Ritratto di luoghi dell'anima e spazi aperti che abbracciano il cielo.
Di persone, di umanità, di stati d'animo, scatti emozionali di luci e ombre, di paesaggi umani e ruderi, bellezze e decadenze, terre desolate smosse e scosse da pensieri che d'inverno, con la neve, diventano soffici mari bianchi.
Segno la strada coi miei sassi e macigni, per procedere nel mio percorso attraverso questi boschi tortuosi, per rimanere presente a me stessa.
Questo è il mio viaggio. La mia storia.
Mi ricordo quando ero triste da piccola e me la cantavi per farmi sorridere. La musica di Puccini la amavi tanto, come amavi me e la mia voce. Sono sicura che me la canteresti anche ora, vero? Ma mi é difficile sorridere ora, ma ci proverò. Solo per te mia bellissima piccola grande Nonna dagli occhi cielo. Ti voglio bene
Sono sempre stata disordinata, fin da bambina. Anche nella scrittura.
Mi sembrava così sterile scrivere e basta. Disegnavo, ai lati, ovunque mi portasse il mio originale gusto.
Piccoli abbellimenti erano la casa di piccoli omini che prendevano vita tra una riga e l'altra.
La mia maestra di italiano non mi puniva, anzi ne sembrava quasi compiaciuta dal sorriso che rivolgeva al foglio. Era l'unica che comprendeva il mondo che avevo dentro e lo apprezzava.
In più sapeva che prima o poi avrei smesso da sola, senza che nessuno mi censurasse.
Ci avrebbe pensato la vita.
Ma in quel sorriso celava la consapevolezza che sarei rimasta sempre un po'originale, creativa.
Che sarei stata me stessa, a mio modo. Coi miei modi.
Sopratutto quelli strani.
I miei lavoravano e stavo molto tempo coi miei nonni.
Mio nonno mi raccontava tante storie, iliade, odissea, l'inferno di Dante.
Con la nonna leggevo i libri mentre lavorava a maglia.
Mi aiutava a fare i compiti.
Ricordo l'odore di quei quaderni....non saprei come descriverlo, sapeva di infanzia, scuola, innocenza, purezza. Riluceva di candore mentre le mani piccole e lavoratrici di mia nonna lo piegavano per scriverci sopra. Aveva un modo di scrivere con la matita che mi affascinava, sembrava farla danzare in modo elegante e ordinato.
Piaceva danzare anche a me e adoravo quelle piste da ballo, sopratutto a quadretti.
Quadretti piccoli, medi e grandi. Quelli a righe mi davano tristezza.
Non sentivo il fremito dell'infrangere una barriera, uno spazio definito, delineato.
Righe. Troppa libertà.
Quadretti. Il reticolo su cui ricamare i miei germogli letterari.
Anche a mio nonno piacevano gli articoli di cancelleria. Penne, matite, gomme e quaderni.
Non gli ho mai chiesto perché e non mi é mai venuto in mente di chiederglielo.
Però adoravo anche io i quaderni, a quadretti, quelli medi che sono una buona via di mezzo per coltivare lettere, bianchi.
Forse era il desiderio di rinascere. Di cancellare gli errori nel modo elegante di mia nonna e riscrivere la mia storia. Migliorandola. Ma sopratutto, ricominciandola.
Ricominciando.
Ancora non avevo un passato alle spalle e già volevo ricominciare.
Concedermi il lusso di scarabbocchiare distratramente prima con l'idea salvatrice che poi avrei rifatto tutto bene....ma il tempo non sta mai ai nostri voleri. Fugge.
Fugge , sfugge ai nostri occhi, dalle nostre pagine. Senza salutare...
Prima volta che parlo di cucina in un blog!
Non perché non ami cucinare (anzi....e si vede...) perché semplicemente non mi è mai venuta la spinta di riportare le mie ricette, per lo più inventate sul momento, dove le quantità e gli ingredienti spesso le calibro empiricamente sul momento.
Oggi, per festeggiare il mio primo mesetto da vegetariana pubblico una ricetta che vuole ricreare i sapori orientali fondendoli col mio gusto personale!
E' un piatto adatto anche agli amici vegani!
Ingredienti per 2/3 persone 300gr Spaghettoni (non sono facili da trovare, potete usare in alternativa Bucatini o Spaghetti Grossi come in foto) 2 Cipolle 1/2 Zucchine (se è grande una basta) 1/2 Carote Salsa di Soia dolce Zenzero fresco,un pezzetto di radice da tagliare in strati sottili Mandorle tritate a cubetti (io di solito prendo quelle già fatte che costano un euro e vanno bene anche per due o tre volte.) Sale (io uso quello affumicato che personalmente adoro!) 1 Passata/ Salsa di Pomodoro Pizzico Peperoncino Spezie (paprika, cumino, aglio in polvere) un filo d' Olio
In una pentola, o meglio in un wok, fate rosolare le cipolle tagliate medio/fine in un composto di acqua, sale, aceto e salsa di soia, in alternativa dell'aceto potete usare la birra o vino bianco, senza olio.
Tagliate lo zenzero in sottili strati e aggiungetelo.
Dopo un po', a seconda se preferite le verdure più cotte o crude, aggiungete le carote tagliate a filettini e in ultimo le zucchine sempre tagliate a filettini. Aggiungete una spolverata di mandorle tritate.
In un altro pentolino, scaldate la passata di pomodoro aggiungendo del peperoncino, paprika e cumino e dell'olio di oliva - oppure un olio al peperoncino. Aggiungete un filo di salsa di soia e un'altra spolverata di mandorle tritate.
Quando gli spaghettoni saranno cotti, versate prima il sugo e girate, poi aggiungete le verdure.
Ombre e luci della mia esistenza che scompare, e appare.
Questo serpente di luce
Che corre al di sopra di infinite esistenze
Corre, tarda puntualmente agli appuntamenti della comprensione
Sulla te rra, nelle vite altrui, nei luoghi reali o virtuali della nostra esistenza... Ecco le stelle cadenti che brillano per poi scomparire inghiottite dall'oscurità della notte. Navigando tra le tempeste della vita... Stando a galla, affogando. ... E tu... Perché sei qui?
Un altro viaggio. Si è già fatta sera.
La pelle carta straccia di parole sudate.
Pensieri accartocciati di stanchezza.
La malinconia compagna di viaggio,
Musica che si insinua lentamente e profondamente, facendo sospirare il cuore guardando l'orizzonte, Che corre con me, che si nasconde per poi riapparire improvvisamente mutato,
A volte turbato, a volte più sereno,
Sembra avvicinarsi, ma in realtà non può che allontanarsi da me...
Nel serpente di luce che mi accoglie, che fende l'aria, morde gli istanti, Chissà dov'è il destino,
Se in stazioni deserte
O dove qualcosa segretamente allo stesso futuro, mi attende.
Che nuovi intrecci tesserà per me?
Se mi avvolgeranno, danzando sognanti come polvere di stelle.
Non so se mi fermerò , se scenderò
Dove potrò davvero afferrare l'orizzonte senza che mi sfugga.
Per ora rimango in compagnia dei miei pensieri,
Che si stringono nelle calde e dolci illusioni per non gelarsi alla realtà. Soundtrack: As heard on tape -Jolly
Ancora qui a sognarti
Cavalcando le onde del tempo
Urlando nel vento i miei sogni
Ancora tenendoti per mano
Paziente ai tuoi ritardi
Ripetendoci che non sarà più
Non sarà, ancora.
E invece...
Ancora più forte di prima
Cavalchiamo le onde del tempo
E ridiamo divertiti dal destino
Che si beffa di noi
Del mancato coraggio di afferrarlo
Si ferma ad osservarci.
Ancora.
Ancora guardiana di questi attimi,
Ancora il mio sguardo scrive sulla tua pelle
Sospiri felici, ubriachi, pazzi
Singhiozza perdendosi tra le periferie dei ricordi
Ancora per mano....ancora ridendo...
Quanto ancora dovrò aspettare.
Questo treno che é partito
Che arriva e riparte in luoghi e orari sconosciuti
Ancora in viaggio,
Ancora in sospesi.
La fermata del respiro
In cui scendono gli sguardi e salgono gli affanni.
Ancora correndo,
In partenza verso nuovi fronti sconosciuti
Saluto i paesaggi che accarezzo con le lacrime
Ancora domandandomi
Dove stia andando
Se ti abbraccerò ancora
Questa onda che cavalcavamo singhiozza
Si sta fermando,
Si ripara dal ritmo umido di un cuore solitario
E nel silenzio va,
Ancora,
Cercando.
Ero seduta su quella panchina da troppe ore. Oramai le sue cellule pietrose conoscevano bene la mia storia, i miei pensieri, quell'aria aveva ascoltato i miei sospiri, i miei affanni. Il primo sole, tenero ma abbagliante mi ricordava che stava passando il tempo e mi spronava ad andare...
Andare...
Andare dove???
Mi stavo rimettendo in marcia, su sentieri sdrucciolevoli annebbiati dalla polvere, con pochi soldi in tasca e ancor meno speranze. Neanche il tempo di far la valigia.
E pensare che l'idea giorni prima mi aveva anche sfiorato...ma era solo una sensazione, un'ansia che sembrava infondata.
Ci avevo messo tanto tempo per rimettermi in piedi e crearmi dei punti stabili,
Ma non c'é nessun principio che ti evita la sofferenza dopo che l'hai conosciuta, combattuta strenuamente. Non ci sono sconti.
Per l'ennesima volta nella mia vita dovevo ricominciare tutto daccapo.
Dovevamo ricominciare tutto daccapo.
Dovevo capire che fare. Come. E sopratutto dove.
Dov'é la mia strada di casa...? Dov'é 'casa' mia?
Non conoscevo nemmeno ciò che mi circondava, un paesino, campagna e niente più, mi sembrava.
Una voce mi chiama.
"Ma tu da dove salti fuori???"
Mi volto. Una donna che non conosco mi guarda con aria sorpresa curiosa.
"Abito...abitavo...stavo.. qui...."
" Anch'io! A pochi passi! Pazzesco non ti ho mai vista da ste parti! Da molto..?"
"Si, da diversi anni....viaggio molto, sempre in giro...difficile vedermi...."
"Beh allora buona occasione per conoscersi....buona, insomma...anche se la situazione non lo é, almeno siamo qui, uniti, non credi?"
Annuì, cambiando lievemente la mia espressione amara in un accenno di sorriso.
Mi disse che era inutile che stare soli e di seguirla al campo.
Stavamo in cerchio davanti al fuoco per scaldarci da quelle sere di inizio giugno che non sapevo potessero essere così fredde e umide all'aperto.
Quella sera i lampioni non funzionavano. Le case vuote, spente, in qualcuna la luce accesa per fretta.
Chi era scappato. Chi era rimasto. Chi cercava riparo. Chi vagava.
La luce del grande fuoco ipnotizzava tutti noi e nel silenzio sembravamo contemplarla nel vuoto delle nostre paure, dei nostri bilanci.
Qualche bisbiglio e di nuovo silenzio compassato. Solo il crepitio del fuoco sembrava voler dire qualcosa.
Tante Persone diverse tra loro, molte delle quali non si erano mai incontrate. Altre che si conoscevano a malapena ora si parlavano, si abbracciavano, piangevano e ridevano insieme.
Forse quello era uno di quei rari momenti in cui l'umanità mi sorprendeva mostrandomi un lato che non conoscevo e che forse non avrei più rivisto.
Ha ragione mia madre, il dolore unisce le persone.
Nelle fiamme mi ritrovo a pensare che non devo pensare.
Non devo pensare che non so cosa mi aspetta. Che sarà tutto difficile, a cominciare dalle piccole cose...che dovrò tenere a galla le persone a cui voglio bene, perché basta poco per affondare tutti insieme...si cammina in equilibrio precario sui nervi sottili...
Prima o poi le cose miglioreranno, prima o poi finirà questa guerra...E se le cose non saranno come prima, saranno meglio di prima.
Non so neanch'io se credere io stessa alle parole che pronuncio...ma devo.Queste parole sono una palestra di energie che mi tiene a galla.
Non devo pensare, solo agire. Poi un giorno, quando tutto sarà finito, mi fermerò chiedendomi "Come sto?" E forse riuscirò anche a piangere e a tornare a sognare.
Mi mancano persino gli incubi che movimentavano di luci e ombre le mie notti...
"..Non è tutto finito....è appena iniziato..."
La nostra vita ha fatto un balzo in avanti e noi ce la siamo ritrovata così, di faccia, senza avviso, senza preparazione, con screzi sopiti, problemi irrisolti che sono esplosi insieme al crollo delle nostre certezze. Forse c'è un senso nascosto da qualche parte, forse semplicemente le cose accadono, la terra si muove e smuove. E noi con lei.
Bisogna camminare, bisogna cercare. A volte, camminando camminando, passo dopo passo, altri passi si uniscono alla tua strada e ci si sente più forti. Tanta energia e tanto entusiasmo che a volte, senza accorgersene, si corre persino.
Alla fine, la mia 'Home' dov'è?
Son convinta sia nel sorriso strappato a un'amica che piange disperata perché come te ha perso tanto. Quel sorriso strappato guardandola negli occhi, sapendo intensamente cosa si prova perché é la stessa barca che affondava su cui c'ero anch'io. Nel convincere e convincersi che domani sarà un giorno migliore lavorando sodo e dando un senso anche quando tutto ne sembra privo, capire le idee, i desideri mettono in moto l'esistenza, nostra e di chi sta attorno.
Nello scoprire che ciò che ti era intorno era già tuo. Era già 'Casa'.
Quel luogo in cui torni dopo aver girato il mondo e che sarà li ad aspettarti, pronto ad ascoltarti affettuoso....
Chissà, forse l'ho trovato quando pensavo di aver perso tutto...
Questa nebbia che avvolge il tempo
sembra il suo ultimo spiro
mentre il vento cavalca il grigiore di pensieri
persi nell'oblio.
Mi pare di veder scorrere in bianco e nero la mia vita;
istantanee di oscurità e dolore, alla ricerca della luce.
Spirito della strada
file di case,
che piombano su di me
posso sentire le loro mani blu che mi toccano
tutte queste cose in tutte le posizioni
tutte queste cose un giorno prenderanno il controllo
e si dissolveranno ancora,
si dissolveranno....
questa macchina non comunicherà quei pensieri
e la tensione a cui sono sottoposto
sii un figlio del mondo
forma un cerchio
prima che tutti soccombino
e si dissolveranno ancora,si dissolveranno...
uova rotte,uccelli morti
urlano mentre lottano per la vita
posso sentire la morte,
posso vedere che ha occhi piccoli
tutte le cose nel risultato
tutte queste cose un giorno le inghiottiremo
e si dissolveranno ancora,si dissolveranno...
Immergi la tua anima nell'amore...
Street Spirit
Rows of houses all bearing down on me
I can feel their...
Blue hands touching me
all these things in all positions
all these things will one day take control
and fade out again and fade out.......
This machine will, will not communicate
these thoughts
and the strain I am under
Be a world child form a circle
before we all
go under
...and fade out again... ...and fade out again....
Cracked eggs dead birds
scream as they fight for life
I can feel death
Can see it's beady eyes
all these things into position
all these things we'll one day swallow whole
...and fade out again and fade out again. Immerse your soul in Love.... Immerse your soul in Love...
Chissà chi o cosa aspetta silenziosamente quella panchina. Ha dato ristoro a fanciullesche corse, a viaggiatori distratti, ha fatto riposare speranze in attesa della prossima destinazione, ha ascoltato parole segrete, dolci e amare, fatto scivolare nel fiume tante gocce di ricordi, di sogni. Alcuni sono rimasti la', abbandonati da padroni troppo deboli, dimenticati dal tempo, in attesa eterna, non si sa di cosa, di compiersi, forse con un altro destino, con altri occhi. Altri invece sono stati portati via, in altri luoghi dell'anima. Altri ancora volano... Si sono avverati.