, a occhi chiusi.
Il motore non si spegne, scarica la batteria e non parte.
Una solitudine silenziosa assordante che mi aggredisce senza incontrare difese.
Un torpore formicolante lentamente vuole abbandonarmi alla presa dell'ineluttabile riposo, ma qualcosa dentro di me non demorde, vuole portarmi allo stremo, farmi affacciare ai miei abissi per poi tirarmi indietro per non farmi saltare, non lasciarmi andare.

Vado, ma torno presto. Appartengo a questo limbo.





martedì 22 luglio 2014

Dentro i miei vuoti: La Porta





Gocce piovose rintoccano tristi il tempo alla porta del passato.
Dietro, il vuoto. 
Nessuno più attende.
Che accoglie col sorriso materno, con gli occhi limpidi di mare.
Non vi è più nulla mi attende oltre.
Voglio carpire i profumi che il vento non ha ancora rubato.
Le serrande chiuse dietro di me , sipario della felicità che fu.
Chiudo un'ultima volta gli occhi in questo mare in tempesta che tuona silenzioso,
a cui il dolore rende le mie orecchie avvezze.

Nel sogno è tutto qui, davanti a me, con me.
Mi specchio ancora, levigo le forme di mobili e oggetti plasmandoli nell'aria.

Mi sento ancora protetta, cullata dalla tenera voce della coscienza negli spazi testimoni della mia esistenza.
Volteggio nei ricordi, passi leggiadri che scalfiscono il cemento.

E' ora di andare.


Spunta di nuovo il sole dopo la tempesta,
i suoi raggi sempre più intensi mi accompagnano all'uscita.
All'orizzonte mi aspettano nuovi portoni, nuove pagine da scrivere e nuove domande a cui rispondere.


Ti porto con me, piccola grande presenza dagli occhi del cielo che accarezza il mare.
Tanti anni in un soffio ed è già ora di andare, di chiudere il buio alle mie spalle.

E' ora di andare.


Ma rimango in attesa.
Ci rivedremo, un giorno.
Da qualche parte.





domenica 11 agosto 2013

Dentro i miei vuoti: Regina della Solitudine

Cascate del Doccione, foto mia




Rami
come mani
si distendono per implorare il sole 
Pregando un altro caldo riflesso, 
mentre l'acqua scorre silenziosamente, in tumultuosi e torbidi colori.

Osservo assetata e impaziente sulla riva.
Traccio onde e graffio l'inafferrabile manto umido.
Attendo. Se anche quegli istanti non torneranno da me,
quel sapore non mi lascerà, continuerà a fluire in me,
avvolgendomi di dolce profumo primaverile




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Il mio cuore scalcia.
Punta il tacco e perfora l'anima.



"Chiara Chiaraaaa!!! Su Su!!!!! Svegliaaa!! SVEGLIAAA!!! 
Qualcuno ha dell'acqua? Dai su cercatela, dai daai velociii cazzo!!!!!!"
"Chiamo il 118!"
"Aspetta forse si sta riprendendo...."

Dove sono? Che é successo....? Mi sento pesante...

 La ragazza era a terra e cominciava a muoversi e pronunciare qualcosa. Elena gli mise un braccio sotto la testa e se la avvicinò, Adrian con la coprì la sua giacca, Andrea e Tizio Caio erano corsi al bar più vicino per prendere un po' di zucchero o qualcosa da mangiare.  Lina aveva il cellulare in mano, pronta a telefonare in qualsiasi momento.

Chiara provò a dire qualcosa, ma aveva la bocca ancora intorpidita.

"Tranquilla, adesso rilassati un attimo, intanto bevi, piano...piano..." Le inclinò più la testa e la fece bere da una bottiglietta che aveva rimediato Andrea in macchina.
Chiara si sentì meglio. "Ho fatto un bel sogno sai...." E sorrise ad Elena, che con un velato tono di rimprovero le rispose " Brava....e invece noi abbiamo preso un bello spavento!"
Elena avrebbe voluto dirle e chiederle altro.
Chiara sapeva che Elena era pronta a farle una ramanzina.
Elena sapeva che non era il momento, ma Chiara voleva comunque prevenire e cercò di alzarsi in piedi, ma era ancora troppo debole.
"Stai un po' tranquilla, rilassati, non ti preoccupare...ti aiuto...aspettiamo i ragazzi che ti hanno preso qualcosa per riprenderti, dopo ti aiutiamo ad alzarti e vediamo come va..."


Un'oretta dopo, erano tutti a casa. 
Chiara si era ripresa, dopo acqua e zucchero e un pezzo di tramezzino, si rimise in piedi e sembrava stare meglio di prima.
Nel viaggio di ritorno ci fu un silenzio piuttosto imbarazzante. 
Quello che era successo con Adrian...
Lo svenimento.....e il sicuro approfondimento che avrebbe fatto Elena, che sicuramente aveva a che fare con ciò che le mise in borsa quel giorno. Chiara preferì non parlare.

Una volta a casa, si avviò verso la porta della sua camera, quando si sentì una mano sulla spalla.
"Va bene, ho capito che vuoi evitare le mie domande...lo so quanto sei chiusa su certe cose e ti rispetterò. Voglio solo che tu stia bene. Voglio darti una mano se posso...vado in cucina a farmi una tisana...Se hai voglia...anche solo di una bevanda calda, mi trovi di la..."

Kennie provò senso di colpa per averla giudicata così invasiva. Sapeva che le voleva bene come una sorella e sapeva che in fondo, anche se ha un carattere forte e rigido su certe cose, non giudicava mai.
Rimase sulla soglia della porta per alcuni secondi. Entrò, si cambiò in abiti comodi e andò in cucina.
Cercò in credenza le tazzone da tisana a forma di mucca che a lei piacevano molto, ma non c'erano.
Sentì un rumore di bicchieri, si girò e vide che Elena stava appoggiando sulla tavola le due tazzone in questione con la tisana.
Chiara sorrise. Sapeva che sarebbe venuta.
Le mise davanti un cucchiaino,zucchero normale, di canna e il miele e si sedette versandosene un goccio di quest'ultimo nella sua.
Stettero alcuni minuti in silenzio sorseggiando la bevanda calda finché Elena non ruppe il ghiaccio.

"Era almeno bello questo sogno?" Chiese sorridendo.
Chiara sorrise a sua volta e annuì lievemente sognante. "Bellissimo..."
"Come lui...vero?" Sorrise Elena.
Chiara rimase sorpresa. A parte quella volta al pub, ne avevano parlato solo un paio di volte e quasi di sfuggita. Forse complice il libro e vedermi uscire spesso e il tornare euforica le ha fatto fare 2+2.
Elena sospirò "Non sono nata ieri, abbiamo quasi trent'anni  e ti conosco da almeno venti, troppo tempo per non capire dai tuoi occhi e da quello che fai che hai qualcosa....e non sembra neanche piccola...cosa c'é?"

A quanto pare, che io voglia o meno, Elena mi capisce al volo, solo guardandomi.
Il mio sguardo mi ha fregato. 

"Non è niente, stupidaggini. Tutto sotto controllo, come sempre!"
"Non c'è niente di male a essere umani, eh?" Disse Elena prendendo in giro il tono serioso di Kennie.
"Ti manca un po'...?"
Kennie come se rialzasse il muro difensivo alzò lo sguardo verso di lei e disse in modo sprezzante
"Non c'é nulla, non c'é stato nulla, io non sono nulla per lui e così é..."
"Hai ripetuto troppe volte 'nulla' per risultarmi davvero convincente...ti dirò come la penso. Mi spiace deluderti, ma stai mentendo a te stessa. Stai mentendo dall'inizio...."
Kennie aveva lo sguardo molto serio e il viso teso. Guardava in basso mentre con le mani si massaggiava la fronte, come se avesse mal di testa. Non rispose.
"Mi hai detto più volte 'nulla, nulla', che non vi stavate più frequentando e che l'avevi 'smollato', ma non credo ci sei davvero riuscita..."
"Mi servono delle informazioni...su mio fratello....forse mi può aiutare..." Disse quasi sussurrando a testa bassa.
"Ah...insomma... Ti stai mettendo nei casini, bene! Ma non me la racconti giusta...non é solo per delle informazioni che lo vuoi sentire...dai...non raccontarmela...almeno io non la bevo!"
Kennie scosse la testa. "Ha poca importanza ciò che provo io. Va così. Dobbiamo correre in direzioni opposte....e lasciare andare...via... piano piano..."
 Elena si avvicinò a Chiara scuotendo la testa e accarezzandole le mani che aveva appoggiato sul tavolo. Prima che il silenzio si rimpadronisse della conversazione, quasi sussurrando
 "....il test...?"
Kennie scosse la testa. 
"Non ce la faccio adesso...Non me la sento...."
"Va bene...ma ricordati che non farlo non significa eliminare il problema...e il tempo passa....."
"Lo so. Ma devo prima...."

Nel mentre Lina entrò per bersi un bicchiere d'acqua.
Senti che il leggero brusio che aveva avvertito prima di entrare si era improvvisamente fermato.
"Ho interrotto qualcosa? Tutto bene Chia'?"
Kennie rispose che stava bene e che si stavano bevendo una tisana e che se voleva c'era rimasta giusto una tazza. Lei rifiutò dicendo che non amava gli intrugli della sorella e preferendo riempirsi il bicchiere d'acqua. Aveva intuito che stavano parlando di argomenti 'da grandi'. Lina ci era abituata, essendo la sorella minore e, anche se aveva superato da qualche anno la maggiore età, sapeva che sua sorella e Chiara essendo coetanee e più grandi e amiche da una vita si trovavano a parlare meglio e non le dava fastidio. Era anzi contenta che man mano anche lei venisse integrata nelle uscite e in alcune chiacchiere.
Bevuto il suo bicchiere, tornò in stanza al che Kennie approfittò per alzarsi ed andare verso l'uscita della cucina, che dà al corridoio dove ci sono le loro stanze.
"Devo capire cosa voglio. Cosa voglio fare, in tutti i casi. Ho bisogno di un giorno o due poi verificherò...."
"Ho capito. Sta attenta alla tua salute però....riguardati. Se hai bisogno lo sai che ci sono...lo sai vero?"
Kennie sorrise. Tornò verso l'amica e l'abbracciò forte, senza dire nient'altro.
Andò in camera.
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Una mail. Sua. Vuota.

Il nulla. Freddo. Glaciale. L'allievo ha superato la maestra, non c'è che dire.
Senza parole. Senza buffe faccine che animano i messaggi. 
Fanno sembrare tutto così leggero e bello. 
Mi mancano i suoi messaggi, improvvisi, intimi, segreti, durante il giorno o la sera.
Gli avvisi sonori del cellulare mi fanno pensare e per dei brevi istanti mi attraversa un fremito di attesa e desiderio, che si infrange a terra, come le stelle cadenti che ho visto stanotte.
Attesa. Un "Chissà"...e Invece no. Sfilza di amici, casca-morti vari, ma non Lui.
Buffo. Gliel'ho detto io di fare la cosa giusta e non scrivermi.
La "cosa giusta". Ma é davvero "giusta"?
Buffo. L'avevo cacciato dalla mia vita in modo incredibilmente efficace e brutale, c'ero quasi riuscita...
Quasi....
Quando voglio una cosa la ottengo sempre.
Il problema é Cosa voglio? 
Non so rispondermi. 
Non so risponderti. E tu?

Avrà sbagliato per fretta. 
Dovrei lasciare tutto così. 
Lasciare il Nulla. 
Tornare al Nulla.

Questa notte sarà difficile prendere sonno...
Non so se faccio bene a scriverti...ma non resisto
Poche parole. Segnalo la mail vuota e rilancio per martedì. Solito posto e ora.

Altre mail varie, una targata "URGENTE"  dal capo. 
Sta cercando un paio di giornalisti per un reportage di alcune manifestazioni eno-gastronomica tra il Trentino e il Veneto.
Accetto subito! 
Amo il sapore del viaggio....Quindici giorni, viaggerò un po' e mi svagherò, mi farà bene.
Così riprenderò le energie per la mia ricerca. 

Questa notte sarà difficile prendere sonno...
Non so se riuscirò a dormire, ma devo provarci...magari riesco a continuare quello strano sogno...

Possibile  che per sognare debba svenire....?!
Devo allentare questo guinzaglio. 
Tanto il mio controllo é andato a farsi fottere.
E con lui..
...e io con lui.

Quel fiume....pieno di luce increspata da rami caduti e acque torbide...non é l'immagine delle perfezione, eppure a me è sempre piaciuto molto quello scorcio. 
Assomiglia alla mia vita.

Di notte sogno il giorno. Quel fiume me ne ha ricordato un altro in cui son sempre passata in solitudine a pensare.
Lo intravedo, nel sogno. Mi guarda, con uno sguardo perso. Vuoto.

Davvero strana la mia mente. 

Stranamente i molteplici luoghi in cui non siamo stati diventano quelli che mancano di più.

Tutto ciò che ho visto e vedrò....un universo di immagini ed esperienze da condividere.
Che condividerò coi miei lettori. Magari in un mio nuovo libro in futuro.
Col mondo. Un mondo condiviso col mondo.
Eppure, che strano, sento solo ora che mi manca qualcosa...

So che da qualche parte mi vedrò il suo stupore e la sua felice curiosità nel provare cose nuove, vini nuovi, buffet prestigiosi.
In realtà forse non gli piace manco il vino. Manco i castelli. Magari manco il Trentino.
In realtà, so poco e nulla.
Nulla.
Da qualche parte, di nascosto, sarà con me.

Insieme alla mia solitudine.
Dentro la mia solitudine.

Sono sicura, anche lui silenziosamente fa lo stesso. 
Cercando inutilmente di scollarsi brividi e sensazioni, si farà rapire dai miei pensieri.
Sono impertinente, lo so. 
Forse mi piace solo crogiolarmi nelle mie piccole fantasie, aggrappandomi alle illusioni, resistendo al Nulla.
Forse non sono io che parlo, ma la mia amica e compagna di vita.
La Solitudine.
Un regno che conosco bene. Nel suo infinito spazio nascondo i miei pensieri e mi accoccolo serena.
Il mio regno.

Perché io sono La Regina della Solitudine...


Sono la Regina della Solitudine,
Mi conosci bene, tua compagna di sogni e incubi,
Di notte verrò a trovarti nei meandri del tuo essere.
Proverai a sfuggirmi, ma non riuscirai,
I miei baci di ghiaccio ti geleranno il sangue
I miei caldi abbracci ti scioglieranno
E sarai ancora mio
Non potrai negarlo
Non potrai negarti, a me.

Sono la Regina della Solitudine,
Verrò a trovarti nei tuoi vuoti,
Soffierò su questi vetri umidi 
Mistificando per qualche attimo ciò che c'é fuori,
Ciò che ci porterà via...
Lo sai che ci porterà via?

Verrò a trovarti nei tuoi vuoti,
Mi riparerò in essi quando pioverà
Ci avvolgeremo ancora quando la luce sarà troppo debole
Per rivelarci davvero,
per vedere davvero chi siamo
Per guardarci negli occhi
E leggere cose che non possiamo dirci

Mi hai reso Regina del nulla,
Mi hai reso Regina di un regno che non posso reclamare.
Lo so, sono caduta nell'errore
Una trappola che ho teso io stessa
Sorridendo sprezzante

Perché  sono la Regina della Solitudine,
E verrò a trovarti nei tuoi vuoti,
Quando le tue difese e le tue parole dormiranno,
Quando la luce sarà debole,
Mi lascerai entrare? Si, lo so lo farai,
Quando la luce sarà troppo debole
Rimarrà solo il  bagliore delle nostre esistenze,
Ma sarò ancora li, a cercare il mio regno,
A cercarti.

Perché sono la Regina della Solitudine

sabato 20 luglio 2013

Dentro i miei vuoti: Dentro i miei vuoti




Dentro i miei vuoti' é un racconto a puntate ispirato alla omonima canzone dei Subsonica. É un'opera di fantasia. Riferimenti a fatti o persone sono puramente casuali

Che deliziosa fresca notte. 
Questo vento stuzzica proprio i sensi, sfiora appena appena la pelle donando un brivido profondo. 
Mani che accarezzano l'anima senza turbarla.
Ideale per lasciarsi andare e stringersi forte forte per scaldarsi, per amarsi un po', a luce soffusa delle candele.
Già, ora non é tempo di abbracci.
Ideale per stendersi, guardare il cielo, bere qualche sambuca di più e disegnare vortici  nell'aria col fumo dei miei sigari preferiti.
Dopo un picco di adrenalina, il mio corpo si intorpidisce, i sensi si annebbiano, chiudo gli occhi e...

Dove sono?!

Dentro i tuoi vuoti.

Stanze bianche. Abbaglianti di vuoto.
Stanze scure. Ombre in cui si nascondono i miei demoni.

C'é più freddo, qua. 
Molto, molto freddo.
Sogni?

Qualche volta.
Le mie notti sono allietate più da incubi.
Ciò che vedo non é quasi mai piacevole, ma ho imparato a mettere il guinzaglio ai quei demoni. A controllare i loro passi. A domarli. 
È peggio non sognare più. 
Apre deserti.
Ecco come anche gli incubi possono fare compagnia.
Sono vivi, muovono, smuovono dentro. 
Non sopporto il silenzio. 
Bianco. Abbagliante.
Di vuoto.

Quali sono le tue paure?

Non lo so. Si saranno nascoste dietro i vortici che hanno scavato i miei vuoti.
Dietro le arcate e le colonne delle mie convinzioni.
Non lo so più. Ovunque siano andate, mi mancano.

A volte sono presa da pensieri muti. Non parlano, sono solo li, a osservarmi, con quegli occhi impauriti.
No, non ho paura.
C'è solo questa pioggia notturna nella nebbia, accesa dai lampi.

Come gli incubi, quando non senti più nulla persino la paura ti fa sentire viva, sai?
Ti copre , ti protegge, ti mette in guardia.
Non sentivo più.

E ora...?

Viva, di nuovo, come non sono mai stata. Un fuoco che mi brucia dentro, ghiaccio che mi gela le vene, mentre scorre lava.
Impossibile vero? Paradossale, ma é così.
Quando ti cadono calcinacci e vetri sopra la testa e la terra non ti fa stare in piedi, quando una sirena ti sveglia per le allerte , quando da lontano intravedi una scura tromba d'aria che vuole toglierti quel poco che ti resta, e non scappi perché non hai ripari, non hai più paura.
Il cuore ti si congela. Smette di provare emozioni. Nessun pensiero, si agisce.
Le vene diventano cavi freddi che trasportano ragionamenti e calcoli.
Quando la Signora ti viene a trovare più volte in forme diverse, convivi con la sua presenza mortale.
Anche combattere contro gli imprevisti che ti vogliono portare via tutto lo é.
Il tempo ti forgia, ti tempra dalla vita.
Fuoco e ghiaccio. Neve calma e falò di intenzioni.

Sarà davvero tutto in equilibrio? Sono viva?

Il solo fatto che stai sognando significa che sei più che viva.


Sogno? Tu chi sei???

Sono la tua amata compagna di viaggio, del viaggio della vita, l'interlocutrice benevola che va dritto al punto e sa come zittirti, ti conosco bene, da sempre. 
Mi conosci bene, non hai mai avuto paura di me, mi cerchi spesso e ci sono, anche se non mi vedi.

Ti riconosco ora, cara mia Solitudine!

Vorrei rimanere, ma debbo andare, forse mi aspettano da qualche parte, in galassie lontane,
milioni di miglia lontano da qui.
Non vorrà fuggirmi, incroceremo le nostre scie, prima che svaniscano di nuovo.

Finiamo così, in volo, questa scia, com'é iniziata, con musica, sogni e fantasia.
L'inchiostro é finito, le parole pure, diamo voce alle note.
Con la voce danzerò su questa musica stellata, ti avvolgerò ancora.
Nei miei sogni ci incontreremo così come siamo, senza maschere e armature. Liberi.

We are stardust tonight, in the night sky
We are stardust tonight...



giovedì 18 luglio 2013

Dentro i miei vuoti: 10 minuti.


'Dentro i miei vuoti' é un racconto a puntate ispirato alla omonima canzone dei Subsonica. É un'opera di fantasia. Riferimenti a fatti o persone sono puramente casuali


Lo ammetto. Mi sto portando dietro le mie incoerenze e le mezze veritá che racconto a mè stessa e agli altri. Che spalmo su di me per renderle convincenti, a mè sopratutto.
Uno scudo per difendersi dal dolore, ma anche dalla troppa felicitá. Quella troppa felicitá destinata a sfuggire.

Non mentirti. Non sono io che ti faccio rinnegare i tuoi principi. Non ti porto a essere diverso.
Con me, si con me, sei stato tè stesso davvero. Coi tuoi desideri, le tue fantasie, le tue parole, le tue paure...

Ho accolto tutto il tuo essere, ascoltandoti, facendoti entrare in me, profondamente...

Non mentirti, non sono un brivido che vola via. Mi sono infiltrata sotto la tua pelle, ti solletico, ti stuzzico, graffio, mordo e le piccole invisibili cicatrici sono solchi doloranti.
Sono più che viva nelle tue fantasie e nei tuoi dolori, non so come possa essere facile, ma sono scivolata tra questi ultimi. E sospiri...

Non vedendoti, non toccandoti, mi sono rimaste solo queste parole scritte per avere un minimo contatto con te.
Non la rabbia ma l'inquietudine ha calcato la mano. Una reazione, ho bisogno di una reazione..!!!

Sorpresa. Incazzatura. Calma e..un sorriso!
Un sorriso sintetico, un emoticons, ma sono giá piú serena.
Ti immagino sorridente, con quella tua faccia un po' da schiaffi e tenera da riempire di baci, con quei brillanti occhi nocciola da mordere, nocciola, come il tuo profumo, da mordere, come la tua pelle che mi sembra ancora di respirare.
Il mio cuore sorride un po'. Sto meglio.

Domani sarò in cittá, nel posto in cui sa. Lo scrissi, dalle 14 fino alle 15,15.
Vorrei ricordarglielo, dirgli che la sera verso le 23 finirò le prove dello spettacolo, sempre in città e che ho un mezzo impegno con dei miei amici in centro, non vincolante, e potrei, vorrei vederlo..anche solo dieci minuti.

Potrei scriverglielo senza volere risposta e conferme. Potrebbe capitare di vederlo in giro per i locali, anche se non mi avrá risposto, capirò, farò finta di non vederlo. Lui allo stesso modo anche se immagino squadrerá il profilo dei miei amici, sopratutto maschi.
Mi piace quando é geloso, anche quando lo é silenziosamente. Anche solo immaginarmi il suo sguardo di fuoco su di me.

O forse lo vedrò???

Sarebbe l'ennesima mia incoerenza scrivergli. Devo resistere.
Se vorrà concedermi quei 10 minuti, sa dove e come trovarmi.
Non ho piú bisogno di reazioni. Avrei bisogno di.. Quel profumo.

Quel profumo.
Quel viso da schiaffi da baciare.
Sorridente.
La mia mente ne traccia i contorni e i colori il cuore.

martedì 16 luglio 2013

Dentro i miei vuoti : Scelte

'Dentro i miei vuoti' é un racconto a puntate ispirato alla omonima canzone dei Subsonica. É un'opera di fantasia. Riferimenti a fatti o persone sono puramente casuali

”Voglio vederti anche solo 10 minuti per salutarti prima di partire.
Dimmi tu quando, mi libererò. Passo a te la penna, puoi scrivere il finale di questo, qualsiasi cosa sia.
Sono stata io ad allontanarti, ma sai perché e mi ringrazierai un giorno, forse.
Hai letto il mio ultimo libro, quello che ti ho mandato? Immagino di si.
Non c'é pagina che non abbia il tuo profumo.
Quel profumo di bosco, di nocciola con un equilibrato e perfetto retrogusto leggero e caldo di vaniglia. Quando lo sento immagino il tuo respiro umido su di me...
Dimmi tu quando puoi, se vuoi. Spero di rivederti.”

Abbandono il coltello delle verità con cui ho ferito, lascio il manico dalla sua parte se vuole negarsi.

La  risposta non tarda ad arrivare

”Non credo sia una buona idea, quei 10 minuti per me potrebbero avere un valore diverso dal tuo...
Potresti leggere nei miei occhi emozioni troppo grandi...
Ora capisco perché l'ultima pagina del libro l'hai stracciata e ne hai lasciata una bianca...
L'ho letto e non posso fare altro che sospirare..”

Ho pugnalato con un'arma terribile, la peggiore. La verità, nuda e cruda. Ho trafitto le scuse e i nascondigli sanguinando consapevolezze. Sai, anche io ci ho fatto i conti e per tanti aspetti della mia vita continuerò a farlo. E' sempre dura, che sia la mia voce o quella della coscienza a parlare.

Possiamo scegliere. Anche se difficile.

Anche rovinandoti da solo con le tue mani,
Grandi, sensuali mani. Costruendoti false gabbie dorate che ti opprimono.
Mani che potrebbero costruire la tua felicità, mattone dopo mattone, carezza dopo carezza, potrebbero afferrarla. Invece soffochi e non posso farci niente. Ognuno deve camminare nel proprio percorso e non ti credere, anche il mio é tortuoso. A fatica sto in piedi, non posso salvarti.
Dove nascondi il tuo mondo dentro?
Perché stai spegnendo lentamente quel un fuoco che ho visto in fondo ai tuoi occhi?
I buchi che stai tappando, potrebbero scoppiarti davanti, facendo cadere falsi castelli di carta e prigioni dorate e rendere inutili gli sforzi.

Voltandoti indietro, stanco e acciaccato sarò lontana, o forse più vicina di quel che pensi.
Un ricordo vivido dolce e amaro. Magari la mia scia ha lasciato qualche luccichio qua e la che inseguirai. Voglio pensare che un giorno prenderai le redini della tua vita. 
Te lo auguro perché lo so, non sembra, ma ti voglio bene.
Proprio per questo, meglio salutarsi, anche se continuo a pensarti.

In effetti é vero, rileggendomi, ero proprio una mocciosa sai|?!
Follia e imprevedibilità sono rimaste e mai andranno via. Ho capito che alcuni colori fanno proprio parte di me ma alcune sbavature sono volate col tempo. 

Ora abbraccio il silenzio. 
Guardo il cielo stellato e mi addormento cullata dal vento. Mi sei venuto a trovare in sogno, furbetto. Sorrido e chiudo gli occhi. Stanotte verrò a farti visita.



giovedì 11 luglio 2013

Dentro i miei vuoti : Appuntamenti al buio...bendati


Dentro i miei vuoti' é un racconto a puntate ispirato alla omonima canzone dei Subsonica. É un'opera di fantasia. Riferimenti a fatti o persone sono puramente casuali


Questo appuntamento sarebbe stato al buio, ma ho deciso di dare un tocco in piú....
Sarà davvero al buio...bendato.....

”Sono arrivato al parco che mi hai descritto....dove sei?” Il suo sms, inizio sera di un normale giorno infrasettimanale.

”Cerca una panchina con una sciarpa lunga nera”

”Trovato...e ora?”

”Bendati..” Risposi io, risposta anomala di un normale giorno infrasettimanale.

Ero curiosa della sua risposta....potrebbe spaventarsi, potrebbe arrabbiarsi....o eccitarsi, reazione che auspicavo.

”Va bene..mi sto bendando...”

Aspettai qualche minuto e lo osservai nascosta mentre eseguiva i miei ordini. Uscii e mi avvicinai.

”Voglio farmi conoscere attraverso i tuoi sensi....e poi mi vedrai.
Niente baci...ma puoi usare le labbra per sentirmi....”

Uscí un sorriso dalla parte inferiore della benda e farfugliò sorridendo ”...che matta.....”

”Vero...” Sussurrai nel suo orecchio sinistro ”Ti piaccio per questo, no...?”
Sorridendo si morse le labbra e mi trattenni a fare lo stesso.
Mi esploró attentamente, mi feci esplorare.
Ogni tanto gli conducevo le mani, per toccarle e farmi toccare.
Lo stuzzicavo per farmi baciare e infrangere la prima regola, ma fu zelante nel rispettare le consegne.

La sera cominciava a tramutarsi in notte. Mi alzai e gli dissi ”Seguimi” e mi alzai.
"Aspettami..." E si alzò anche lui, senza togliersi la benda.
”Bravo...segui la mia voce e le mie mani...fatti condurre......” 
Sorrideva divertito e sempre più eccitato.  "Dove mi stai portando....?"

Un piccolo baracchino seminascosto di lamiera, dove i giardinieri tengono gli arnesi da lavoro, poco usato di giorno e mai di notte....tranne questa.

"Lo vedrai.....anzi...sentirai....ti farò perdere.....tutti i tuoi sensi..."
Incluso il buon senso, il senso del dovere. Ti prenderò tutto. Non ti rimarrà più nulla.
Devasterò il tuo piacere e conquisterò ben più del tuo fremente corpo. Tutto il tuo essere.
Le mie mani ti stanno guidando alla tua disfatta, alla mia conquista, alla mia, nostra vittoria.

Dove ti sto portando....?

A un sogno lucido, uno squarcio di paradiso.
Al sugoso nettare del piacere a cui ti lascio bere e soddisfarti.
Lo sai che prima o poi dovremo pagare, ma non ora...
A questo momento però non ci rinuncio. Avidamente lo mordo e afferro con le unghie.
Questo momento è solo nostro!
Una luce che brucia e disegna percorsi incollandosi alla pelle.

Chi é davvero bendato?
Entrambi. Tu che ti fai raccontare frottole dalla tua stessa ragione per poi seguirmi alla cieca facendoti profondamente avvolgere da me.
E anche io procedo bendata. Sto calcolando tutto, ma sembra che qualcosa voglia sfuggire.
Non so a cosa andrò incontro, so che la mia fredda benda si allenta...
Mi concedo di lasciarmi andare.

Sento il profumo della tua carne. Quel profumo selvaggio, di uomo, di animale.

Chiudo gli occhi della ragione e ti seguo. 

Dove mi stai portando.....?


Guidami...


Due solitudini si avvolgono
Due corpi estranei s'intrecciano
Duemila esitazioni sbocciano

Stai con me.

Se c'è un motivo trovalo con me
Senza ingranaggi senza chiedere perché
Dentro i miei vuoti puoi nasconderti,
Se c'è un motivo trovalo con me.
Senza ingranaggi senza chiedere perché

Dentro i miei vuoti puoi nasconderti.

Le tue paure addormentale con me..........
Le tue paure addormentale con me..........


Stanotte